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Luca Brumurelli

shuttle momento lancioAl momento in cui rilascio questa mia biografia a “Voci di hangar” ho ventisette anni e vivo e lavoro a Padova. In realtà sono nato a Feltre (Belluno) ma, fin da bambino, per il lavoro di mio padre, ho vissuto in diverse città italiane come Catania, Napoli, Roma. Padova è l’ultima appunto. Scrivo da quando avevo dodici anni. Ho incominciato (credo come molti ragazzi insicuri e introversi) componendo una quantità enorme di poesie. Alcune di loro mi hanno dato la possibilità di vincere un paio di concorsi indetti dalle varie associazioni culturali. Mi sono avvicinato ai racconti dopo i vent’anni, scrivendo qualche bozza di romanzo, per lo più però racconti brevi. Al contrario delle poesie, non li facevo leggere a nessuno. Solo qualche mese fa ho accettato degli inviti per inserirli in diversi siti dedicati alla letteratura:

www.ioscrivo.net; www.liberodiscrivere.it; www.poesieeracconti.it; www.raccontieletteratura.net, www.scrittinediti.it

e con sorpresa hanno avuto un discreto successo. Anche il Gazzettino ne ha pubblicati un paio in questi giorni. Così mi sono deciso a provare, vedere se l’idea di un lavoro che racchiude alcune di queste storie con un filo logico, possa funzionare e piacere. “L’Ultimo Volo”, il racconto che potete leggere in questo hangar, fa parte di un libro che contiene 22 racconti brevi. Ho intenzione d’intitolarlo “Immobilità” perché penso che quasi tutti i personaggi dei racconti percepiscano dentro di loro questa sensazione. E’ una sorta di viaggio, un percorso, la vita di ognuno di noi. E’ come accompagnare un bambino per mano, lungo il tempo. Osservarlo crescere, combattere con i propri nemici adolescenziali. Riscoprirlo poi quasi per caso un uomo, spesso insicuro, magari solo. E alla fine sorreggerlo, distrarlo dalla vecchiaia. Condividere con lui emozioni, delusioni, rinunce e attese di una vita, perché magari quel bambino o quell’uomo o quel vecchio, potremmo essere proprio noi. Insomma, sono in attesa che un paio di editori ai quali ho inviato il manoscritto mi diano una risposta, sia positiva che negativa. Se mi aiutate a incrociare le dita anche voi, forse questo sogno si avvererà. “L’Ultimo Volo” sta inoltre partecipando a diversi concorsi letterari in corso di scadenza. Ah … dimenticavo di dire che, con il mio gruppo, ho appena terminato di registrare un album ed è già in giro per i negozi. Io suono come bassista e il mio gruppo si chiama: i “K”. Se volete fare visita al nostro sito, l’indirizzo è:

http://listen.to/kappa

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L'ultimo volo

Lupo Bond

elicottero biancorossoNato figlio di un “falegname” nel lontano ’71 in Bologna, già in tenera età avevo la passione di celarmi sotto mentite spoglie! Da qui la scelta di un nome d’arte assai consueto dalle mie parti. Il primo contatto col volo nasce da un desiderio smisurato di veder volare l’aeroplano ritratto nella foto della scatola blu cielo di un aeromodello giallo canarino. Me l’avevano regalato attorno ai 13 anni. Dopo due anni di pianti, spesi per convincere mio padre, liutaio di professione, a costruirmelo, decisi di terminarlo personalmente col risultato di montare la magnifica struttura centellinare dell’ala, in modo tale da conferire al modello un naturale moto di rollio incontrollabile! Il mitico modello consumò la sua fulgida carriera nel campo di Molinella: una gloriosa esplosione pose fine a diversi mesi di attività durante i quali mi aveva procurato non poche soddisfazioni. Dopo anni e anni passati a dilapidare denari in ogni sorta di motore , radiocomando e listelli di balsa, ebbi l’illuminazione: perché non provare personalmente l’ebbrezza del volo? …invece di far godere l’aeromodello? Era il 1991, anno della maturità scientifica: contro tutte le previsioni, la riuscii a conquistare spiazzando con un 38/60 l’odiatissima professoressa di italiano e latino (che avrebbe voluto tenermi con sé ancora un anno!). Era il momento giusto: il diploma era finalmente nelle mie mani dopo 6 lunghi anni di liceo, come avrei potuto non commuovere la mia amatissima Nonna? Ebbene, con abile manovra di accerchiamento convinsi Nonna & Mamma delle grandiosi possibilità che potevano derivare da un brevetto di volo a vela, e fu così che riuscii a saccheggiare i loro risparmi! Il dramma però si doveva ancora consumare! Infatti gli abili circuitori di anime devote ad Icaro, che trovavano la loro sede nell’Aero Club locale, non mi avevano fatto presente i costi di mantenimento dell’agognato brevetto(sic!) tanto che, a tutt’oggi, riesco a volare solo grazie all’anticipo della paghetta del 2005.

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Il volo

Blackink

Quando mia madre, Grafica Stilo, incontrò mio padre, Maio Cala, fu amore a prima vista. Dal loro travolgente e passionale amore nacqui io. Ho passato gran parte della mia vita viaggiando per il mondo: ho conosciuto scrittori famosi e non, ma anche semplici studenti e  ho visto facce in crisi di fronte ad un foglio bianco. Sono stato il confidente di tutti coloro che, a quel foglio, hanno affidato i loro sentimenti, amori, dolori, speranze e quant’altro che altrimenti non avrebbero mai confessato. Cosa c’è di meglio di una macchia d’inchiostro su un foglio bianco che simpaticamente ti guarda e ti invita a scrivere senza paure né timori? Chissà che un giorno la macchia nera, che è in tutti noi, non possa diventare una successione di caratteri, parole, frasi … per me lo è stato: ed eccomi qui.

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Nel fantastico mondo di Volovelandia

Big Mark

ippopotamo volanteE’ nato in pieno sessantotto (millenovecento, beninteso) nella ridente cittadina (come farà a ridere una cittadina, boh?!) di Tivoli, in provincia di Roma ma, ormai, è un elemento caratteristico del panorama dell’aeroporto di Rieti. Lì vive e lavora (o almeno ci prova) come “addetto alla manutenzione di aeromobili”= meccanico di velivoli e alianti.

Ha cominciato a scrivere all’età di sei anni (e in questo, niente di strano, no?) … componendo i primi racconti brevi sottoforma di pensierini: la maestra li pretendeva ogni mattina come prologo alla lezione (chi ben comincia …).

Il primo scritto di una certa rilevanza è un racconto elaborato nel corso di una brutta influenza con febbre altissima: tutte farneticazioni. Nel corso degli studi è stato sempre perseguitato come individuo “socialmente prolisso”. Per espiare ha frequentato l’istituto tecnico industriale (costruzioni aeronautiche) coronando così il sogno di toccare con mano gli aeroplani (previa disossidazione).

E’ stato sempre motivo di soddisfazione (solo intellettuale, beninteso) delle sue insegnanti delle materie umanistiche. In occasione dell’esame di licenza media ha sbalordito la prof d’italiano con un tema memorabile (spesso gli torna in incubo) e alla prova scritta d’italiano dell’esame di maturità si è ripetuto: il membro esterno, una severa insegnante d’italiano in un prestigioso liceo classico romano, gli ha espresso i suoi personali complimenti. Segni del destino o semplicemente un gran c….?

Dal 90’ è a Rieti, ove resiste in un ambiente altamente … umido. Dal 94’, facendo appello alla sua modesta alfabetizzazione, ha deciso di fissare su carta le vicende che si tramandano per via orale nel mondo del volo a vela (reatino in particolare). Alcuni di questi racconti (due! pare chissà quanti?!) sono stati pubblicati dalla rivista “VOLO a VELA” (prestigioso bimensile dei volovelisti italiani) riscuotendo (neanche una lira, solo …) reazioni incoraggianti: “Vai a lavurar!!!” Da qui la decisione (di cambiare mestiere? No, di …) di unirli ad altri, farne una prima raccolta e darle il titolo di: “Voci di hangar”.

Sollecitato dalla reazione benigna (sputacchi e calci in c….) dei lettori (tutti i suoi amici e parenti), ha partorito una seconda raccolta dal titolo: “Piume al vento” e, non ancora contento, anche una terza dal titolo: “Appesi all’ala dell’Albatross”. Tutte le raccolte hanno avuto tiratura condominiale.

Ha un sogno (vendere un sacco di copie? Macché …): diventare un bravo tecnico rimanendo un sognatore. Largo alla fantascienza!

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Ciao, Kosta!

17 dicembre 1903

Una domenica particolare

La gita scolastica

Missione Grumento: operativi!!

I misteri della nebbia rosa

Il pilota beone

Piloti!!

La prima volta

Prova d'esame e di fuori campo