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Rossana Cilli



Lo scorso 1 settembre 2022 è stato proclamato il vincitore della X edizione del premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE … o meglio, è stata proclamata la vincitrice in quanto si tratta di una gentildonna che è registrata all’anagrafe – lo ha confermato il nostro servizio di intelligence – con il nome di ROSSANA e il cognome CILLI.

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti in orbita all’interno della Staziona Spaziale Internazionale nel momento esatto in cui le è stato comunicato: “Sami, qui Houston … abbiamo un problema!”, E lei. “Ditemi, Houston … in genere siamo noi da qui a comunicarvi i problemi, non viceversa!?” E da Houston: “Si hai ragione Sami … ma ci tenevamo a farti sapere che tua cugina, Rossana Cilli, ha vinto il premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE!” . Risposta: “Oh, che great hole…!” (foto proveniente da https://www.terzobinario.it)

E’ l’autrice dello splendido racconto “Verso Nord” e, alla sua prima partecipazione al Premio, ha letteralmente sbaragliato tutti gli altri racconti finalisti. Per inciso: tutti di ottimo livello.

Ma apprendiamo direttamente dalla talentuosissima Rossana qualche informazione segretissima sui suoi trascorsi, qualche indiscrezione scabrosa circa il testo premiato e anche qualche rivelazione scioccante circa i suoi progetti futuri – immaginiamo assai bellicosi – in fatto di scrittura creativa.

E allora Rossana … sempre il già citato servizio di intelligence ci informa che la cicogna ti ha lasciata neonata, giusto qualche anno fa, sul comignolo di una casa romana. Ovviamente è un modo elegante per non rivelare la tua età e per dichiarare viceversa il tuo luogo di nascita: Roma.

Romana “de Roma” o romana acquisita?

Intanto diciamo che la cicogna aveva fretta e mi ha depositata con un mese di anticipo in un’incubatrice del Policlinico Umberto I. Battesimo dell’aria con sprint dunque. Quanto al “romana”… bè, mio marito che è romano romano vattelapesca di quante generazioni, non ne vuol sentir parlare di me come concittadina, il Civis Romanus lui solo è. E come faccio a dargli torto con due genitori abruzzesi? Io però mi sento romana, magari di prima generazione, ma romana… con un debole per l’Abruzzo.

Sempre la nostra intelligence ci informa che hai frequentato un noto liceo romano ma non il famoso “Giulio Cesare” di vendittiana memoria, anzi di canzonettiana memoria. Ti senti una liceale di seconda scelta?

Ma quando mai?!!  Ancora con questa storia: il Giulio Cesare, il Mamiani, il Visconti, meglio qui, meglio lì … ma meglio il Tasso, vuoi mettere: noi abbiamo una quercia, via Veneto a un passo e pure una miss Italia, senza contare i cervelloni usciti da lì, compresa una scrittrice che … vabbè lasciamo stare va, sennò quelli del Giulio Cesare ci rimangono male.

E concludiamo le tue esperienze scolastiche ricordando una notevolissima laurea in lingue alla Sapienza di Roma: germanista. Trovi che gli uomini germanici siano così affascinanti?

Secondo indiscrezioni giornalistiche non ancora confermate, parrebbe che questa estate il panfilo di una certa Marina, magnate dell’editoria, abbia calato le ancore di fronte alle spiagge di Ostia, amena località del litorale romano. Sempre secondo le stesse indiscrezioni giornalistiche parrebbe che l’intraprendente Marina avesse avuto una soffiata: Rossana Cilli aveva affittato ombrellone e due sdraie in un noto stabilimento balneare di Ostia e fosse in fase di rosolatura per merito del solleone romano. Ebbene, ci risulta che la suddetta Marina si sia appalesata a Rossana con un accomodante: “Rossana, ti posso spalmare un po’ di crema? … altrimenti mi diventa tutta rossa!?”. I vicini di ombrellone riferiscono che la famosa scrittrice capitolina abbia dato un’occhiataccia alla maldestra massaggiatrice e che le abbia risposto: “Marì che voi? Mi vuoi vendere una collana? Vai vah, che non c’ho soldi da buttare con le tue collane”. Altri testimoni giurano di aver visto la sedicente Marina fare ritorno sul panfilo borbottando: “Ma io volevo solo affidarti una collana aerospaziale …”(foto dell’autrice, letteralmente raggiante dopo aver ricevuto in dono una collana. Dal marito)

Parli del fascino crucco d’oltralpe? No? Ah, meno male, m’avevi messo paura. Però … che fascino la musica, la filosofia, la storia tedesca … Ah, dici però che erano Barbari? Sempre  a puntualizzare stai tu!

Da grande avresti voluto fare la veterinaria, la poliziotta o l’astronauta. E invece sei diventata una traduttrice. Ti ripugna il “posto fisso”?

Guarda che per tradurre stai fissa al chiodo dieci ore al giorno!

Hai lavorato anche per la Pfizer, nota casa farmaceutica … puoi giurare sulla copertina del tuo ultimo romanzo che nessuno dei tuoi amici maschietti ti abbia mai chiesto una fornitura gratuita di pillole blu?

Chi di opzione ferisce, di opzione perisce: beccati un bel “No Comment”

E veniamo alla tua passione per la scrittura creativa. Ben sei romanzi all’attivo. Proprio non ti piace la culinaria, il tombolo o il burraco?

Una foto dell’autrice in incognita. Per passare inosservata ha inforcato degli occhiali a specchio che – dice lei – le consentono l’invisibilità in virtù del famoso “specchio riflesso”. Dice lei. (foto dell’autrice scattata a mezzo di una speciale fotocamera ad alta risoluzione d’invisibilità)

Bè il burraco fa diventare isterica pure mia zia detta “Pina la dolce”, quindi scartato subito; il tombolo è legato a un meraviglioso ricordo di mia nonna (abruzzese) di cui – ovviamente – ho scritto in un romanzo, quanto alla culinaria … non mi sottovalutare troppo, potresti avere delle sorprese

Hai gestito fino al 2016 una piccola libreria indipendente … è un po’ come per un diabetico lavorare in pasticceria. I libri te li tenevi tutti per te o li vendevi a qualcuno?

Mannaggialamiseria se li volevo vendere a qualcuno! … invece me l’hanno fatta chiudere la mia bella libreria; questo è un popolo di santi, poeti, navigatori, cuochi, cantanti e scrittori, tanti scrittori, una marea di scrittori, nei cassetti degli italiani ci sono più manoscritti che calzini … ma i lettori dove diavolo sono finiti?

Immaginiamo per un istante che tu gestisca ancora la tua libreria. Immaginiamo che un cliente ti chieda qualche suggerimento su un bel libro da acquistare … gli consiglieresti un libro di una certa Rossana Cilli? Semmai quale?

Ma tutti, no?

Siamo sempre nella tua libreria e tu sei alla cassa. Si presenta una cliente piuttosto anonima, quasi scialba, sulla quarantina molto dubbiosa. Ha due libri in mano: “50 sfumature di grigio” e un tuo libro. Secondo te quale comprerà? Tu quale le suggerirai?

Lei muore dalla voglia di prendere il primo, ma si vergogna come una ladra e compra il mio che si intitola: “Oltre le Quinte” (dove forse pensa di andarsi a nascondere); io che ho un cuore d’oro, le offro un cinquanta percento di sconto e se li prende entrambi. Lei fa un sorriso largo come un arcobaleno e va via con doppio pacchetto. Anche la cassiera sorride.

Se tu sapessi di rimanere sola su un’isola deserta per un anno … quale libro porteresti con te? A parte i tuoi, s’intende!

Gesù, Gesù, Gesù… Con la Recherche magari sto a posto per dieci

Ti dichiari un’appassionata di astronautica. Per caso, il tuo cognome da nubile è Cristoforetti? Ti senti un po’ la mamma di Astrosamantha?

Scusa eh, ma non dovevamo sorvolare sulla mia età? Non potevi dire cugina, sorella, amica … nipotina?

Per avvalorare la dichiarazione secondo la quale possiede le firme autografe dei tre astronauti della missione Apollo 13, Rossana ci ha fornito una prova fotografica inconfutabile. Possiamo crederle? Ebbene il nostro agente segreto distaccato presso il Kennedy Space Center ci ha fornito un riscontro illuminante: a Cape Canaveral, le bancarelle di venditori ambulanti napoletani (eh sì, ci sono anche lì!) vendono le firme al modico prezzo di cinque dollari cadauna. E spergiurano che siano originali. Ma c’è di più: lungo le spiagge delle Everglades, assieme ai coccodrilli, si aggirano spesso dei vu’ comprà marocchini che spacciano per originale il tris di autografi e lo vendono a soli 10 dollari. Onestamente abbiamo pensato a un abile fotomontaggio  tuttavia ci siamo convinti che, considerata quella furia della natura che porta il nome di Rossana Cilli, è molto più probabile che ella abbia atteso Buzz Aldrin e Neil Armstrong in fondo alla scaletta del modulo lunare Aquila e che abbia preteso da loro l’autografo poco prima che mettessero piede sulla Luna. E Michael Collins? Beh, con lui è stato letteralmente un gioco da ragazzi: si è attraccata al modulo di comando che orbitava sopra la Luna e gli ha estorto l’autografo al grido: ” Firma! O ti buco i serbatoi dell’aria!” (foto fornite da Rossana Cilli. Forse)

Michael Collins, il famoso astronauta della missione Apollo 11, è nato a Roma in via Tevere 16, nel quartiere Pinciano. Tu hai dichiarato di possedere l’autografo di Collins … lo hai aspettato sotto casa? Confessa!

E certo! Ah, altro vantaggio di frequentare il Tasso: suona la campanella a scuola e due minuti dopo sei sotto casa di Collins. Vallo a dire a Venditti adesso.

Che Rossana Cilli abbia una fervida immaginazione non c’è dubbio: Il suo racconto “Verso Sud” lo dimostra … ci viene difficile crederle che le firme dei tre uomini della Luna siano originali. Sarà nostra cura sottoporla a un interrogatorio all’americana con la lampada negli occhi, la nuvola di fumo ad altezza d’uomo e la seggiola scomoda. Confesserà, credeteci! A breve nuovi sviluppi.(fotografia fornita dall’autrice prima dell’interrogatorio)

E altri due astronauti della missione, Buzz Aldrin e Neil Armstrong, come hai estorto loro gli autografi?

Alloggiavano al Grand Hotel (dieci minuti a piedi dal Tasso): li ho aspettati lì dalle sei del mattino (io che avrei bevuto cicuta piuttosto che alzarmi alla sette per andare a scuola).

Hai partecipato a diversi premi letterari e diversi li ha vinti. Alla tua prima partecipazione a RACCONTI TRA LE NUVOLE ti sei piazzata al primo posto. Ti reputi fortunata o sei semplicemente molto brava? Noi optiamo per la seconda ipotesi però, gentilmente, ci spieghi perché siedi su due seggiole in contemporanea?

La seconda, la seconda.

Due seggiole? Guarda che sono due poltrone di prima classe …

Dici che sono un tantino megalomane?

E veniamo al tuo racconto “Verso Nord”. Quanto c’è di autobiografico in questo racconto?

In senso stretto niente, ma l’empatia, la mancanza di gentilezza, il cinismo, sono temi che mi stanno molto a cuore, forse per questo il vostro concorso mi ha conquistata subito e ispirata così profondamente. Ma ci pensate a quanto sarebbe potente la gentilezza se solo ci ricordassimo di usarla? Ho l’impressione che da un po’ di tempo, troppo tempo, sia caduta in disuso come se fosse un segno di debolezza, invece è potente, incute rispetto perché è spiazzante (chi se l’aspetta più un tono gentile, un sorriso, uno che ti sta a sentire invece di pensare a quello che deve dire lui appena smetti col tuo rumoroso bla bla?), obbliga ad abbassare i toni (quello che urla è persino costretto a stare zitto sennò non ti sente), obbliga a rispondere dopo aver pensato, e stimola la ragionevolezza.

Il mio comandante è un uomo gentile sopraffatto da persone arroganti.

Occorre aggiungere altro?

In “Verso Nord” un pilota professionista raduna a bordo di un volo charter tutte le persone che gli hanno fatto del male. Per attirarle offre loro un viaggio omaggio. A te lo hanno mai regalato?

In realtà sì, avevo un’amica sposata a un comandante, lui spesso andava in sosta, una volta mi offrirono un biglietto per Singapore.

E’ risaputo che non si dovrebbero accettare caramelle da uno sconosciuto. E un viaggio omaggio da un pilota sconosciuto?

Io ho accettato e non me ne sono pentita (conoscevo la moglie, vale lo stesso?), però le caramelle, mai!

Durante il volo il protagonista concederà alle sue vittime l’opportunità di riflettere sulle malvagità commesse nei suoi confronti … una specie di confessionale, di anticamera del Purgatorio. Sei credente o confidi di più nella redenzione coatta?

La domanda di riserva?

Hai mai rischiato di finire a bordo di un volo “Verso Nord”? Semmai, il protagonista di quale nefandezza ti avrebbe accusata?

No. Ma se proprio forse mi avrebbe accusata di … ma che ne so? Io, a parte una bella sacrosanta strage di zanzare, non riesco a concepire azioni cattive.

“Verso Nord” ricorda vagamente la vicenda dell’incidente della Germanwings avvenuta qualche anno fa. Hai tratto ispirazione da quell’episodio luttuoso?

Sì, però anche da qualche “Airport” filmico ho avuto qualche idea

Ancora una bella immagine di Rossana Cilli al termine dell’intervista. La scrittrice romana ha dichiarato: “E’ stata l’intervista più difficile della mia vita”. Lo prendiamo come un complimento? (foto dell’intervistata concessa dopo minacce fisiche e psicologiche)

Come è nato “Verso Nord”? Non ci rispondere: di parto cesareo!

Un po’ ho risposto prima, a proposito della gentilezza. Comunque il parto è stato naturalissimo, poche volte ho scritto così di getto. La natura umana mi intriga molto, come pure la voglia di dire al mondo che se non la piantiamo tutti quanti di pensare solo al nostro orticello, finiremo tutti con un mazzo di ortiche in mano

Consiglieresti la lettura del tuo racconto a un passeggero in attesa di imbarcarsi su un volo?

Purché abbia pagato il biglietto …

Qual è la tua opinione a proposito dei piloti commerciali? Ti suggeriamo alcune opzioni possibili:

a) palloni gonfiati,

b) poveri diavoli che guidano autobus dell’aria,

c) autisti pagati troppo,

d) operari dell’aria,

e) appassionati di volo che ne hanno fatto una professione,

f) ammassi di testosterone

Hai due possibili scelte, quali e perché.

Rispondo e) + b).

e) perché se non hai quella passione, un lavoro così col cavolo che lo fai, b) perché tali li ha ridotti la deregulation (infatti adesso in aria o si addormentano, o litigano per tutto il viaggio … e non è colpa loro, è colpa di turni assurdi)

Ti è mai venuta voglia di andare in cabina e di urlare al pilota: “Ma chi t’ha dato la licenza di pilota?”

Per fortuna no, mai. Girando in macchina però …

La carrellata di romanzi di cui è autrice Rossana Cilli. Il suo libro di esordio, “L’orecchio del Vate. Eco di un delitto”, ha vinto il premio letterario patrocinato dal Comune di Roma “Il Telescopio 2010”. Chi ben comincia …

Sei una di quelle passeggere che applaude dopo l’atterraggio?

Non te lo dico.

Quanto ci speravi di vincere RACCONTI TRA LE NUVOLE? Da 1 a 10?

Mi sa che non ti dico manco questo.

Cosa cambieresti del Premio e cosa hai apprezzato di questo Premio? A parte la partecipazione gratuita …

Squadra che vince non si cambia. Ma chi è quel genio che ha messo insieme le due passioni della mia vita?

Io e Stefano Gambaro, il presidente dell’HAG. Scusa, Rossana … ma … sono io che sto facendo l’intervista a te, non il contrario. Ordine!

Sei un’appassionata di astronautica. Perché non hai inviato un racconto ambientato nello spazio?

E sennò la prossima volta che scrivo?

E veniamo ai tuoi progetti futuri. Hai quattro opzioni, una sola risposta:

a) vincere al Superenalotto,

b) far parte della prima missione umana su Marte,

c) fidanzarti con Berlusconi e ricevere come pegno d’amore una villa in Sardegna

d) far parte della giuria nella prossima edizione di RACCONTI TRA LE NUVOLE

Per la a) impossibile perché non gioco mai, per la b) sono fuori tempo massimo (Accc… ho quasi detto l’età), per la c) “no comment”, per la d), non mi sento all’altezza. La quinta opzione?

Non c’è, mi spiace … però abbiamo Berlusconi sempre molto disponibile. Ripensaci!

Torniamo a noi.

Se ricevessi una e-mail della casa editrice Mondadori che dice più o meno: “Ti vogliamo. Ti offriamo una nuova collana”, come risponderesti? Ha quattro opzioni, una sola risposta:

a) sono allergica al nichel e indosso solo perle

b) non ho tempo da perdere con voi

c) ci sto ma dovete pubblicare tutti i miei 18 romanzi che ho nel cassetto

d) penserei a uno scherzo

Penso a uno scherzo, intanto do un’occhiata al cassetto e, porca miseria! … ce ne sono solo tre, le collane a volte pesano troppo … però un po’ di tempo magari lo trovo. Per caso hai il numero di Marina?

Marina, ehmm … Marina? No, mi spiace: ho una “Marina podologa” … ti va bene lo stesso? Però non divaghiamo.

A quando il tuo prossimo romanzo? E il prossimo racconto aeronautico?

Il prossimo romanzo è in lettura presso l’editore (che non si chiama Mondadori) … incrocia le dita và.

Il prossimo racconto aeronautico?

Ma scherzi?! Quand’è il bando dell’XI edizione?

E’ del 2022 l’ultimo romanzo della vincitrice del premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE, Rossana Cilli. Peccato che non abbia come tema il mondo aerospaziale tuttavia non escludiamo che qualcuno dei prossimi romanzi in cantiere possa avere come baricentro il volo o lo spazio. E non si tratta di un auspicio bensì di un obbligo.

A conclusione di questa intervista non posso fare a meno di porti l’ultimo quesito canonico: si faccia una domanda e si dia la risposta.

Quand’è che potrò vedere in faccia  il mio intervistatore? 

T’ho messo paura, eh?

Un abbraccio e spero presto, alla Premiazione ! Mi sono divertita un mondo, ma è stato più difficile rispondere qui che scrivere “Verso Nord”, sai.

Soprassediamo.

Bene, ringraziamo Rossana Cilli per aver risposto a tutte le nostre richieste appena appena impertinenti e confidiamo che vorrà partecipare comunque alla premiazione della X edizione di RACCONTI TRA LE NUVOLE. Se non altro per prenderci a ceffoni e ingiuriarci di fronte a tutti.

D’altra parte, cosa non faremmo per movimentare una premiazione? Un po’ come questa intervista, non vi pare?

Sulla bontà del racconto di Rossana Cilli sarebbe inutile spendere altre parole: occorre leggerlo e allora – ne siamo certi – converrete sulla scelta della Giuria del Premio.

L’unico augurio che possiamo esprimere alla “nostra Rossana” è che ci possa regalare in futuro tanti altri racconti a tema aerospaziale. Con grande grande gioia dei lettori e altrettanto grande grande disappunto degli altri autori/autrici partecipanti al Premio.

A presto rileggerla, allora.



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Intervista a cura del Segretario del Premio, didascalie sempre del Segretario (ma non ha altro da fare?).

In esclusiva per VOCI DI HANGAR