Umberto Bertani

f18 hornetSono nato a Milano il 17/04/1964. Mi sbatto attraverso una vita normale spezzettata dalle pause che regalo alla scrittura, attività che sembra soddisfare parecchio soprattutto chi mi circonda. Le atmosfere noir sono le mie preferite, così come il rock è la mia musica. In fondo è tutto qui: scrivere, far leggere, scrivere ancora.

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Nel sito sono ospitati i seguenti racconti:


Ultima aria

Sergio Barlocchetti

elicottero hughes nh500E’ nato a Milano nel 1969 dove ha cercato di studiare per fare felici mamma e papà. Grazie al padre Claudio, detto “il Gino”, ex radarista dell’Aeronautica, ha compito il primo volo a pochi giorni di vita. Contagiato da “aerite”, è cresciuto all’aeroporto di Bresso dove cercava di smontare tutto ciò che trovava negli hangar. Ex bravo bambino, si è laureato in ingegneria dopo immani fatiche e alcuni pellegrinaggi religiosi dei genitori; ha poi lavorato nella ex Unione Sovietica ed è quindi rientrato in Italia venti giorni prima del colpo di stato del 1991. Arruolato in aviazione, si è imboscato al Ministero della Difesa a Roma, dove collaudava le partite di alimentari per la caserma, specializzandosi in pasta a e dolciumi. Diventato un famigerato tecnico avionico ed elettronico-maniaco, ha fondato con altri pazzi una radio privata abusiva che ha poi fatto sparire tre giorni prima che la “blindasse” la Polizia Postale. Attualmente lavora come entità giornalistica” alla rivista VOLARE ma cerca di scrivere solo per VOLARE SPORT perché sostiene: “Per volare non occorre mica tutta quella roba lì”. Si ostina a svolazzare con un ultraleggero colorato sui cieli del Pavesotto, dove si dice abbia disseminato ripetitori in tutti i conventi di suore. Scopritore del “Morbo di Awacs”, la malattia che spinge a mettere antenne dappertutto, non è mai completamente serio quando parla, tanto meno quando scrive. E’ attualmente ricercato da molti suoi lettori, ma taluni sostengono che neppure esista e che sia invece il parto della fantasia dei suoi ex professori, ora tutti ricoverati.

Per la Libreria Benchimol  (Alberto Benchimol, p.za Minghetti 2 – 40124 Bologna, www.benchimol.it ) ha pubblicato nel 2001 il volumetto: “Azzurro perfetto”, da cui vi parliamo anche nella sezione “Manuale di volo” di questo sito. Da “Azzurro perfetto”, abbiamo tratto la presente biografia nonché, con grande difficoltà – considerata la bontà di tutti i testi lì raccolti – , il racconto che vi presentiamo.

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Triplano Barone Rosso
Il primo Volo

Aeracnofobia

Un aeroplano per amico

Aeroporti

Aeroporto

Un aliante

Ali d'angelo

Ali sull'acqua
nuvola con fulmine
L'altra

L'amore del vento

Appunti di volo

A te

La birichinata

Buon anniversario a me

Buon compleanno!

Nella cabina di pilotaggio

Calanchi

Cavalieri impavidi

Chi c'è in decollo

Ciao, Kosta!

Cirillo e Brilla

Le confessioni di un italiano

Con gli occhi di dentro

Il coniglio si prende senza correre

Coppia

La Daunia brucia!

Il decollo

17 dicembre 1903

Dichiarazione in volo

18 marzo 1986

Una domenica particolare

Le due rondini

Ely vola

E' scritto nel vento

Nel fantastico mondo di Volovelandia

La farfalla e il cervo volante

Favola della nuvola e del vento

La fiamma e la falena

Il fiore che imparò a volare

Il gesto

Girogirotondo

La gita scolastica

HAG

Hivy il gabbiano e la bambina

L'Hanriot HD1

Icaro

L'incontro

Imprese inutili

Un imprevisto incidente aereo

Loro: uomini duri dell'aria

Una macchia

In manette falso chirurgo

Il mio cielo

Mio figlio, il pilota

Missione Grumento: operativi!!

I misteri della nebbia rosa

Il naufrago

Nubila Caeli

Nuvola

La nuvola d'oro

Nuvole

Nuvole & nuvole

Odore di kerosene

Oltre i confini del cielo

Ozio e ricordi

Palla di cannone

Passeggero per forza

Un passeggero scomodo

A passeggio fra le nuvole

Pet on board

Il pilota
Superman appeso
Il pilota di linea

Il pilota beone

Pilota e marinaio per salvare l'ambiente

Piloti!!

Polloroscopo

Previsioni del tempo

La prima termica del mattino

La prima volta

La prima volta di Giulia in aereo

Il primo

Il primo lancio

Il primo volo

Prova d'esame e di fuori campo

Quando ero piccolo

Quant'è bello volare

Quattro amici in volo

Quella mattina

Raid dei due mari, ci saremo!

Ritorno dall'Islanda

Rischio di collisione

La rosa rossa

Roma-Venezia da passeggero

694

Settimo cielo

Strisce di nuvola

16 maggio 2008 - Dismissione KC707A

La tartaruga

Ultima aria

L'ultimo volo

L'ultimo volo

Verso il prossimo lancio

Via!

Viaggio in aereo

La vite piatta

Volare

Volare ... arrivare?

Volare in bellezza con Air Champagne

Voli in cabina

Il volo

Il volo

Il volo

Volo cieco

Il volo della farfalla

Il volo delle pojane

Il volo di Uco

Un volo drammatico

L'autobus volante

L'ultimo volo

Il ritorno del falco

Stasera l'aria è fresca

Oggi volo

Tornado
Libro Antico di Scienza
Una voce a caso

Riga

Scricciolo

Avevo paura di volare

La mia AeroNatica

La prima missione di volo

Lei ... Lui in Aeroclub

Preghiera di un uomo che cade tra le nuvole

Il maestro e la ballerina
jet in avaria
Tre ragazzini e un aereo

Nel cielo di Cecenia

Spionaggio nei cieli

Emergenza in volo

Incontri tra piloti

Luciano Serra, pilota

I have control

Viola

Leggero

Un volo per due

Aria

Una complicata storia, fatta di cabine telefoniche della Pan Am, volpi finte e aeroplani veri.

La guerra è sempre la stessa

7500

I pirati del cielo

Una notte da dimenticare

Sulle ali dell'entusiasmo

Per puro caso

Sono io la regina del cielo

Cielo senza confini

Un decollo risicato

Il cane

I francesi la sanno lunga

Da grande farò il pilota
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Manca poco
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Tiberio
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Condividere il dolore
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Mio nonno
Alianti in atterraggio sull'aeroporto di Rieti in occasione della CIM - Coppa del Mediterraneo, gara internazionale che si tiene ad agosto
Il senso di Smilla per la neve

La fortezza in fondo al mare

Cronache interplanetarie

In volo tra le nuvole ... e nello spazio

Un volo indimenticabile

La voce di Badger

Nuvole elettriche

Riccardo Baldinotti

elicottero a pallaL’autore è arrivato qui in maniera ignota, per cui non sa come andarsene. Passa il tempo a lanciare appelli del tipo: “Se trovassi la porta per uscire, prometti che mi avviserai”, e tale appello pure qui rinnova. Gli piacciono le nuvole, i fiori, i cuccioli di mammifero, la musica di Mahler e i Gentle Giant. Però non sa volare, non ha il pollice verde, non tiene (né procrea) cuccioli di alcun genere, e neppure sa suonare. È riuscito finora a evitare molto di quel che non gli piaceva ma sfortunatamente, in questo modo, ha evitato anche molto di quel che gli piaceva, e ne ha tratto così un’esperienza: che non tutto il male vien per nuocere, e che non tutto il bene vien per favorire. È convinto di scrivere cose allegre, anche se alcune suonano tristi, e gli piace sognare, ad occhi aperti o chiusi, soprattutto ascoltando la musica o guardando il cielo. Del mondo che ha trovato qua, dice: “Ohibò” e, interrogato sul senso dell’esclamazione, guarda con aria assente e chiede: “Perché, tu ci capisci  qualche cosa?” Ciononostante, detesta i fricchettoni, i disimpegnati, i qualunquisti, e quelli che la libertà se la trovano sopra un albero o in una barca a vela. Massime, gli stanno in uggia i disfattisti e gli egocentrici (come è lui). In un momento di euforia, ha gridato: “Sì, ridete pure, stelle, di noi. Più forte rideremo, quando con voi giocheremo a palla”. Gli piace pure citare la seguente frase, messa in bocca ad un suo personaggio: “Le tradizioni sono solo il modo in cui i vostri antenati sbagliavano. Non che voi siate migliori, ma non vi piacerebbe sbagliare a modo vostro?”. Chiede umilmente, a qualunque agenzia spaziale, che gli facciano fare un giro su un’astronave.

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riccardo_baldinotti(chiocciola)bigfoot.com


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Icaro

Mio figlio, il pilota

A Hug

 ahugAngelo Hug (da non confondersi con: “A-hug”, tipica espressione di assenso usata con molta frequenza dai Pellerossa dell’America settentrionale prima di imbattersi nei “fratelli” bianchi), comincia a volare decollando dal seggiolone per poi atterrare sul sottostante pavimento marmoreo della casa natale. L’esperienza lo entusiasma a tal punto da sognare, già in tenerissima età, di trasformarsi in essere alato. Ed è per questo motivo che, appena può, consegue tutte le licenze e le abilitazioni di volo compatibili con l’esigenza di restare per aria. Eccolo, dunque, pellegrino del cielo, affrontare molti suoi sogni: dalle Alpi alla Calabria, passando per Rieti. Fino a quando, un giorno dello scorso inverno (anno 2000), atterra con il proprio aliante in un campo sperduto in un remoto territorio del Sud Africa. Rischia il linciaggio da parte delle popolazione locale, ma appena si qualifica, pronunciando il suo nome, A Hug appunto, vede la marmaglia innalzarlo sulle spalle e, al grido reiterato: “Hug, hug”, adorarlo su una specie di altare, elevato, nel suo pensiero, al rango di un dio alato. Rintracciato fortunosamente dopo molte ore dalla squadra di recupero, apprende con raccapriccio che, nell’idioma locale, “Hug, hug” costituisce l’equivalente del “mo’ se lo famo” di romanesca estrazione lessicale. Al termine di lunghe contrattazioni viene barattato con la sua variopinta tuta di volo. In mutande, ma vivo, l’abbandona a malincuore agli indigeni. Su di essa spicca la toppa di una testa d’aquila e il motto “Vola lento e basso”.

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La Daunia brucia!

Imprese inutili

La prima termica del mattino

L'unico sito italiano di letteratura inedita (e non) a carattere squisitamente aeronautico.