Il mistero dei cosmonauti perduti

Il mistero dei cosmonauti perdutiGli anni sessanta sono stati caratterizzati da quella che fu definita la corsa alla conquista dello spazio. Gli Americani da una parte e i Sovietici dall’altra, si contesero il vasto campo da gioco, dove arrivare primi a mèta aveva risvolti politici-sociali.

Ma, come spesso accade attorno ai grandi eventi, anche per le vittorie conseguite nello spazio, si crearono sin da subito leggende, storie più o meno plausibili, alimentate anche da una scarsa se non addirittura inesistente comunicazione da parte sovietica. I giornali e le televisioni occidentali fecero il resto.

Ed è proprio in questo clima che nasce una delle più credibili e durature leggende: “[…]E’ il caso della leggenda dei cosmonauti fantasma secondo la quale, tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ’60, l’Unione Sovietica avrebbero perso decine di uomini in orbita, nel tentativo di battere gli americani nella corsa allo spazio. […]

Il mistero dei cosmonauti perduti – Leggende, bugie e segreti della cosmonautica sovietica”, edito nel 2013 dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) nella collana I Quaderni del CICAP a cura di Massimo Polidoro, affronta proprio questo tema.

Il libro, come dichiarato dallo stesso autore Luca Boschini, si propone: “[…] di fare un po’ di chiarezza e di divulgare in Italia la storia della cosmonautica, libera da tanti miti, leggende e falsità […]

Il testo è arricchito da foto con didascalia esplicativa e una ricca bibliografia e le note sono riportate alla fine di ogni capitolo. La foto di copertina è molto suggestiva e ben rappresenta il tema del libro.

Luca Boschini si è laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano. Progetta strumentazione elettronica per satelliti, per una delle principali multinazionali europee in campo aerospaziale. Astrofilo, possiede un piccolo osservatorio astronomico privato in provincia di Bergamo. Ha curato una rubrica su Coelum, è coordinatore del CICAP-Lombardia e collabora con la sua rivista Query. Tiene conferenze di astronomia e su temi di confine. Parla quattro lingue, tra cui il russo.

L’Autore affronta il tema con metodo e rigore scientifico, ma allo stesso tempo cattura l’attenzione del lettore con una prosa molto piacevole mai noiosa; anche nelle parti più tecniche riesce con un linguaggio divulgativo a rendere agevole la comprensione. Riesce a creare suspense da libro giallo.

Boschini previene la domanda più che lecita di qualsiasi lettore: “[…] come possiamo essere certi che le cose siano andate così? […]” Il segreto di stato sui voli spaziali venne tolto nel 1986 ed in seguito con la perestrojka altri documenti governativi vennero de-secretati, ciò permise a giornalisti sovietici di intervistare direttamente i protagonisti, sia cosmonauti che tecnici. In seguito, dopo la caduta dell’URSS, la Russia ha aperto a tutti gli studiosi i propri archivi storici. “[…]Così, dopo i protagonisti e gli appassionati, sono finalmente entrati in gioco anche gli storici e sono iniziati a uscire i primi lavori condotti dai ricercatori sulle fonti primarie. […]

[…]Pensare, però, che da qualche polveroso scantinato di Mosca salti fuori improvvisamente un cosmonauta perito in una missione mai ordinata da alcun politico, condotta da un pilota di cui nessuno ha mai scritto una riga, allenato senza che i medici ne abbiamo tenuto le cartelle cliniche e lanciato con un razzo senza numero di serie e dunque mai costruito, è un’ipotesi fantascientifica. […]

Il mistero dei cosmonauti perduti
La copertina del volume che vanta una prefazione validissima quanto il contenuto che precede

Nei primi capitoli si ripercorre la storia delle prime missioni spaziali, dello sviluppo delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche, tutto ciò è propedeutico a quanto verrà poi affrontato nei capitoli successivi.

[…]Tra le prove dell’esistenza di questi “cosmonauti fantasma”, gli ascolti e le registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia sono universalmente ritenute tra le più convincenti. Questi due italiani appassionati della radio captarono, registrarono e divulgarono in tutto il mondo i supposti gemiti e le richieste d’aiuto di anonimi cosmonauti, nel corso di voli spaziali la cui realtà è sempre stata negata dall’Unione Sovietica prima e dalla Russia poi. […]

Le famose intercettazioni dei fratelli Iudica Cordiglia, vengono studiate e analizzate approfonditamente e minuziosamente dall’Autore, tenendo conto di quelli che erano gli strumenti elettronici utilizzati e delle spiegazioni tecniche rilasciate dai due fratelli. Viene così demolita, in maniera puntigliosa e documentata, la loro teoria dei Cosmonauti dispersi nello spazio.

[…]Mi auguro che i lettori, dopo aver preso visione delle prove che ho raccolto e riportato per quanto possibile senza pregiudizi, convengano con le mie conclusioni, ma che siano nel contempo anche i miei supervisori più accaniti, segnalandomi quando le deduzioni sono poco convincenti o non sufficientemente supportate da prove. Ho tentato di rendere ben distinguibili i fatti, che ho appurato personalmente o estratto da fonti affidabili, dalle ipotesi, logiche e meditate ma non necessariamente corrette a priori, e queste ultime dalle mie opinioni personali, condivisibili o meno a seconda dei gusti[…]

Un libro da leggere, per chi quegli anni li ha vissuti e per chi è appassionato di astronautica, per chi vuole mettere un altro tassello alla storia moderna di cui la corsa allo spazio ha rappresentato un importante capitolo, per chi ama la verità storica.

[…]Lo Sputnik prese il volo il 4 ottobre 1957, aprendo ufficialmente l’era spaziale. Il suono del primo satellite della storia fu facilmente ascoltato da parecchi radioamatori in tutto il mondo. […]






Il mistero dei cosmonauti perdutititolo: Il mistero dei cosmonauti perduti

autore: Luca Boschini

editore: CICAP

collana: I Quaderni del CICAP, N. 16, a cura di Massimo Polidoro

anno di pubblicazione: 2013

nr pagine: 416

ISBN: 978-88-95276-20-5







Recensione a cura di Franca Vorano

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