Archivi categoria: NOTAM

NOTAM Notice to Air Men sono i nostri messaggi all’aria letterari

“A” come Amelia


Ieri sera siete andati al corso di Zumba?

Avete fatto bene!

Vi siete cimentati nel vostro primo torneo intercondominiale di burraco?

Avete fatto benissimo!

C’era la serata karaoke nel locale che vi piace tanto e dove c’è la barista che vi sorride in modo ammiccante?

Eccellente! Non avreste potuto mancare per nulla al mondo!

La locandina della puntata di Autori&Autori dal titolo alquanto inquietante: “A” come Amelia. Forse sarebbe stato più consona: Annamo bene!

Vi sieti gustati la partita di Champions League corredata da frittatona alla cipolla e birra gelata modello ragionier Fantozzi del 2025?

Abbasso la corazzata Potemkin!

Avete giocato tutta la serata alla dottoressa e al malato immaginario?

Che invidia!

Insomma, se ieri sera avete fatto qualcosa che vi ha reso felici … beh, sappiate che non vi siete persi nulla di strepitoso … solo una trasmissione a dir poco singolare che ha messo a fattor comune la lettera iniziale della città di Amelia (in provincia di Terni), la stessa lettera iniziale della radio web Ameriaradio e infine sempre la solita lettera iniziale di un grandissimo personaggio della storia dell’aviazione che reca il nome di Amelia Earhart.

Ed ecco la nostra Amelia, quella aeronautica. Grazie alla moderna tecnologia fotografica questa immagine risalente al 1932 ha acquisito come d’incanto la colorazione … ma il profilo e l’aspetto di Amela Earhart sono ancora inalterati come erano allora, al momento dello scatto. Splendida, non trovate? Amelia. E anche la foto che la ritrae (foto proveniente da www.flickr.com)

No, intendiamoci, non si è trattato di un compito di algebra, il mettere a fattore comune non era un esercizio da presentare l’indomani alla prof di matematica … è stata semplicemente un’idea – balsana, non c’è che dire – del nostro webmaster il quale non coglie mai l’occasione di tacere. E diciamolo una buona volta!

In che senso? Che  non pago di ravanare nel web, di imbrattare le antologie del nostro Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE con le sue prefazioni improbabili e di importunare una prestigiosa radio web a carattere squisitamente musicale attraverso la chat degli ascoltatori, si è lanciato pure in una provocazione che a Umberto e Paolo (i superboss di Ameriaradio) è suonata più o meno così: “Lo sapete che, oltre alla cittadina che ospita la radio e alla radio stessa c’è anche una strafamosissima Amelia che ha fatto la storia dell’aviazione umana? Potreste ricavarci una trasmissione dedicata”.

Ora, per quanto gli umbri siano tendenzialmente cioccolatosi a causa della materia prima che scorre a fiumi in quel di Perugia, è notorio che abbiano anche degli umori siderurgici (sono esattamente tosti come l’acciaio inox che producono nell’acciaieria di Terni) e dunque avrebbero mai potuto far cadere nel nulla una simile provocazione? Certo che no! Ed ecco qual è stata la pronta risposta: “No, non l’arsapemo … però una trasmissione si potrebbe fare. E la parte aeronautica la fai tu!”

Ecco, appunto, l’occasione di tacere una buona volta avrebbe risparmiato al losco figuro di doversi documentare come si conviene, andare in onda in diretta, evitare una figura barbina e, non ultimo, di accaparrarsi una carrettata di pernacchie e di improperi. E tutto questo ambaradam veicolato da quella santa donna che reca il nome di Rossana Cilli, eccelsa conduttrice e a breve “Santa Rossana Cilli da Perugina” giacchè solo chi è in odore di santità come la gentildonna in questione si sarebbe potuta prestare a un simile volo nel vuoto. E senza paracadute, per giunta.

La nefandezza in questione è andata appunto in onda giovedì 18 dicembre e se, fortunati voi, avete sfangato l’ascolto in diretta per i motivi di cui al prologo, sappiate che è disponibile il podcast (la registrazione) di cotanta meraviglia di puntata al seguente link:

Autori & Autori – A come Amelia

oppure:

Dunque se intendete cimentarvi nell’ascolto di un po’ di pettegolezzi, considerazioni a margine e qualche informazione storica circa le gesta della strepitosa Amerlia Earhart … beh, allora buon ascolto. Contenti voi!

Inutile aggiungere altro perchè vi spiegherà tutto la beata Rossana con la sua voce angelica.

Ah, dimenticavo … le pernacchie e gli improperi al sedicente ospite saremo ben lieti di pubblicarle nei commenti di questo NOTAM. Avanti, c’è carta per tutti!


Testo e didascalie della Redazione di VOCI DI HANGAR


Il Giallo Aeronautico


 

Sapevate che è stato ideato un nuovo genere letterario di cui, in tutta sincerità, ignoravamo clamorosamente l’esistenza?

La locandina dell’evento cui ha partecipato un notevole stuolo di ammiratori e ammiratrici dell’autore. A fare da cornice lo splendido Circolo Ufficiali del 72° Stormo che, in clima di riassetto delle basi operative dell’Aeronautica Militare, come ha confermato il Com.te Micheletti con una vena di malcelata malinconia, a breve verrà trasferito presso l’aeroporto di Viterbo

Anche voi, vero? Ebbene si tratta del “giallo aeronautico” o dell’ “aeronautico in giallo” che dir si voglia.

Tranquilli/e, anche noi lo abbiamo scoperto solo nel pomeriggio di giovedì 4 dicembre in occasione della presentazione del libro intitolato: “Tragica dydima”; l’iniziativa si è tenuta presso lo splendido Circolo Ufficiali del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana Girolamo Moscardini dislocato sull’aeroporto di Frosinone. Per intenderci è lo Stormo che ormai dal lontano aprile 1955 è deputato all’addestramento dei piloti AMI (e non solo) sugli aeromobili ad ala rotante, volgarmente definiti “elicotteri”.

Perdonate la piccola parentesi … ma è stata più forte di noi! Dicevamo … e chi è il fautore, l’ideatore, il padrino di siffatto filone narrativo? E chi era anche il mattatore dell’evento di Frosinone? Curiosi, eh? Che domande! Nientepopodimeno che un insospettabile distinto e statuario signore di mezza età! Sempre e solo lui: il Com.te Stefano Micheletti!

La copertina del volume che ha destato in noi il maggiore interesse nella vasta produzione letteraria del Com.te Micheletti e che, sottratto alle grinfie degli altri ammiratori vogliosi, contiamo di recensire senza trucchi e senza “inganno”

E perché, vi domanderete, proprio a Frosinone? Perché al 72° Stormo? Perché si dà il caso che il Com.te Stefano Micheletti giochi in casa, anzi, perdonate, l’inesattezza, voli in casa. Costui è infatti uno degli istruttori di volo del Reparto benché ufficialmente – come ha tenuto a precisare – è distaccato provvisoriamente nella base ciociara da solo una vita, in quanto ufficialmente pilota dell’AVES, (la gloriosa Aviazione Leggera dell’Esercito, già ALE, già Cavalleria dell’Aria), che ha comando e sede principale a Viterbo.

Federica d’Accolti e Stefano Micheletti sono stati i mattatori incontrastati e incontrastabili della presentazione della vasta produzione letteraria del Com.te

Con l’ausilio altamente professionale dell’affascinante dott.ssa Federica D’Accolti, giornalista pubblicista specializzata nell’editoria del settore aeronautico, già presentatrice di prestigiosi eventi di volo e non ultima co-conduttrice della premiazione della XIII edizione del nostro Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE tenutasi all’ISMA di Firenze nell’ottobre 2025, l’autore ha avuto occasione di parlare anche del suo ultimo libro ma anche e soprattutto di sé e di tutta la sua produzione letteraria che, occorre ammetterlo, risulta essere davvero corposa per non dire notevole in termini di quantità e di qualità.

La retrocopertina del volume “Inganno” perfettamente in linea con la migliore editoriale che prevede una breve sinossi, un’immagine dell’autore e una breve biografia tuttavia, abbiamo notato subito un clamoroso svarione il colore di fondo! Cosa c’azzecca il nero se il libro è dichiaratamente un giallo aeronautico?

Supportato da una serie d’immagini strategicamente proiettate nella grande parete del Circolo, l’autore ha intrattenuto i presenti con un eloquio piacevole e cordiale benché incalzato senza tregua dalla relatrice con il risultato che l’incontro è volato via nel vero senso della parola.

Una parentesi apprezzabile della presentazione è stato dedicato alla collana “Città in giallo” con i casi di Alessandro Neri ambientati nella piccolissima cittadina di Varo (al momento il Com.te Micheletti ha confessato ben undici titoli inseriti nella collana) tuttavia, lo ammettiamo, la nostra attenzione si è fortemente ravvivata quando il Com.te ha accennato al suo romanzo giallo aeronautico che reca il titolo di “Inganno”. E cosa avrebbe mai potuto riguardare il volume? Lo abbiamo appreso dalla viva voce dell’autore: il ritrovamento dei resti di un elicottero caduto nei boschi delle Dolomiti cui fanno da cornice storie di turpi traffici, trafficanti, sentimenti e tradimenti. Inoltre egli ha aggiunto che il volume contiene diversi riferimenti autobiografici in quanto riprende alcune vicende vissute in prima persona. E di questo non ne avevamo dubbio alcuno, Com.te!

Nella moltitudine di volumi che costituiscono la sterminata produzione letteraria di Stefano Micheletti, stavamo quasi dimenticando il suo ultimo romanzo e che poi è stato ufficialmente il pretesto dell’incontro conclusosi, neanche a dirlo, con una piacevolissimo quanto gustoso apericena di arrivederci

Infine, sempre a proposto di “Inganno”, l’autore ha svelato in anteprima che, in un prossimo futuro, non esclude l’eventualità della stesura di un romanzo maggiormente ispirato a operazioni, esperienze e fatti vissuti in prima persona durante la sua lunga carriera professionale.

Drizzate così le antenne, al momento delle domande del pubblico, ci è venuto spontaneo chiedere all’autore quanto abbia influito nella creazione dei suoi romanzi il suo particolare incarico professionale, ossia se, nel caso assurdo in cui avesse svolto il lavoro di impiegato all’anagrafe, la sua vena creativa avrebbe dato vita comunque alla sequela di romanzi che recano il suo nome e cognome sulla copertina.

Ebbene, il Com.te Micheletti, senza neanche scomporre un capello (non ce l’ha perché è del tutto calvo), ha ammesso candidamente che il suo lavoro di pilota militare è stato determinante per la stesura dei suoi romanzi. Al che, in un modo che – lo confessiamo – è stato un po’ impertinente, abbiamo chiesto al Com.te Micheletti se si ritiene l’ideatore di un nuovo genere letterario … e sapete che risposta ci ha fornito? Un perentorio, sintetico: “Ci sta!”

Il Circolo Ufficiale del 72° Stormo di Frosinone è stato il contenitore assai accogliente della presentazione organizzata dal Com.te Micheletti. Probabilmente si è trattata dell’ultima occasione culturale del Reparto giacché tutta la struttura è destinata a smobilitare con destinazione Viterbo

Colpiti e affondati! “Becca e porta a casa”, si direbbe in queste situazioni.

Di fronte a una rivelazione di tale portata, terminata l’amabile presentazione, ci siamo impossessati proditoriamente del volume incriminato esposto sul grande tavolo del Circolo e abbiamo preteso dall’autore, dietro minaccia di farne una feroce recensione, il prezioso autografo.

L’autore che subisce il terzo grado dalla super relatrice Federica d’Accolti. Siamo certi che se solo avesse avuto una qualche forma di capigliatura, egli si sarebbe messo le mani tra i capelli

Vi esortiamo dunque a visitare di nuovo il nostro hangar perché, a breve, vi forniremo la radiografia con contrasto, Tac ed ecografia corredata da elettrocargiogramma sotto sforzo del romanzo giallo aeronautico “Inganno”.

Per l’intanto ringraziamo il Com.te Stefano Micheletti per averci concesso l’opportunità di partecipare alla sua presentazione e di svelarci questa enorme novità. Le siamo riconoscenti, senza trucco e con “Inganno”, finalmente consapevoli che esiste anche il giallo aeronautico o l’aeronautico giallo.

Grazie Com.te, le siamo debitori di un po’ di colore! Grazie, Federica per averci suggerito di partecipare a un evento colorato e appetitoso.


Testo, foto e didascalie della Redazione di Voci di hangar


 

 

 

Cieli blu, ComAnDANTE DE BERNARDI


Con stupore misto a incredulità ho appreso della dipartita della Com.te Fiorenza De Bernardi, la decana delle pilote italiane, la prima pilota commerciale in Italia.

All’istante un velo di tristezza e di sincera commozione si è impossessato di me, benché non abbia mai avuto il privilegio di conoscerla se non attraverso interposte persone (piloti di Rieti suoi coetanei e mie amiche facenti parte dell’ADA – Associazione Donne dell’Aria), alcune video-interviste, e i libri di storia dell’aviazione che parlano di lei come di una pioniera, una grandissima appassionata di volo, nonché una fervida sostenitrice della parità di genere nel mondo aeronautico del nostro paese.

Il suo spirito, nato per librarsi in aria, si è dunque involato un’ultima volta verso il cielo (la sua dimensione più congeniale) in un radioso quanto gelido giorno di dicembre che lei – ne sono certo – avrebbe speso volentieri a bordo di un aeroplano o di un aliante, non certo a piangersi addosso in una cupa mestizia.

Dunque ha lasciato qui il suo corpo terreno fatto di materia, una materia consunta dall’età veneranda e segnata da tutti gli sforzi che ella non si è mai risparmiata per raggiungere i suoi sogni, gli stessi che furono anche delle consorelle dell’aria Rosina Ferrario, Carina Massone Negrone, Elisa Raymonde de Laroche o della grande Amelia Earhart.

L’ultimo decollo di donna Fiorenza, oltre ad addolorarci immensamente, viene a rammentarci però anche la tenacia e la convinzione con le quali lei percorse ogni giorno le vie terrene e soprattutto aeree della sua esistenza affinché sia di esempio imperituro per le pilote di oggi e soprattutto di domani.

Non potrò mai dimenticare quando, non più tardi dell’ottobre 2024, complice Donatella Ricci, presidente dell’ADA, organizzammo una sorpresa nel corso della premiazione della XII edizione del Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE. Claudio di Blasio, plurivincitore del Premio e novello membro della giuria, ci aveva infatti regalato un racconto fuori concorso dedicato proprio alla Presidente onoraria dell’ADA Fiorenza De Bernardi. Ci venne spontaneo crearne un’edizione speciale (in carta pergamena e rilegata in brossura) che Claudio consegnò idealmente proprio a donna Fiorenza attraverso una postina d’eccellenza come Donatella Ricci. Ebbene lei, sorprendendo tutti noi in sala, era già stata a farle visita, le aveva già letto lo splendido racconto di Claudio e aveva addirittura raccolto le grandi emozioni che il racconto aveva scatenato in lei: i cassetti dei ricordi si erano aperti e la Com.te De Bernardi aveva rivissuto avvenimenti, persone e luoghi ormai dimenticati ma che appartenevano al lungo corso della sua esistenza di pilota professionista.

Magia della narrativa.

Ma la commozione più grande fu quando, ancora merito di Donatella, nella sala convegni del Museo Caproni di Trento echeggiò la voce di Fiorenza che ringraziava Claudio per il racconto e lo invitava a farle visita nella sua casa museo. In contemporanea apparirono nel grande schermo della sala le immagini dei cimeli storici che impreziosivano quell’abitazione e che raccontavano simbolicamente la sua vita e quella del suo celebre papà, Mario.

A ripensarci … una grande commozione gioiosa dilagò in sala, la stessa, ma stavolta venata di profonda tristezza, che mi ha afferrato apprendendo la ferale notizia dell’ultimo decollo della Com.te Fiorenza. Ora è compagna d’ala delle altre donne famose della storia dell’aviazione, quelle pilote che hanno segnato l’epoca del pionierismo del volo e di cui anche lei, di diritto e a suo modo, fa parte.

Alla Com.te De Bernardi posso rivolgere solo un’accorata preghiera: proteggere e guidare dalla sua nuova posizione privilegiata tutte le donne che si cimentano e si cimenteranno nelle attività volative, nelle più diverse discipline del volo, sportive e commerciali, italiane e non …  e in particolare le sue pilote dell’ADA, perché ancora molti cieli saranno da solcare prima di arrivare a una reale parità dei sessi in aviazione, prima di giungere cioè a quelle pari opportunità per le quali la donna Fiorenza, prima ancora che la pilota Fiorenza, ha sempre combattuto e lavorato in prima persona.

Mi piace infine salutare la grande pilota Com.te Fiorenza De Bernardi con le parole che spesso ripeteva una sua altrettanto grande collega, Amelia Earhart:

“Le donne devono cercare di realizzare l’impossibile proprio come hanno provato anche gli uomini. Quando falliscono il loro fallimento deve essere una sfida per altre donne.”

Fiorenza non ha fallito e men che meno potranno fallire le sue pilote ADA e le altre donne, pilote e non. Glielo devono.

Cieli blu, Fiorenza.


Il  gestore di VOCI DI HANGAR, Marco Forcina


Allo scopo di conservare vivida la memoria della Com.te Fiorenza De Bernardi, Presidente onoraria dell’ADA, siamo orgogliosi di ospitare in esclusiva il racconto “Una donna con le ali” di Claudio di Blasio nel nostro hangar.

Presentazione di “Ancora una volta Pete”



Mi risulta difficile reperire nel vocabolario della lingua italiana un termine che possa attribuire una connotazione sintetica a questo evento letterario. In mancanza di meglio, l’aggettivo che mi risuona più consono è “originale”.

La locandina che pubblicizzava l’originale evento organizzato dall’autore che ha preferito un faticosissimo modello “one man show” rispetto a un convenzionale colloquio con un relatore/relatrice. Congratulazioni e lode all’audacia!

Con malcelata curiosità, mi sono messa in viaggio per raggiungere un ambiente che mai in vita mia avevo esplorato: un osservatorio astronomico.

Al mio arrivo a destinazione, sono stata accolta dal Comandante Pilota Alvaro Cottini, Vicepresidente di Associazione Arma Aeronautica presso il IV Stormo Aeroplani da Caccia di Grosseto, un Sodalizio del quale ho l’onore di far parte. Ho ben presto individuato altri colleghi, attirati come me dalla locandina che annunciava l’evento fatta circolare nella chat di gruppo. L’osservatorio astronomico mi è subito apparso come un luogo magico, un laboratorio di alchimia dell’Universo.

Pochi istanti dopo l’orario di inizio prestabilito, nella sala dedicata alla presentazione è andata in scena la magia del cinema. Uno dopo l’altro, sono apparsi sullo schermo due filmati, protagonista dei quali è stato il volo a vela. Le due proiezioni sono state inframmezzate da un discorso di autopresentazione tenuto da Alan Steve Russell in tenuta di volo.

Un fermo immagine dello splendido video proiettato nel corso della piacevolissima serata che ha visto numerose presenze interessate ai volumi di Alan Steve Russell. E non solo, perchè il luogo assolutamente singolare, ha attirato la curiosità di coloro che, appassionati/e di cielo, hanno poi avuto l’opportunità di sbirciare anche un po’ più in là dell’atmosfera: la Luna, Saturno e pianeti limitrofi.

Trascorsi così i primi quarantacinque minuti, le luci in sala si sono accese per illuminare l’autore, il quale ha scelto di presentare da sé la sua più recente fatica letteraria, “Ancora una volta Pete”, nonché i due volumi da lui già pubblicati: il romanzo “Un volo per l’eternità” (2021), del quale l’oggetto della presentazione è il sequel, preceduto dall’autobiografia “Il mio volo in aliante” recensito anche dal nostro hangar (2019).

Presentare il proprio libro senza dialogare con un relatore richiede un notevole impegno e un lavoro di preparazione accurato. In tanti anni di esperienza sul campo, mi sono imbattuta in altri scrittori, in particolare aviatori o ex aviatori, che hanno fatto questa scelta, supportando il monologo con la proiezione di diapositive o immagini caricate in sequenza prestabilita su computer.

Confesso che sono rimasta stupita nel momento in cui Alan Steve Russell ha iniziato a raccontare i contenuti della sua opera letteraria mediante la lettura di un testo preconfezionato; dalla prefazione ai ringraziamenti, l’autore ha dato voce a quanto lui stesso ha preventivamente messo nero su bianco per l’occasione, compresa una serie di domande da rivolgere al pubblico. È stata un’esperienza. C’è sempre una prima volta per tutto nella vita; in verità, mi auguro che una simile prima volta sia anche l’ultima.

La lettura del monologo di Alan Steve Russell è stata intercalata da quella di alcuni brani del romanzo in presentazione, nonché di alcuni spezzoni tratti dal suo progenitore.

Non contento di aver ammaliato tutte le gentildonne presenti, il losco figuro che si cela dietro l’alias Alan Steve Russell, ha tentato di veleggiare attorno alla nostra redattrice Angelarosa Weiler nel tentativo disperato di guadagnare quota (ai suoi occhi). Questo scatto testimonia la virata stretta che lo scrittore/pilota di aliante ha accennato per centrare il cuore della termica Angelarosa tuttavia, non ci è dato sapere se la manovra ha poi avuto buon esito: sarà sufficiente leggere il breve redazionale che ella ci ha inviato in tutta segretezza e che, è stato più forte di noi, state leggendo, per l’appunto.

L’evento letterario si è concluso con la stessa originalità con il quale ha avuto inizio.

Esaurita la serie di domande da parte degli astanti, alle quali Alan Steve Russell ha dato risposta dimostrando un’assoluta padronanza tecnica in materia di volo a vela, ha avuto inizio il rituale del firmacopie ed è stato offerto un rinfresco.

Sino a qui, niente di particolare. La vera sorpresa attendeva i partecipanti all’esterno della sala dedicata alla presentazione. Sono stati messi a disposizione del pubblico, sotto la sorveglianza del personale dell’osservatorio astronomico, due telescopi. Il primo era rivolto in direzione della Luna, la cosiddetta “Luna Blu d’Inverno”, molto ben delineata nei minimi dettagli. Il secondo strumento ottico era puntato verso il pianeta Saturno; in questo caso, l’osservazione è stata ben diversa, data la distanza del corpo celeste dalla Terra. È stato possibile individuare solo una minuscola masserella luminosa circondata da un anello. Molto ben più visibile il piccolo pianeta Mercurio, il più vicino al globo terrestre al di là del nostro satellite.

L’occasione era fin troppo ghiotta … e infatti l’autore ha calato il tris dei suoi romanzi a un’incredula redattrice del nostro hangar che era giunta casualmente in osservatorio per osservare gli anelli di Saturno e invece si è trovata davanti un bel pezzo di pilota. Ah, che si sappia: Saturno non ha più anelli bensì orecchini!

Si è così conclusa, in modo davvero “stellare”, una serata letteraria decisamente fuori dal comune. Ho acquistato i tre volumi prodotti dall’autore e li ho riposti in compagnia degli altri undici che attendono di essere recensiti, previa lettura da parte della sottoscritta. Un lavorone? Sì, è vero! Ognuno ha il volontariato che si merita: da quando sono stata messa con i piedi per terra, inseguo i voli degli altri con il naso all’insù, oppure con gli occhi all’ingiù, alla rincorsa di parole impregnate di emozioni celesti.

Un grande autore, Lord Byron, ha scritto:

“Non c’è istinto pari a quello del cuore”.

Il cuore mi dice che l’importante è andar per aria e le sensazioni descritte da chi ha la possibilità di farlo sono di grande conforto per rammentare l’esperienza più coinvolgente della vita: il volo.



Recensione di Angelarosa Weiler

Foto e didascalie della Redazione di VOCI DI HANGAR