XIV edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE”, 2026 – Sezione “Aquile”
COMUNICATO STAMPA
nr 5 del 15 agosto 2026
L’HAG (Historical Aicraft Group) e VOCI DI HANGAR
sono lieti di annunciare che la premiazione della XIV edizione del Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE – 2026, sezione Aquile, si terrà a Roma in via Cesare Beccaria , 35/a presso la prestigiosa sala convegni dell’AeroClub d’Italia domenica 11 ottobre 2026 a partire dalle ore 11.
L’evento sarà condotto dalla giornalista pubblicista Federica d’Accolti, già co-condutttrice della premiazione della precedente edizione e giurata del Premio.
La locandina della premiazione della XIV edizione del premio etterario RACCONTI TRA LE NUVOLE, 2026 – sezione Aquile
Hanno già confermato la loro presenza il Presidente dell’HAG, com.te Stefano Gambaro, l’autore del racconto vincitore nonché l’autore e l’autrice dei Premi speciali ADA, Altair Pharma e G-Force Aeronautica oltre che diverse/i finalisti/e.
Ricordiamo che nel corso della cerimonia di premiazione si terrà l’ormai tradizionale competizione non competitiva di cravatte in tema aeronautico riservata agli uomini (autori o accompagnatori); a colui che indosserà la cravatta aeronautica più originale/elegante verrà consegnato uno speciale omaggio da parte degli organizzatori viceversa, per quanto riguarda le signore, la medesima competizione riguarderà preferibilmente un foulard o anche qualsiasi altro accessorio purché con riferimenti al mondo aeronautico. A colei che indosserà l’accessorio aeronautico più originale/elegante verrà consegnato uno speciale omaggio da parte degli organizzatori.
Durante la premiazione verranno scattate fotografie ad opera del fotografo ufficiale, com.te Fernando Bucciolotti e verrà svolta la registrazione audio-video integrale della cerimonia, dunque i/le presenti autorizzano tacitamente gli organizzatori agli scatti e alle riprese video in termini di privacy.
Inoltre la radio web Ameriaradio (www.ameriaradio.com) trasmetterà in differita interviste e resoconti giornalistici della premiazione a cura di Nazarena De Angelis.
Alla premiazione potranno partecipare, oltre alle autrici e agli autori partecipanti, anche amici e conoscenti, accompagnatrici e accompagnatori giacchè la sala può ospitare tranquillamente almeno cento persone.
In occasione della premiazione i partecipanti potranno acquistare fisicamente dall’editore le copie dell’antologia che vorranno. Ovviamente a un prezzo promozionale riservato loro solo per l’occasione, dopodiché saranno comunque acquistabili presso il sito web dell’editore, le librerie on line e/o quelle fisiche.
Gli organizzatori informano che, al termine della cerimonia di premiazione, si svolgerà un incontro conviviale presso il ristorante “Goody’- est 1976” (www.goody1976.it) sito in via Flaminia, 23 sito a circa 200 metri dal luogo della premiazione. Il menù e i prezzi dei cibi sono disponibili nella pagina:
Confidando nelle proverbiali “ottobrate romane”, gli organizzatori hanno già prenotato 20 posti all’aperto dunque si invitano i/le partecipanti di confermare alla Segreteria la loro presenza appena possibile nonché il numero dei commensali.
Ci auguriamo che tutti gli autori/autrici possano essere presenti alla premiazione, ad ogni modo, qualora fossero impossibilitati, li preghiamo di comunicarci la loro intenzione di ricorrere a un/una loro delegato/a, diversamente la Segreteria del Premio provvederà a inviare la copia dell’antologia, il diploma di partecipazione ed eventuali premi speciali direttamente presso il loro domicilio, a titolo rigorosamente gratuito, nei giorni successivi alla premiazione.
A tutti i gli autori/autrici … auguriamo il nostro più sincero “in becco all’aquila”.
XIV edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE”, 2026 – Sezione “Aquile”
COMUNICATO STAMPA
nr 4 del 15 agosto 2026
La Giuria della XIV edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE” – 2026, Sezione Aquile, ha decretato il racconto vincitore della sezione Aquile; ebbene si tratta di:
§ IL CIELO RITROVATO §
§ di Luca Massacesi §
nonché la classifica degli altri 19 racconti finalisti:
2) UNA FRECCIA PORTA IL SUO NOME
di Stefania Granata
3) IL RESPIRO DEL VENTO
di Rossana Cilli
4) L’INTRAMONTABILE “MB”
di Franco Angelotti
5) NON FERMARSI MAI
di Ersilia Torello
6) 7 CUORI
di Federica Merlo
7) CORRADINO D’ASCANIO, L’INGEGNO VERTICALE
di Giovanni Castellotti
8) NANUTTIAVAK QULAANI TAPPAANI
di Simone Baldecchi
9) IL SOGNO DI VOLARE PIU’ IN ALTO
di Giovanni d’Onofrio
10) QUESTASTORIA
di Riccardo Sciarra
11) IL VOLO DEL DESTINO
di Nerina Piras
12) ULTIMA MISSIONE
di Nicola Sguera
13) UN AEREO DI CARTA
di AngEla
14) L’UOMO CHE AGGIUSTAVA GLI AQUILONI
di Rodolfo Andrei
15) L’OMBRA DI UNA STELLA
di Laura Gallo
16) LA VISITA
di Francesco Mancuso
17) MACCHI C.202
di Donato Maglio
18) UN FILO DI NOSTALGIA
di Maddalena Medas
19) CONTROVENTO
di Antongiulio Staniscia
20) ESERCITAZIONI CHE TI CAMBIANO LA VITA
di Andrea Pirani
Inoltre l’ADA – Associazione Donne dell’ARIA ha deciso di conferire il “Premio speciale ADA” al racconto:
DICIOTTO POLTRONCINE
di Rossana Cilli
L’ALTAIR PHARMA, nella persona del suo amministratore Arturo Arveni, ha invece preferito attribuire il “Premio speciale Altair Pharma” al racconto:
IL CIELO RITROVATO
di Luca Massacesi
Infine la G-FORCE AERONAUTICA, nella persona dei suoi titolari Fausto Giacobone e Lara Parisotto, hanno proclamato vincitore del “Premio speciale G-Force Aeronautica” al racconto:
L’UOMO CHE AGGIUSTAVA GLI AQUILONI
di Rodolfo Andrei
Giunti a questo punto, anche a nome dell’HAG, permetteteci di ringraziare allo stesso modo tutti coloro che hanno partecipato: finalisti e non, vincitori e non, ossia tutti coloro che hanno speso il loro tempo ed energie mentali nella stesura di un racconto a prescindere dal piazzamento conseguito. Esortiamo i non finalisti a non smettere di scrivere … e chissà che l’edizione 2027 non sarà loro benigna! Ai finalisti permetteteci di dire loro: grazie per l’impegno e la passione dimostrata nel cimentarsi in una sfida non facile. Grazie per essere stati “dei nostri”, e per aver declinato a modo vostro il cielo, il volo e il mondo aero/astro-nautico in tutte le sue sfumature. Grazie davvero.
Naturalmente non possiamo fare a meno di congratularci con i vincitori: bravi! Siamo fieri di voi!
Infine un grazie particolare ai membri della Giuria che si sono cimentati/e ancora una volta nel difficile ruolo di valutare i quaranta racconti pervenuti in questa edizione non certo facile.
Sicuramente alcuni/e dei finalisti/e partecipanti non accetteranno di buon grado il responso della Giuria, tuttavia ci permettiamo di far notare loro che, in definitiva, la vera classifica verrà stilata dai lettori dell’antologia e il loro indice di gradimento dei testi farà davvero la differenza.
Rimandiamo infine al prossimo comunicato, emesso a breve, con le indicazioni circa luogo e data della premiazione.
A tutti i gli autori/autrici … auguriamo il nostro più sincero “in becco all’aquila”.
titolo: Storia di un pilota 3. Dall’estremo oriente al ritorno nella città eterna
autore: Ivan Anzellotti
editore: Cartabianca Publishing
pagine: 192
anno di pubblicazione: giu 2026
ISBN: 9788888805689
Ho atteso a lungo l’uscita di questo libro e finalmente eccolo qui.
Avevo recensito gli altri tre libri di Ivan Anzellotti per il sito www.vocidihangar.it e quest’ultima sua opera aveva già un posto riservato insieme agli altri.
Leggerlo è stato un piacere. Non soltanto perché Ivan scrive bene e sa catturare magistralmente l’attenzione del lettore, ma proprio per il contenuto di altissimo interesse.
In “Storia di un pilota 2” eravamo rimasti con la sensazione che l’argomento, anzi, gli argomenti trattati fino a quel punto fossero stati esposti in maniera certamente chiara ed esauriente, ma suscettibili di successivi sviluppi. E avevo la sensazione che stavolta la narrazione sarebbe stata addirittura più cruda, più forte, più decisa e più determinata.
Infatti il mio presentimento trova subito riscontro già nella pagina che precede la prefazione:
“Il peggior nemico di un pilota è un altro pilota, soprattutto se diventa manager”
La foto segnaletica del Com.te Anzellotti ritratto nella sua tenuta da lavoro. Non stentiamo a credere che i famosi sedicenti “manager” da lui smascherati ed additati nei suoi tre libri (e soprattutto in questo suo terzo volume) utilizzino questo ritratto al posto del disco numerato abitualmente in uso nel gioco delle freccettte.
Una frase sintetica, poche parole, ma che aprono una finestra su un vastissimo mondo.
Quel mondo Ivan lo aveva già descritto nei suoi libri precedenti. Ma nella prefazione, oltre a fare un riepilogo veloce sulle proprie esperienze operative passate, dichiara che il mondo dell’aviazione non smette mai di stupirlo. Perché quando si pensa di averle viste tutte e ci si può rilassare e svolgere al meglio la propria professione impiegando tutta l’esperienza accumulata nei decenni passati in volo in giro per il mondo,
“scopri personaggi inverosimili che dovrebbero occuparsi di tutt’altro e che invece ricoprono ruoli di vertice determinando le sorti non solo della compagnia stessa, ma dei naviganti che vi lavorano”.
Si riferisce ai cosiddetti “yesman”, personaggi che lasciano l’amaro in bocca e un grande senso di desolazione. Certi loro comportamenti rendono evidente quanto si sia caduti in basso, nonostante il fatto che proprio chi fa attività di volo si trovi invece a volare in alto tutti i giorni. Parole sue, le ho solo riportate in maniera leggermente ridotta. Parole che condivido e che, riferendole ad altri ambiti, avrei potuto scrivere io stesso.
La degenerazione degli ambienti di lavoro, ma direi di tutti gli ambienti, ormai, è stata una costante di questi ultimi tempi. Personalmente l’ho vista in maniera evidente già prima di andare in pensione anche nel mio ambiente di lavoro, che era quello dei controllori del traffico aereo.
E anche nell’ambiente degli Aeroclub, molti dei quali ho frequentato nel corso degli anni e che ancora frequento. Sono entrati personaggi che in breve tempo hanno cambiato le cose rendendo invivibile l’ambiente, costringendo molti ad andarsi a cercare qualcosa di meglio altrove. Ma dappertutto, ormai, ci sono elementi di disturbo. La loro presenza e il loro operato vanno a deteriorare l’armonia, l’amicizia, il piacere dello stare insieme nella condivisione di una passione comune.
E inesorabilmente, spesso, vanno a deteriorare perfino la sicurezza.
Invece di affrontare le problematiche che si presentano, cercando di risolverle, promettono tanto, ma poi si scopre che non hanno fatto niente. O che hanno fatto l’opposto, lasciando i problemi irrisolti o addirittura peggiori di prima.
Ormai è diventato normale dichiarare un obiettivo da raggiungere che sia accettato perché sentito e desiderato da tutti, per poterne invece perseguire un altro, nascosto e dissimulato ad ogni costo, ma voluto da pochi.
Le vicissitudini del Com.te Anzellotti sono note alla comunità degli appassionati di volo e di aviazione grazie alla sua indubbia capacità narrativa e a quell’ironia sottile eppure velata di amarezza che hanno di contraddistinto il suo primo volume “Storie di un pilota” di cui non possiamo fare a meno di mostrare la copertina. Grazie, Com.te Anzellotti (copertina proveniente dalla recensione del volume)
Eppure sembrerebbe facile cambiare le cose in meglio. Farle funzionare bene, apportando semplici modifiche e cambiando solo quelle modalità che, in tutta evidenza, costituiscono un ostacolo o una complicazione. I mezzi tecnici ci sarebbero, basterebbe impiegarli, ottimizzare il loro uso.
Invece niente, non si riesce. C’è sempre chi si mette di traverso e impedisce tutto, applicando invece altri criteri, altre priorità assurde e sconsiderate, fornendo giustificazioni talmente inverosimili e cavillose da lasciare basiti, amareggiati e desolati coloro che le ricevono.
Questo rivela che i problemi sono quasi soltanto di natura squisitamente umana.
Nel libro vengono riportate tantissime assurdità umane del tipo appena descritto.
Dopo la prefazione, il primo capitolo si intitola: “In partenza”.
Da Hong Kong Ivan è infatti in partenza con la moglie per raggiungere Fiumicino. Sembrerebbe un semplice trasferimento, il ritorno nel paese di appartenenza, il rientro a casa per una breve vacanza, prima di iniziare un nuovo capitolo della propria vita personale e lavorativa.
A grande richiesta e soprattutto con grande pazienza cui si aggiunge anche un malcelato spirito di divulgazione, il Com.te Anzellotti ci ha regalato la seconda puntata delle sue disavventure di pilota commerciale stavolta alle prese con le compagnie low cost e con quelle dell’ Est del mondo civilizzato. Perchè, se il primo volume può costituire un esempio estemporaneo di successo editoriale, il secondo rappresenta senz’altro il consolidamento di un filone narrativo che non conosce crisi di aspettative da parte della platea degli ammiratori del pilota romano. Lunga vita e lavoro al Com.te Anzellotti (copertina proveniente dalla recensione del volume).
Ma siamo all’inizio della pandemia del Covid. E il viaggio si trasforma in una specie di odissea, intrisa di difficoltà che perdureranno nel tempo e che leggerete in questo libro pagina dopo pagina fino alla fine.
Stavolta Ivan, nel corso dei capitoli, mette un supplemento di enfasi nel descrivere le dinamiche che portano ai problemi di cui aveva già parlato nei libri precedenti. Li spiega in maniera precisa e ben vivida, sin dalla loro genesi, nel loro sviluppo e nei disagi che comportano.
Queste problematiche vanno a toccare tanti ambiti, personali, familiari, professionali, di carriera ed economici.
Ma purtroppo anche di sicurezza.
Ecco, la sicurezza. Proprio l’elemento più importante in tutte le attività, ma ancor di più in quella aeronautica.
Personalmente attribuisco a Ivan il grande merito di aver affrontato, elaborato e diffuso la conoscenza di qualcosa che pochi conoscono. In questi ultimi tempi i fatti di cronaca hanno portato all’attenzione del pubblico le condizioni di lavoro di molte attività professionali, comprese quelle aviatorie. Si sente parlare di piloti che si addormentano ai comandi e non rispondono alle chiamate dei controllori, della fatica operazionale dovuta a troppe ore di volo consecutive, della follia di lasciare un solo pilota a bordo nelle tratte brevi (fortunatamente rientrata, almeno per ora) e altre amenità simili.
Ivan parla di questo, nel suo ultimo libro. Ne parla con il solito modo professionale, educato, mai esasperato. Però stavolta è più esplicito e particolareggiato, più duro.
Ligi alla biografia ufficiale disponibile all’interno del volume, non aggiungeremo nulla di più a proposito del Com.te Anzellotti se non tessendo le lodi per la sua preziosissima attività divulgativa svolta a mezzo dei suoi volumi ma in particolar modo mediante il suo canale Youtube nel quale diffonde informazioni oggettive e professionali circa il “misterioso” universo dell’aviazione commerciale e del volo in generale
Questo è un libro di racconti veri. Tutti interessantissimi. Contengono cose che la gente non sa perché non se ne parla, se non occasionalmente e in maniera inadeguata.
Sono esperienze di vita vera, vissuta. Ce ne parla il protagonista.
A chi serve sapere queste cose?
A tutti. Tutti prendiamo aerei di linea e saliamo a bordo, con un misto di sentimenti che girano dentro di noi. Vediamo il personale di cabina, a volte vediamo i piloti. Sentiamo l’aereo muoversi, rullare verso la pista, sentiamo quando accelera e poi ci ritroviamo in volo.
Ma non sappiamo niente di preciso di cosa si cela dietro a tutto questo.
Ecco. Ivan ce ne parla. E talmente in maniera precisa da dissolvere quella specie di velo che ci nasconde troppe cose. Nel bene e nel male.
Sapremo di quanta professionalità serve al personale di bordo per affrontare le operazioni di routine e sapremo anche di quante problematiche gli stessi devono superare per mantenere proprio quell’elevata professionalità. Problematiche che provengono da personaggi che Ivan ben descrive nel libro.
Questo libro è dedicato a tutti, dicevo.
Nella prefazione, tuttavia, si fa cenno anche ai tantissimi colleghi che Ivan ha incontrato nella sua lunga carriera:
“Ragazzi giovanissimi che hanno reso speciale ogni viaggio nonostante le difficoltà…”
E magari anche a quelli che oggi si accingono a cominciare la scuola di volo per poi intraprendere questa carriera così difficile e comunque tanto meravigliosa.
Recensione di Evandro A. Detti (Brutus Flyer).
Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.
XIV edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE”, 2026 – Sezione “Aquile”
COMUNICATO STAMPA
nr 3 del 01 agosto 2026
L’HAG (Historical Aircraft Group) e VOCI DI HANGAR,
organizzatori del Premio con il supporto insostituibile dell’ADA-ASSOCIAZIONE DONNE dell’ARIA, il sostegno di ALTAIR PHARMA, dell’azienda G-FORCE AERONAUTICA e della FISA-FONDAZIONE INTERNAZIONALE per lo SVILUPPO AERONAUTICO e infine con la collaborazione di VFR AVIATION,
sono lieti di annunciare i 20 racconti finalisti della XIV edizione del premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE – 2026, sezione Aquile.
Prima però permetteteci di ringraziare gli autori e le autrici che si sono cimentati/e nella stesura di un racconto a tema aeronautico. Grazie a tutti/e.
Purtroppo molti di loro non vedranno comparire il titolo del loro racconto nella lista poco più in basso, tuttavia li/e esortiamo a non deprimersi e non abbattersi: questa edizione è andata così … ma non più tardi della prossima avranno modo di dimostrare la bontà della loro tecnica narrativa o la capacità di raccontare una vicenda d’effetto e così far parte dell’albo speciale dei finalisti del Premio.
Grazie a tutti/e loro per aver aderito alla nostra iniziativa che – lo ricordiamo sempre – con il malcelato pretesto della competizione, intende stimolare la formula narrativa del racconto nonché la cultura aeronautica. Grazie, grazie, grazie. Senza tutti/e voi il Premio non avrebbe motivo di esistere. E non avrebbe neanche luogo.
Naturalmente un vigoroso ringraziamento va ai magnifici 11 giurati/e che anche in questa edizione si sono prestati/e a titolo squisitamente gratuito, togliendo tempo al lavoro, alla famiglia e a i loro interessi, nella lettura di ben 40 racconti; alcuni brevi altri più lunghi, taluni leggeri altri ancora di lettura più impegnativa. Grazie di cuore a tutti i giurati/e.
Ma non intendiamo dilungarci oltremodo.
Un’ultima precisazione: l’elenco dei 20 finalisti è in ordine alfabetico di racconto, tolto l’articolo presente nel titolo; esso non costituisce la classificafinale ma solo l’elenco dei racconti che i giurati/e hanno ritenuto meritevoli di accedere alla finale del Premio.
Ebbene i racconti finalisti e i loro autori/autrici sono:
Un aereo di carta – AngEla
Il cielo ritrovato – Luca Massacesi
Controvento – Antongiulio Staniscia
Corradino d’Ascanio, l’ingegno verticale – Giovanni Castellotti
Esercitazioni che ti cambiano la vita – Andrea Pirani
Un filo di nostalgia – Maddalena Medas
Una freccia porta il mio nome – Stefania Granata
L’intramontabile “MB” – Franco Angelotti
Macchi C.202 – Donato Maglio
La visita – Francesco Mancuso
Nanuttiavak Qulaani Tappaani – Simone Baldecchi
Non fermarsi mai – Ersilia Torello
L’ombra di una stella – Laura Gallo
Questastoria – Riccardo Sciarra
Il respiro del vento – Rossana Cilli
7 Cuori – Federica Merlo
Il sogno di volare più in alto – Giovanni d’Onofrio
Ultima missione – Nicola Sguera
L’uomo che aggiustava gli aquiloni – Rodolfo Andrei
Il volo del destino – Nerina Piras
Grazie a tutti/e loro per averci inviato le loro composizioni, grazie per aver speso tempo e risorse fisiche e mentali nella loro stesura.
Ci congratuliamo con loro e li/e preghiamo di attendere qualche giorno ancora per conoscere la classifica con il racconto vincitore della XIV edizione di RACCONTI TRA LE NUVOLE nonché del Premio speciale ALTAIR PHARMA, il Premio speciale ADA e il Premio speciale G-FORCE AERONAUTICA.
Appuntamento dunque al 15 agosto 2026.
Per l’intanto auguriamo loro una piacevole estate e il nostro proverbiale “in becco all’aquila”.
Ci sono tanti modi per mantenere viva la memoria di “grandi persone” o di eventi memorabili che hanno segnato la storia dell’Aviazione, ebbene l’ADA – Associazione Donne dell’Aria ha preferito ricordare la sua Presidente onoraria Fiorenza De Bernardi, scomparsa il 6 dicembre 2025, nel modo che a quella donna vigorosa e indomabile avrebbe recato più piacere: il “Fiorenza day”.
Non si tratta, come ha comunicato l’ADA, di un mero evento aeronautico bensì di un atto di memoria e di futuro in rosa. E’ infatti una giornata nazionale dedicata alla promozione del volo coniugato al femminile per onorare il lascito morale di Fiorenza de Bernardi che, prima donna pilota di linea in Italia, ha dedicato la propria esistenza a scardinare proprio i pregiudizi nei confronti delle donne, in particolare nel mondo aeronautico, dimostrando che il cielo non ha confini se non quelli che noi stessi poniamo.
Il volume autobiografico edito da Logisma in cui la com.te De Bernardi racconta senza enfasi la sua vita a dir poco articolata e singolare al contempo. Per una breve anteprima di questa sua vita variegata, chi fosse interessato/a può consultare la pagina “Chi sono” del sito personale di Fiorenza de Bernardi allindirizzo: www.fiorenzadebernardi.it
L’obiettivo, come ha sottolineato l’ADA, è trasformare la data del suo compleanno, il 22 maggio in un appuntamento annuale che ispiri le nuove generazioni, specie quelle di genere femminile, a guardare verso l’alto con audacia e consapevolezza.Per motivi logistici l’evento avrà luogo sabato 23 maggio 2026 e si svilupperà simultaneamente su tutto il territorio italiano. Questo accadrà grazie alla rete capillare che le lodevoli socie ADA hanno intessuto presso aeroporti e aviosuperfici nazionali giacchè il progetto coinvolgerà Aero Club ed Enti Aggregati da Nord a Sud creando una “mappa del volo” che unirà idealmente il Paese sotto il nome e in ricordo di Fiorenza De Bernardi che, occorre ricordarlo, dell’inclusione e della parità di genere fece un vessillo durante tutta la sua esistenza.
Un’immagine iconica della ex presidene onoraria dellADA che ci ha lasciato il 6 dicembre 2025 alla veneranda età di 97 anni, spesi buona parte in cielo.
Ma qual è la finalità ultima che l’evento intende raggiungere? Semplice:
• Promuovere la cultura aeronautica e avvicinare il pubblico femminile al mondo del volo attraversol’esperienza diretta.• Mostrare alle giovani donne che il comparto aeronautico è un’opportunità lavorativa concreta,d’eccellenza e di prestigio, e non solo un’attività ludica.• Creare un ponte tra il mondo del volo civile (VDS e Aviazione Generale) e le realtà Militari eIstituzionali, per una narrazione corale del mondo aeronautico.
La cartina del territoro italiano che riepiloga visivamente i luoghi in cui si svolgerà in contemporane il “Fiorenza day” (dalla pagina FB dell’ ADA)
In concreto, presso questi dieci aeroporti e/o aviosuperfici:
Caposile
Terni
Faenza
Calcinate
Sassuolo
Nettuno
Verona Boscomantico
Cremona
Roma Urbe
Val Vibrata
le socie ADA accoglieranno anzitutto le partecipanti in un ambiente professionale e coinvolgente, quindi chi si sarà registrata (a mezzo dell’apposito modulo disponibile nel sito e nella pagina web dell’ADA) riceverà una monografia dedicata alla figura di Fiorenza de Bernardi affinchè vengano trasmessi i valori di resilienza e passione che l’hanno contraddistinta.
Ma non solo perchè il “Fiorenza Day” sarà anche l’occasione di effettuare un volo sui mezzi messi a disposizione dalle Scuole e dai Club, per trasformare il desiderio o la semplicità curiosità del volo in realtà. Inoltre non mancheranno i momenti di convivialità e confronto tra piloti, allieve e rappresentanti delle Istituzioni per rafforzare il senso di comunità e di complicità, non ultimo anche solidarietà che deve contraddistinguere più che mai le esponenti di sesso femminile anche e soprattutto in virtù del nome di Fiorenza de Bernardi.
Il “Fiorenza’s Day” è un dunque “un invito a superare l’orizzonte” e, come conclude l’ADA nel suo breve comunicato,
“invitiamo tutti a condividere questa rotta, sostenendo un progetto che parla di eccellenza, di storia italiana e di un futuro dove ogni donna possa sentirsi libera di puntare al cielo”.
VOCI DI HANGAR si onora di sostenere, per quanto gli è possibile, questa iniziativa dell’ADA
Testo e didascalia della Redazione di VOCI DI HANGAR (fonte: comunicato ADA)