Barzellette

Pilota colpito da aereo di carta





E’ risaputo che i piloti sono dei buontemponi, che hanno sempre la battuta pronta e la barzelletta adatta da ogni situazione, anche la più improbabile.

Vi siete mai chiesti dove trovino o come vengano loro in mente tutte queste amenità?

Volete farvi una risata e così tirarvi su il morale ?

… ebbene, questo angolino del nostro hangar contiene giusto appunto una raccolta disordinata di barzellette, freddure e scemenze varie legate al mondo del volo, cielo piloti e quant’altro riguarda il mondo aereo.


 




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Un paracadutista precipita verso terra.

A cinquanta metri dal suolo, circa, incrocia un uomo che, sparato come un razzo, sale in senso contrario verso il cielo.

Il paracadutista gli grida: “Sa come funziona un paracadute d’emergenza?”

E l’altro: “E lei, lei sa come funziona uno scaldabagno a gas?”

(Suggerita da Alberto Vacca)

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Passeggero di aereo: “So che questa è la classe economica, tuttavia mi sembra che proiettarci i filmini del picnic del co-pilota sia davvero un po’ troppo”

(Bob Phillis e suggerita da Mariano Salvatore) www.aforisma.it



Un carabiniere riesce a prendere il brevetto di pilota. Al primo volo, la Torre di controllo comunica: “Prego, altezza e posizione! Passo!”.

E il carabiniere: “Sono alto 1 e 70 e sto seduto! Passo!”

(da it.hobby.umorismo e suggerita da Matteo Rossi) www.aforisma.it



Un americano, un russo e un talebano sono a bordo di un aereo.

Arriva la hostess e chiede all’americano: “Gradisce qualcosa da bere?

L’americano risponde: “Whisky, grazie!”;

fa la stessa domanda al russo e questo risponde: “Vodka, grazie!”;

ripete la domanda al talebano e questo: “Per me niente grazie: fra poco devo pilotare!”

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Un allievo pilota si esercita ai quiz.

Domanda: “Cosa significa la sigla ATZ?”

Risposta: “Aeronautical Time Zulu!”

(Suggerita da Black Ink)



All´aeroporto di Milano Malpensa, in una lunga fila di check-in di un volo MILANO – NEW YORK, durante l’attesa, un passeggero nota una persona, con uniforme da pilota e con il tipico bastone bianco usato dai non-vedenti, che entra nella cabina di pilotaggio.

Piuttosto stupito, il passeggero si guarda intorno quando vede un’altro pilota, apparentemente cieco, salire a bordo. Al ché, preoccupato, si dirige verso una hostess della compagnia aerea e domanda: “Scusi signorina, ma chi sono quei due ciechi vestiti da piloti?”

La hostess lo tranquillizza assicurandogli che, seppure ciechi, si tratta dei due più grandi piloti italiani che esistono, e che con le moderne tecnologie a disposizione, anche un cieco può pilotare un aereo.

La notizia si sparge rapidamente tra gli altri passeggeri, i quali, preoccupatissimi, si imbarcano.

L’aereo si allinea e comincia la lunga corsa per il decollo, ma dopo svariati chilometri … l’aereo non si alza e continua ad accelerare … la pista sta quasi terminando ed i passeggeri, in preda al panico, cominciano a gridare sempre più forte quando, ad un metro dalla fine della pista, il velivolo finalmente si alza da terra.

I passeggeri tirano un sospiro di sollievo e, nella cabina di pilotaggio, il pilota commenta con il copilota: “Il giorno che non strillano siamo fottuti!!!

(Suggerita da Black Ink)



NAVIGATORE a PILOTA: “Abbiamo un caccia a ore 11”.

PILOTA a NAVIGATORE: “Nessun problema! Ora sono solo le 10!”

(Suggerita da Black Ink)



Il 20 luglio 1969 il comandante del modulo lunare Apollo 11 Neil Armstrong fu il primo uomo che mise piede sulla Luna.

Le sue parole appena sceso sul suolo “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo da gigante per l’umanità” furono trasmesse alla Terra e ascoltate da milioni di persone ma appena prima di rientrare nel LEM, fece un’enigmatica esclamazione: “Buona fortuna, signor Gorsky!”

Molte persone alla N.A.S.A. pensarono fosse una citazione che riguardasse un cosmonauta rivale sovietico; comunque, dopo aver controllato, si accorsero che non c’era nessun Gorsky nelle liste (sia russe che americane) del programma spaziale.

Negli anni seguenti, molti giornalisti chiesero ad Armstrong cosa significasse quella frase, ma il cosmonauta si limitava semplicemente a sorridere.

Il 5 luglio 1995 a Tampa Bay in Florida, nella conferenza stampa dopo un discorso, un reporter rifece la domanda, ormai vecchia di 26 anni, ad Armstrong. Finalmente questa volta Armstrong rispose.

Il signor Gorsky era morto, così l’astronauta pensò fosse arrivato il momento di rispondere alla fatidica domanda.

Nel 1938, quando era un ragazzino di una piccola città del midwest, stava giocando a baseball con un amico in cortile. Il suo amico colpì la palla, spedendola nel giardino dei vicini. La palla atterrò proprio di fianco alla finestra della camera da letto della casa. I suoi vicini erano il signor e la signora Gorsky.

Come fece per raccogliere la palla, il giovane Armstrong udì la signora Gorsky urlare al marito: “Un pompinooo !!! Tuu… vorresti un pompino???

Ti farò un pompino quando il ragazzo della porta accanto camminerà sulla luna!!!”

(Suggerita da Bolognesi Bruno)



Due carabinieri percorrono in auto di primo mattino la piazza del paese quando ad un tratto vedono degli asini volare intorno al campanile.

Presi dal panico perdono il controllo del mezzo e SBAAMMM, distruggono la macchina.

Il maresciallo ascolta il racconto e poi, scettico, va a riferire al colonnello: “Mah, degli asini intorno a un campanile …”.

E il colonnello: “Ebbene, che c’è di strano? Ci sarà un nido !”

(Suggerita da Stefano Martinil) www.aforisma.it



NAVIGATORE a PILOTA: “L’aeroporto è a ore 3”.

PILOTA a NAVIGATORE: “Local time o Zulu?”

(Suggerita da Black Ink)



Che differenza c’è tra una “buona” hostess ed un’ “ottima” hostess?

Che la buona hostess dice: “Buongiorno Comandante!” mentre l’ottima hostess dice: “E’ giorno, Comandante!”

(Barzelletta da Compagnia aerea)



“Il volo Roma – New York è appena decollato da Fiumicino, quando dall’altoparlante una voce calda e suadente annuncia: “Signore e signori, buongiorno! E’ il vostro comandante che vi parla. Il volo al quale partecipate è storico, infatti per la prima volta un aereo di linea è pilotato completamente da un computer.

Abbiamo decollato senza alcun intervento umano, e per tutta la durata del volo procederemo con il pilota automatico, ed infine il computer effettuerà l’atterraggio.

Ma niente paura, se ci saranno dei problemi, prenderò io il comando … prenderò io il comando … prenderò io il comando …”

(Suggerita da Black Ink)



Quando la NASA iniziò il lancio dei primi astronauti, i tecnici si accorsero rapidamente che le penne non scrivevano con gravità zero.

Per risolvere questo problema, gli scienziati della NASA assunsero la società di consulenza Andersen Consulting (oggi Accenture) per studiare il problema.

Impiegarono dieci anni e 12 milioni di dollari sviluppando una penna che potesse scrivere con gravità zero, verso l’alto, verso il basso, con temperature da sotto zero fino a più di 300 °C…

I russi usarono una matita. 🙂

(Suggerita da Bolognesi Bruno)



Un elicottero sta volando dalle parti di Seattle quando un guasto elettrico disabilita tutti gli apparati di navigazione e comunicazione dell’apparecchio.

A causa delle nuvole e della nebbia, il pilota non può determinare la posizione dell’elicottero e fare rotta all’aeroporto. In questa situazione il pilota vede un palazzo molto alto, vola verso di esso e inizia a girargli intorno.

Scrive un biglietto e lo mette sul finestrino dell’elicottero. Il biglietto del pilota dice “DOVE MI TROVO?” a lettere cubitali.

La gente nel palazzo prontamente risponde al velivolo, scrivendo un biglietto e mettendolo su una finestra del palazzo. Il loro biglietto dice: “TI TROVI IN UN ELICOTTERO”.

Il pilota sorride, guarda la sua mappa e determina la rotta con sicurezza.

Giunti all’aeroporto il co-pilota chiede al pilota come il biglietto “TI TROVI IN UN ELICOTTERO” avesse potuto aiutarlo a determinare la loro posizione.

Il pilota risponde: “Sapevo che doveva trattarsi del palazzo della Microsoft perché, come i loro help in linea, mi hanno dato una risposta tecnicamente ineccepibile, ma completamente inutile”.

(Suggerita da Francesca Dotoia) www.aforisma.it



Sapete cosa divide una coppia di pervertiti (pilota e co-pilota) da una manica di ninfomani impenitenti (le hostess)?

… la paratia della cabina di pilotaggio.

(freddura da Compagnia aeroportuale)



TORRE di CONTROLLO: “Volo AZ 5201: qual’è la vostra altezza?

Volo AZ 5201: “La mia altezza è 1 metro e 80, senza scarpe!”

(freddura da Torre di controllo)



L’aeroplano è fermo sul piazzale e sta imbarcando i passeggeri.

Un’hostess ad un passeggero: “Signore, la prego, potrebbe indossare la cintura ?”.

Il passeggero perplesso risponde: “Perché? Stiamo già decollando!?

“No” risponde l’hostess, “ma mica vorrà che gli altri passeggeri la vedano col suo coso di fuori, eh!?”

(barzellatta da Compagnia aerea)



Un passeggero all’hostess: “Mi scusi, quanto è lungo il volo Milano-Roma?”

L’hostess indaffarata: “Un istante”.

Il passeggero: “Grazie”

(freddura da Compagnia aerea)



TORRE a PILOTI: “Missione 1518, avete problemi?”

MISSIONE 1518: “Affermativo. Abbiamo perduto la bussola!”

TORRE: “Veramente, da come state volando … dovreste aver perso tutto il cruscotto!”

(freddura da Torre di controllo)



TORRE di CONTROLLO: “Tango-Lima, carrello estratto e bloccato?”

TANGO-LIMA: “Affermativo Torre. Ce l’abbiamo fuori da quando hanno costruito l’aeroplano!”

(freddura da aeroplano in circuito di atterraggio)



TORRE di CONTROLLO: “Tango-Lima, avete traffico riportato ad ore dieci, tre miglia”.

TANGO LIMA: “Torre, potete darci un’altra radiale? … abbiamo solo orologi digitali!”

(freddura da Torre di controllo)



NAVIGATORE a PILOTA: “Vedi una grande città ad ore 10 a circa 2 miglia?”

PILOTA  a NAVIGATORE: “Negativo!”

NAVIGATORE: “Beh, allora ad ore 3 a circa 4 miglia?”

PILOTA: “Negativo!”

NAVIGATORE: “Un laghetto ad ore 4 a 5 miglia?”

PILOTA: “Negativo!”

NAVIGATORE: “Allora la testata pista di un aeroporto in disuso ad ore 9?”

PILOTA: “Negativo, negativo!”

NAVIGATORE: “Ah, beh, allora ho capito: ci siamo persi!”

PILOTA: “Positivo, positivo!”

(freddura da navigatore)



Il Comandante generale dei Carabinieri convoca i giornalisti in conferenza stampa e da’ un annuncio sconvolgente: “I Carabinieri andranno sul Sole!”.

I giornalisti sono allibiti. Allora uno di loro uno chiede: “Ma siete sicuri di poter superare gli enormi problemi tecnici? … è una missione spaziale difficile … nessuno l’ha mai tentata prima d’ora!?”

Il Comandante in capo risponde: “Beh, certo. Innanzitutto i nostri uomini partiranno di notte, poi tutti avranno in dotazione gli occhi da sole e una doppia razione di crema abbronzante …

(la sezione aerospaziale dei Carabinieri)



Il  volo Roma-Bangkok è appena decollato da Fiumicino. Il comandante prende il microfono, preme il bottone per gli annunci in cabina e saluta i passeggere con il solito:  “Signori e signore, è il comandante Mario Rossi che vi parla. Stiamo volando ad una quota di … ” e continua con i soliti discorsi di rito.

Rimette a posto il microfono ma si dimentica di premere di nuovo il bottone e spegnere l’interfono. Al che, incomincia a parlare con il secondo pilota: “Sai, so’ un po’ stressato … prendi tu i comandi?”

I passeggeri si guardano increduli e aguzzano le orecchie.

Il comandante prosegue dicendo: “Sai che ti dico? … vado a cagare e poi chiamo nella cuccetta l’hostess nuova nuova, che mi sa che ci sta … e magari me la scopo , eh?”

Allora tutti passeggeri si mettono a ridere e l’hostess giovane giovane, che stava in fondo all’ aereo, diventa tutta rossa e comincia a correre per il corridoio dell’aereo verso la cabina di pilotaggio per dire al comandante di spegnere l’interfono.

Ma lungo il corridoio c’è un vecchino che sta seduto scomposto e ha una gamba che sporge. L’hostess, nella foga della corsa non vede la gamba, inciampa, cade giù lunga distesa nel corridoio dell’aereo.

Tutto l’aereo scoppia a ridere, lei si rialza ancora più rossa di prima.

Il vecchino, candido candido, le dice: “Non abbia fretta, non corra così, signorina, che potrebbe anche farsi male … tanto il comandante ha detto che prima di scopare deve  cagare”…

(suggerita da Com.te di Compagnia aerea)



C’era un corvo che se ne stava appollaiato sui rami alti di un albero e non faceva niente tutto il giorno.

Un coniglietto di passaggio vide il corvo e gli chiese: “Posso starmene anch’io seduto qua a non far niente tutto il giorno?”

“Certo, perché no?” rispose il corvo.

E il coniglietto si sedette comodo a terra sotto il corvo a riposarsi.

All’improvviso apparve una volpe, saltò sul coniglietto e se lo mangiò.

Lezione: per startene seduto a non far niente tutto il giorno, devi essere seduto molto in alto.

(un istruttore di volo al suo allievo)



Un tacchino selvatico chiacchierava con un toro: “Mi piacerebbe tanto arrivare in cima a quell’albero, ma non ne ho la forza.”

“Beh, perché non ti mangi un po’ della mia merda”, rispose il toro: “E’ piena di roba nutritiva”.

Il tacchino becchettò un po’ di merda e scoprì che di fatto gli aveva dato forza sufficiente per arrivare al primo ramo dell’albero.

Il giorno dopo, mangiato un altro po’ di merda, arrivò al secondo ramo. Dopo un paio di settimane, il tacchino era fieramente appollaiato sulla cima dell’albero. Ma fu subito visto da un cacciatore che lo abbatté.

Lezione: mangiando merda puoi arrivare in cima, ma non è detto che ci resti.

(un istruttore di volo al suo allievo)



Un uccellino era in volo per andare a svernare al Sud. Ma il freddo era tale che l’uccellino cadde a terra congelato.

Una vacca di passaggio gli scodellò addosso una bella cagata fumante. Scongelato e riscaldato, l’uccellino si mise a cantare di gioia. Ma un gatto randagio lo sentì, lo trovò, lo tirò fuori dalla merda e se lo mangiò.

Lezione: I.- Non tutti quelli che ti coprono di merda sono tuoi nemici. II.- Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda sono tuoi amici. Ma soprattutto, III.- Quando sei nella merda, tieni chiuso il becco!

(un istruttore di volo al suo allievo)



Un pilota, passeggiando in un bosco, improvvisamente inciampa in un’antica lampada ad olio.

Ricordandosi della leggenda, inizia a strofinarla ed immediatamente appare il Genio della Lampada: – Posso avere i miei tre desideri? – chiede subito il pilota.

No! – risponde il Genio – A causa dei cattivi tempi, della recessione, della globalizzazione, della crisi del calcio, ecc., oggi come oggi posso esaudire al massimo un solo desiderio. Dunque, cosa vorresti? –

Il pilota ci pensa un attimo. Poi gli mostra una cartina e chiede: – Vedi la cartina? Vorrei la pace in Medio Oriente, vorrei che questi paesi smettessero di farsi la guerra, che i Palestinesi avessero una patria, che in Israele non avvenissero più attentati, che tutti vivessero in santa pace ecc. ecc. –

Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: – Ma accidenti a te! Questi paesi sono in guerra da decenni e giacciono in una situazione politica ormai compromessa. Non credo di poterci fare  niente: sono potente ma non così tanto! Nessun Genio, mago, folletto o chi tu voglia potrebbe fare nulla. No, mi spiace, ma questo desiderio è impossibile da esaudire. Chiedimi qualcos’altro.-

Il pilota non si perde d’animo ed immediatamente elabora un’altra richiesta:- Sono appassionato di “volo”. Vorrei che i piloti la smettessero di polemizzare su tutto e tutti. Vorrei che regnasse un po’ di concordia, e che si rendessero conto che siamo tutti sulla stessa barca e non vale la pena litigare e scambiarsi accuse. Ok? –

Il Genio ammutolisce, corruga la fronte e poi, sospirando, sbotta: – Fammi vedere un po’ quella cazzo di cartina!!! –

(Gustavo Vitali)



Sapete qual’é il motoaliante più costoso mai costruito?

… lo Space Shuttle.

(Fulvio – dalla mailing list del Volo a Vela)



Come si fa a riconoscere un pilota Alitalia in mezzo ad una folla?

Non vi preoccupate: sarà lui a dirvelo.

(Un ex pilota Alitalia)



TANGO LIMA: Torre! Emergenza a bordo.

TORRE: Che tipo di emergenza, Tango-Lima?

TANGO LIMA: abbiamo “incendio” al motore destro.

TORRE: escludete il motore destro e date tutta potenza al motore sinistro!

TANGO LIMA: Torre, abbiamo già dato tutta potenza ma è terminato il carburante

TORRE: Planate verso il primo aeroporto alternato!!

TANGO LIMA: Abbiamo perduto l’impianto elettrico e non sappiamo dove ci troviamo.

TORRE: attivate i circuiti ausiliari!!!!!!!

TANGO LIMA: siamo già con gli ausiliari ma i comandi non rispondono.

TORRE: allora ripetete dopo di noi, Tango-Lima: “Padre nostro, che sei nei cieli …”

(storia da Torre di controllo)



Due funzionari del RAI-ENAC s’incontrano in ufficio; il più giovane confida all’altro: – Sai …ultimamente non riesco più a dormire … sono preoccupato.

– Per cosa? – chiede l’anziano.

E il giovane ingegnere: – Gli aeroplani dell’Aeroclub XYZWKH volano troppo! –

-“Stai tranquillo! … dormici sopra … tanto di notte non volano!

(Un funzionario RAI-ENAC)



Come si riconosce un’hostess al supermercato?

E’ l’unica che cerca di fermare il carrello con il freno!

(Un funzionario RAI-ENAC)



Cosa fa la moglie di un comandante dopo aver fatto l’amore?

Si riveste e va a prenderlo in aeroporto!

(Un funzionario RAI-ENAC)



Come si riconosce un hostess in un party?

E l’unica che mangia dietro la tendina!

(Un funzionario RAI-ENAC)



Come si riconosce un comandante in un locale per scambisti?

E’ l’unico che tromba sua moglie!

(Un funzionario RAI-ENAC)



Vola vola vola l’Apemaia sciopera sciopera sciopera l’Alitalia …

(Dado da Zelig Circus)



Un aeroplano dell’Alitalia con duecento persone a bordo precipita nel cuore della foresta amazzonica.

I rottami sono ancora fumanti quando si avvicinano due cannibali voracissimi, padre e figlio, alla ricerca di sopravvissuti. Niente: sembrano tutti morti.

Ma ecco che dietro un seggiolino pare muoversi qualcuno. Di scatto, il giovane cannibale inforca una freccia avvelenata e avverte il papà di quella presenza.

Il padre, un omone con un osso nel naso, gli dice: “Sta’ bono, fjo” e gli fa abbassare l’arco.

Da dietro il seggiolino esce allora una donna stupenda che si sistema i capelli biondissimi e raddrizza la targhetta “Alitalia” sulla divisa tutta lacera. Lacera a tal punto giusto perché lascia intravedere un corpo stupendo, sodo, muscoloso e flessuoso.

Il figlio cannibale, sbavando, reinforca la freccia … è pronto a scagliarla contro l’hostess … ma il papà cannibale lo ferma ancora una volta e gli dice: “E sta’ bono a papà!?”

Il figlioletto allora, incavolato, butta per terra l’arco e dice: “A papà ma che se magnamo stasera?”.

“Mamma?!?!”

(Un funzionario RAI-ENAC)



Cosa fa un presidente di AeroClub se aumenta la benzina avio?

Vende tutti gli aeroplani e compra un bimotore diesel!

(Marco Forcina)



Un pilota di linea e una hostess durante una sosta in Cina.

Mentre passeggiano in un mercatino di Pechino, notano un venditore di sandali che pare uscito dalle mille e una notte.

“Venga signoLe, venga in mia umile bancaLella, potLà compLale qualcosa di veLamente favoloso!

I due si avvicinano incuriositi e il venditore mostra loro un paio di sandali consunti.

“SignoLe, guesti sandali sono magici! Se li indossa potLà faLe l’amoLe selvaggiamente, come animale fuLioso!”.

La hostess è tentata, ma il pilota, molto atletico e virile, è dubbioso.

“PLovali, pLovali e vedLai!” Insiste il venditore.

Alla fine, grazie anche all’insistenza della hostess, decide di acquistarli, li indossa e … improvvisamente gli occhi gli si arrossano, un’ansia incontrollata lo assale, una furia che la hostess non aveva mai visto in nessun uomo.

Veloce come un’aquila, il pilota afferra il venditore cinese per le chiappe, gli strappa i pantaloni e se lo inchiappetta alla grande.

“FeLmati! FeLmati!!” Grida disperato il venditore con le lacrime agli occhi …”Te li sei messi a Lovescio, stLonzo, te li sei messi a Lovescio!”

(Rocco Caruso – dalla mailing list del Volo a Vela)



AAA, cercasi anima gemella Pilota, scapolo, bella presenza, amante volo e ed aeroplani, cerca anima gemella magari proprietaria di aereo e in possesso di spazio hangar allo scopo di condividere tale passione. Massima serietà, obiettivo matrimonio. PS: è gradita una foto dell’aereo.

(Max Pinucci – dalla mailing list degli ULM)



Chi e Tatiana? Chi è Tatiana? … … Tatiana è l’amica mia così grassa ma così grassa che quando entra in aeroporto la Torre di controllo le chiede il piano di volo!

(Kruska – da Zelig- , liberamente adattata da Marco Forcina)



Un aereo dell’Alitalia è atterrato in emergenza a Milano-Linate.

Era decollato da Roma e aveva a bordo 120 prostitute nigeriane accompagnate da 140 poliziotti.

L’aereo avrebbe dovuto riportare in patria le ragazze in possesso di decreto di espulsione esecutivo dall’Italia.

Il pilota ha dichiarato che è stato costretto all’atterraggio imprevisto per ragioni tecniche.

“Avevamo il sistema di condizionamento in avaria”, ha dichiarato: non riusciva a spannare gli oblò!?

(da notizia del telegiornale -, liberamente adattata da Marco Forcina)



Un aereo dell’Alitalia precipita nel cuore della foresta africana.

E’ un vero disastro. Si salvano solo tre persone: uno steward, il comandante e il suo secondo.

Hanno appena il tempo di cercare qualche altro sopravvissuto quando vengono catturati da un drappello di cannibali e portati nel loro villaggio.

In un attimo tutto gli abitanti del villaggio cominciano i preparativi per la cena a base di uomini bianchi.

Ma prima di cominciare il rituale il capotribù si avvicina allo steward ed in un italiano stentato gli chiede se vuole morire o fare “bum-bum”.

Lo steward, di fronte alla morte, non ci pensa un istante e preferisce l’alternativa “bum-bum”. Poi chiede: – Ma cos’è ‘sto “bum-bum?”

– Ma niente -, risponde il capotribù – è un antico rituale di fertilità … per onorare le carni.

E duecento negri sodomizzano lo steward.

E’ la volta del secondo pilota.

Anche a lui il capotribù chiede se preferisce morire o fare “bum-bum”.

Il secondo, piuttosto che morire preferisce subire il “bum-bum”.

Duemila negri lo sodomizzano (la notizia s’era sparsa e erano accorsi anche dagli altri villaggi).

Infine il comandante. Il capotribù chiede al comandante se preferisce morire o fare “bum-bum”.

Ma il comandante è un uomo integerrimo, di sani principi morali e non si concederà a certe aberrazioni. Non ci pensa neanche un istante e urla: – Voglio morire, voglio morire!

Il capotribù gli si si avvicina e gli sussurra nell’orecchio: – Va bene, come vuoi … solo che prima facciamo “bum-bum”, eh?

(Raul Cremona & Claudio Bisio da Zelig Circus -, liberamente adattata da Marco Forcina)



Un’aquila volteggia nel cielo. Altissima. E osserva il terreno a caccia di prede.

Ad un certo punto nota qualcosa nell’erba: è un topolino.

Senza pensarci un istante si getta a precipizio, chiude le ali velocissima, picchia a tutta birra verso il basso, apre gli artigli … sta per colpire la preda … sta quasi per afferrarla … e invece apre le ali e con una brusca cabrata risale verso l’alto dicendo: – Porca miseria, l’avevo già letto!

(da una raccolta di barzellette per bambini -, liberamente adattata da Marco Forcina)



Che differenza c’è tra un hostess e una FERRARI? Che la FERRARI non se la fanno tutti!!

(un pilota di volo a vela)



Il pilota dell’AirForce One annuncia all’altoparlante: “Signori e signore siamo prossimi all’atterraggio a Washington. Vi preghiamo pertanto di sedervi e di allacciare le cinture e … per il Presidente Bill Clinton … di riportare l’hostess in posizione verticale.

(barzelletta radiofonica)



Francesco Totti e Ilary Blasi sono all’aeroporto e stanno per imbarcarsi su un aeroplano.

Ilary tira la maglietta a Totti dicendo: – Guarda Francè, de-colla!- – Che sta’ a di’, Ilary – risponde Totti – nun lo vedi che è de-fero?

(barzelletta radiofonica)

Alcuni anni fa gli scienziati della NASA costruirono una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti alla velocità massima possibile contro i parabrezza degli aerei di linea, degli aviogetti militari e della navetta Space Shuttle.

Lo scopo era simulare i frequenti scontri con gli uccelli vaganti nell’aria per verificare la resistenza dei parabrezza.

Alcuni ingegneri italiani, avendo sentito parlare di questa “arma”, erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad alta velocità.

Furono presi accordi con la NASA ed il cannone fu spedito agli assistenti tecnici italiani.

Quando l’arma fu attivata la prima volta, gli ingegneri italiani rimasero impietriti: il pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi, staccava la testa del manichino messo al posto di guida, spezzava in due lo schienale della poltroncina del macchinista e si andava ad incastrare nella parete posteriore della locomotiva come se fosse stato una freccia scoccata da un arco.

I tecnici italiani, sconvolti, trasmisero alla NASA i risultati disastrosi dell’esperimento e i progetti del loro parabrezza supplicando gli scienziati americani perché dessero loro dei suggerimenti.

La NASA ha rispose con un fax di tre sole parole: “scongelate i polli”.

(Stefano Beretta – dalla mailing list degli ULM)



Un fotografo deve fare un servizio sui pompieri per un’importante rivista internazionale.

Scoppia un incendio in un bosco e il fotografo vi si reca, ma scopre che il fumo gli impedisce di fare delle belle foto.

Chiede allora il permesso di poter noleggiare un aereo per eseguire delle foto dall’alto.

La richiesta e’ approvata e gli viene detto di recarsi al vicino aeroporto dove un aereo sarà pronto in pochi minuti.

Il fotografo corre all’aeroporto e li’ giunto vede un aereo a due posti già pronto sulla pista di decollo con una persona che sta aspettando.

Si rivolge a questa dicendogli: “Eccomi, possiamo partire”. Il pilota fa decollare l’aeroplano e in pochi minuti sono in cielo.

Il fotografo dice al pilota: “Vola sopra al bosco vicino alle cime degli alberi in fiamme in modo che io possa fare qualche bella foto!”.

“Perché?” chiede il pilota.

“Perché sono un fotografo e i fotografi fanno le foto”.

E il pilota dopo un attimo di silenzio: “Questo vuol dire che lei non è l’istruttore di volo?”

(Andrea Rota – dalla mailing list degli ULM)



Lo scartamento standard degli Stati Uniti (distanza tra le due rotaie) è di 4 piedi e 8,5 pollici. A prima vista questa misura sembra alquanto strana. Perché è stata scelta?

Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi. Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo?Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell’avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento. Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento. Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse? Perché, se avessero usato un’altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell’Inghilterra? Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade? I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell’esercito dell’Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote. In conclusione: lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano. Quindi, la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite per il culo di un cavallo, magari poi ti accorgerai di aver fatto la giusta congettura. Visto che i carri da guerra furono costruiti proprio con le misure necessarie a contenere i sederi di due cavalli da guerra, con questo abbiamo risposto anche alla domanda originale. Ed ora un’utile estensione a questi discorsi. Quando si vede uno Space Shuttle nelle sua rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale. Questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah. Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po’ più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio; visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da  passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, e come abbiamo saputo le carrozze  ferroviarie sono poco più larghe di una coppia di cavalli.

Ne consegue che la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo è stata determinata oltre due millenni orsono prendendo a modello due culi di cavallo!

(Giuseppe Bado – dalla mailing list degli ULM)



Un pilota, di cui tacciamo il nome per motivi di privacy, partì un bel giorno in volo partendo da S…. atterrando a P…..

Ripiegata la vela, si accorse di aver dimenticato (anzi infilato nello zaino di un altro, prima di decollare …) portafoglio e cellulare.

Non potendo telefonare per farsi recuperare, e non avendo un soldo per il treno o la corriera, il nostro eroe decise che l’unica possibilità era di recarsi alla locale stazione dei Carabinieri, per chiedere loro il permesso di fare una telefonata.

Detto e fatto, si presentò armi e bagagli alla Benemerita.

Vinte le resistenze del piantone, fu introdotto alla presenza del brigadiere che ascoltò’ sospettosamente il racconto del nostro pilota.

Finito che fu il racconto, il milite non apparse troppo convinto. E come dargli torto, visto che si trovava davanti un individuo sospetto, sudato e spettinato, con un aspetto un po’ da squilibrato (non per il volo, è così di natura), e con un enorme zaino sulle spalle?

Lo squadrò a lungo, fumandosi pensosamente una MS, e infine gli chiese: <<Così lei – disse – sarebbe un … “parapendista”?>>

<<Già.>>

<<E sarebbe arrivato in volo, da S….., fin qui a P……?>>

<<Ehm, sì …>> rispose il nostro un po’ a disagio.>>

<<Col parapendio?>>

<<Sì … >>

<<E mi dica, giovanotto, – ghignò il brigadiere con fare astuto – quello zaino, come se lo sarebbe portato?>>

(Gustavo Vitali- dalla mailing list del Volo Libero)



Mi sono trovato un giorno con l’aereo in una nebbia fittissima, con l’altimetro fuori uso, il serbatoio quasi a secco, la radio in panne ed il carrello bloccato.

Per fortuna non ero ancora decollato…

(Gioppo – dalla mailing list del Volo a Vela)



Qual’è il colmo per un pilota da caccia?

Essere abbattuto!

(un pilota Meridiana)



Un Boeing 777 dell’Alitalia è in volo sull’Oceano Atlantico quando, improvvisamente, il motore numero 1 si spegne.

A bordo si scatena il panico ma hostess e stewart rassicurano tutti e riportano l’ordine in cabina.

Il momento critico sembra superato quando, all’improvviso, si spegne anche il motore nr 2. L’aeroplano è senza motori e plana inesorabilmente verso l’Oceano.

Stavolta non c’è da indugiare: ai passeggeri viene fatto indossare il giubbetto autogonfiabile e vengono applicate le procedure per l’ammaraggio.

In cabina c’è una grande concitazione … ma ecco apparire il comandante che ordina: “Silenzio!” Ha in mano una rosa rossa con un lungo gambo e un paio di forbici.

Passeggeri ed equipaggio si domandano cosa mai ci farà il comandante con una rosa e un paio di forbici, considerato la situazione di emergenza. Ma ecco che il comandante, con fare disinvolto, taglia un pezzetto di gambo della rosa. Improvvisamente i motori ripartono.

Grande stupore di tutti e grida di giubilo per lo scampato pericolo: la traversata dell’oceano può continuare.

Ma ecco che improvvisamente, il motore numero 1 si spegne di nuovo e poco dopo anche il numero 2. Riappare il comandante con la rosa e le forbici, uno zac sul gambo e i motori ripartono come prima. Il volo riprende normalmente ma poi si verifica di nuovo: motori spenti, comandante che taglia, motori ripartono.

Finalmente l’aeroplano atterra a New York: sono tutti sani e salvi. Uno stuolo di giornalisti vuole intervistare il comandante.  La prima domanda che gli rivolgono è: “Perchè ha tagliato il gambo della rosa per far riaccendere i motori?”

Lui impettito risponde: “Semplice! … se potere è volere, allora anche potare è volare!”

(un pilota Meridiana)



Un 777 dell’Alitalia sta compiendo la traversata atlantica. Improvvisamente si spengono tutti e due i motori.

Il I ufficiale, molto preoccupato, dice al comandante: “Comandante, comandante … siamo in mezzo all’Oceano e tutti e due i motori sono in avaria … che cosa facciamo?”

“Che facciamo!? … vediamo … prenda i paracadute e abbandoniamo l’aeroplano!”

Il I ufficiale titubante: “Sì, ma ce ne sono solo due … e l’hostess?”

“Si fotte!” risponde il comandante

Il I ufficiale: “E facciamo in tempo?”

(un pilota Meridiana)




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