Copertina del libro "Oltre le nubi il sereno"

Oltre le nubi il sereno – L’uomo che visse tre volte

Oltre le nubi il sereno Oltre le nubi il sereno: L'uomo che visse tre volteAlberto Briganti; Rossati 2003WorldCatLibraryThingGoogle BooksBookFinder 

Da molti anni, ormai, mi interessa la storia della nostra aviazione. Per questo, ogni volta che mi imbatto in un libro che in qualche modo ne parla, lo compro. La mia libreria personale ormai scoppia. Quasi potrei mettere una scritta “LIBRERIA” sopra la porta d’ingresso e dedicarmi agli affari. Eppure spesso mi capita qualche nuovo libro, anzi, qualche vecchio libro, di cui non sapevo nulla. E quello mi porta alla conoscenza di un altro e così via. Non si finisce mai. Per fortuna. Stavolta mi è stato consigliato da un amico il libro del generale Alberto Briganti dal titolo: “Oltre le nubi il sereno”, con il sottotitolo: “L’uomo che visse tre volte”, editore Gino Rossato. Di Briganti devo aver già letto molte cose, essendo stato un protagonista della storia che abbraccia tanti decenni. Però spesso i nomi non ci dicono niente, a meno che non si conosca già il personaggio. Infatti non conoscevo la sua storia … solo leggendo il volume mi sono accorto di conoscere tutti i fatti da lui narrati per averli già “visti” con gli occhi di qualcun altro, qualche altro protagonista che era passato attraverso gli stessi avvenimenti che oggi sono storia. Storia dimenticata, vorrei anche aggiungere.

Purtroppo la storia della nostra aviazione, dalla sua nascita fin oltre la II Guerra Mondiale, ricalca un’altra storia, tragica e per questo scomoda, che è quella del fascismo. E’ comprensibile che la gente abbia voluto rimuovere con tutte le forze il ricordo di quell’epoca. Ancora oggi c’è qualcuno che chiede la distruzione di qualche simbolo fascista rimasto in giro attraverso gli anni. Ma chi promuove queste richieste non deve averci riflettuto granché. Il neofascismo e anche il neonazismo dimostrano che non è sufficiente rimuovere qualche statua o qualche edificio per difenderci da certe piaghe. Il discorso è più complesso. Invece sarebbe meglio studiare bene la storia e capire la genesi dei fenomeni sociali; soprattutto sarebbe meglio cercare di far emergere dalla melma dei decenni bui l’eroismo di persone che con il fascismo sono coinvolti solo perché il periodo era quello e non era possibile evitarlo. L’indottrinamento continuo e la mancanza di mezzi di riscontro (i pochi media erano controllati dal regime) hanno fatto sì che molti credessero in buona fede in certe dottrine. Ma in mezzo a tutto ciò c’erano un gran numero di persone di altissimo valore. Piloti di assoluta capacità, di immensa generosità, di indiscusso valore, hanno tracciato la propria strada nella storia, camminando insieme ad altri – troppi – che eccellevano invece solo per cialtroneria, vigliaccheria e squallore morale. E purtroppo questi ultimi, anche loro, hanno fatto la storia, deciso gli avvenimenti, commesso danni irreparabili che sono costati la vita di migliaia e migliaia di persone. Si sono presi meriti che non avevano offuscando l’immagine di quelli buoni.

Copertina del libro "Oltre le nubi il sereno"
La copertina del libro “Oltre le nubi il sereno”. Il fotomontaggio, anche se ottenuto con risorse tecnologiche moderne, appare piuttosto improbabile. Altrettanto discutibile la IV di copertina che è costituita da un anonimo fondo azzurro. Possibile che l’autore o l’editore non avessero a disposizione una consunta fotografia dell’epoca meritevole di apparire nel libro?  Confidiamo in una I ristampa con copertina e retrocopertina riviste e corrette. Il libro lo merita

Italo Balbo, per esempio, è stato soprattutto un grandissimo organizzatore di Trasvolate Atlantiche, uno sportivo per eccellenza.

Era stimato in tutto il mondo, ma pochi conoscono la sua storia. Poiché le sue gesta si sono svolte in quel ventennio, viene associato ad una parte di storia che non era proprio la sua. E osteggiato anche oggi. Difatti, l’idroscalo di Orbetello, il luogo dal quale le trasvolate sono partite – quattro e non due -, oggi viene tenuto in uno stato di totale abbandono. Quasi non esiste più. Invece avrebbe dovuto essere riportato in vita come un prezioso museo di storia della nostra Aeronautica, perché in quel luogo si è svolta una storia unica ed irripetibile. Invece, la casa nella quale Italo Balbo aveva vissuto mentre era ad Orbetello, la stessa nella quale anche Briganti ha vissuto successivamente, è stata di recente devastata e al suo interno sono state date alle fiamme le poche cose che vi si trovavano. Cioè qualche tavolo e qualche materasso buttato sul pavimento, abbandonati lì da qualche senzatetto. Queste informazione la gente, in genere le ignora. Per conoscerle occorre cercarle, studiare la storia e soprattutto ricercarla, la storia. Leggere, leggere tutto, anche quello che ci fa male e non vorremmo sapere. Purtroppo la storia che la gente crede di conoscere è quella dei luoghi comuni ma se domandiamo a cento persone se i campi di concentramento tedeschi erano decine, centinaia o migliaia, pochi daranno la risposta giusta. Troppi risponderanno che erano una decina, invece erano parecchie migliaia. E nessuno – o quasi – è a conoscenza delle gesta mirabolanti che hanno compiuto i nostri piloti, nel corso della storia della nostra aviazione.

Anche Briganti è passato dentro quei decenni. Leggere il suo libro è come avere un tavolo con tante foto gettate qua e là e vederle muoversi da sole per sistemarsi al posto giusto andando a ricomporre tutta la storia. Così, mentre ricercavo le notizie per scrivere la biografia di Cesare Carra, anche lui pilota di idrovolanti come Briganti, avevo trovato molti elementi, come persone, luoghi, scuole di volo, tipi di aerei, aeroporti, avvenimenti storici, che ora ho ritrovato in questo libro. In poco più di trecento pagine, dense di immagini fotografiche dell’epoca, Briganti svolge il suo filo degli avvenimenti; una vita – la sua -, intrecciata con la vita di tanti altri nomi che allora erano importanti e oggi quasi nessuno più conosce. Leggere questo libro è irrinunciabile per chiunque abbia una minima passione per il volo o per la storia del nostro paese. I fatti contenuti nel libro sono a volte esaltanti, a volte comici, a volte tragici. Definire tragiche tre fucilazioni alle quali è scampato Briganti è forse un po’ limitativo. Ma non temano i sensibili di stomaco: l’autore ha un modo di scrivere estremamente delicato, quasi asettico e non genera malesseri. I luoghi cui accennavo sono quelli che molti di noi conoscono per altri motivi, senza immaginare che proprio gli stessi luoghi siano stati teatro di avvenimenti complessi e drammatici solo una manciata di decenni fa. Proprio di recente avevo fatto un giro in Istria, passando in cittadine turistiche, come Pola, Fiume, Basilica, Porenzo, ecc. vedendo solo mare, sole e belle ragazze, mangiando in ameni ristorantini. Al ritorno ho cominciato a leggere questo libro, ritrovando gli stessi nomi di luoghi, ma connessi con avvenimenti ben diversi.

Il contenuto del libro lo lascio, come sempre, ai lettori. Fin qui ne ho voluto semplicemente evidenziare il valore. Aggiungo che per averlo bisogna cercare un po’, ma la ristampa dovrebbe essere disponibile nelle librerie specializzate. Buona ricerca e buona lettura.



Recensione a cura di Evandro Detti

Didascalie delle foto a cura della Redazione

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