Elisa Deroche alias Raymonde De la Roche

elisa deroche copertinatitolo: Elisa Deroche alias Raymonde De la Roche

autore: Enrico Grassani

editore: Editoriale Delfino

collana: Le edizioni tascabili

anno di pubblicazione: 2015

ISBN: 978-88597323-46-4

pagine: 369






Elisa Deroche alias Raymonde de Laroche – La presenza femminile negli anni pioneristici dell’aviazione” edito da Editoriale Delfino nel 2015, è un saggio di Storia dell’Aviazione nel quale l’autore Enrico Grassani ripercorre i primi anni 1900 – 1920 con l’intento di dare onore, nome e storia all’altra metà del cielo che, sin dagli inizi, fu presente sui campi di volo.

La storia della prima donna, appunto Elisa Deroche, a conseguire il brevetto di pilota l’8 marzo 1910 con il n. 36, morta in un incidente aereo il 18 luglio 1919, si intreccia con gli avvenimenti di quegli anni: la Belle Epoque, le prime Olimpiadi dell’era moderna, la I Guerra Mondiale. Ma sono anche gli anni in cui le donne in tutto il mondo cominciano a rivendicare in maniera sempre più pressante i loro diritti di eguaglianza nel campo sportivo così come anche in quello politico.

elisa deroche sottocopertina
La copertina rigida riporta l’immagine puntiforme della protagonista del volume. Anche da questo piccolo particolare si nota la sua elevatissima qualità tipografica.

L’Aero Club di Francia sarà il primo a istituire il brevetto di pilota di aeroplano e, sempre in Francia, nasce il primo Aero Club Femminile “Stella”: “[…] Pur non sposando una logica femminista radicale, le aderenti all’Aero Club Stella seppero dare alla loro azione un’impronta che andò oltre la semplice appartenenza di genere, senza però negarla, bensì rivendicandone l’ottica del tutto particolare […]”.

I primi 12 capitoli del libro ci descrivono quegli anni di intenso fervore e gioia di vivere, di radicali cambiamenti nella società.

[…] L’Aero Club Femminile Stella vedeva nella donna pilota il senso dei tempi, caratterizzati da sfrontatezza, elevazione e fermezza. Una donna sicura di non vacillare e di non restare senza fiato […]”.

Dal capitolo 13 iniziano le vicende di Raymonde de Laroche con il suo esordio nel campo dell’aviazione. Contemporaneamente sia in Francia che in altri paesi europei e in America le donne si stavano affacciando al mondo dell’aviazione conseguendo il brevetto di pilota, e ben presto si sarebbero sfidate nelle competizioni e nei tentativi di records.

[…] La nascente industria aeronautica sfruttò a suo beneficio l’estensione alle donne della possibilità di alzarsi in volo, sottolineando commercialmente come il fatto dimostrasse la sicurezza e l’affidabilità delle macchine volanti […]”.

Nei successivi capitoli l’autore riporta le imprese di queste prime donne, dei loro successi ed insuccessi e del tributo di vite che anche loro dovettero pagare, al pari dei piloti uomini.

Il libro non può considerarsi una biografia, come il titolo potrebbe indurre a pensare, ma un attraversare gli anni pioneristici dell’aviazione. L’Autore purtroppo si limita, spesso, a riportare date, nomi ed eventi in maniera distaccata ed in molti casi didascalica, senza dare mai voce alle protagoniste, alle loro emozioni e sentimenti, al loro essere donne.

Si parla molto delle prime macchine volanti e degli uomini che le idearono e le volarono. Se si pensa di leggere del volo al femminile, si rimane molto delusi.

L’Autore, pur avendo operato una grande ricerca di materiali dell’epoca, non riesce a far rivivere l’emozioni e il sentire di queste donne che per prime si sono avventurate nel fantastico mondo del volo. Che non solo hanno sfidato la legge di gravità, ma anche le convenzioni sociali e le relazioni uomini-donne: “[…] Ciò che l’uomo giunge a conquistare grazie alla sua forza muscolare e alla sua resistenza fisica, la donna lo conquista grazie alla sua volontà, alla sua tenacia e al suo coraggio […]”.

Per quanto concerne l’aspetto editoriale, il libro si presenta in un edizione di pregio su carta patinata in formato medio-grande con copertina rigida. Inoltre è ricco di immagini fotografiche dell’epoca corredate da didascalie esplicative.

In appendice al volume si trovano le sintesi cronologiche, ben curate, degli eventi che hanno visto per protagoniste le donne

La bibliografia ricca, e anch’essa ben curata, risulterà sicuramente interessante per chi voglia approfondire l’argomento.

In copertina viene riportata un foto d’epoca di Elisa Deroche ai comandi di un Biplano Voisin. Il retro copertina risulta scarno di informazioni. La seconda e la terza di copertina rimangono vuote, quando invece potevano essere utilizzate per riportare informazioni biografiche sull’Autore. Informazioni che sono praticamente inesistenti per quanto esigue. Da una ricerca sul web troviamo che Enrico Grassani è consulente industriale in materia di sicurezza sul lavoro e ha scritto diversi manuali tecnici. Non abbiamo informazioni riguardo i suoi interessi ed hobby, che possano aiutarci a capire il perché di questo testo. E’ un appassionato di aviazione? Nulla ci è dato di sapere. Questa possiamo considerarla anche una mancanza dell’Editore, che avrebbe dovuto pretendere maggiori informazioni dall’Autore stesso.

elisa deroche retrocopertina
La IV di copertina che riporta una brevissima autobiografia dell’autore nonchè la consueta sinossi del volume. Originale la presenza della firma autografa della protagonista di questa biografia

La lettura è fluida, salvo alcuni paragrafi come ad esempio: Il pesante tributo di vite umane (cap. 15); le altre vittime dell’anno (cap. 16); gli incidenti mortali (cap. 18), nei quali l’Autore si dilunga in un elenco di nomi di vittime di incidenti aerei.

Il libro, sia pur lodevole nell’intento, non fa nascere alcun sentimento nel lettore. Non è una biografia, non è un romanzo. Possiamo posizionarlo tra la saggistica/manualistica, per quelli appassionati del volo: che se ne parli bene o se ne parli male, purché se ne parli.







Recensione a cura di Franca Vorano

2 pensieri su “Elisa Deroche alias Raymonde De la Roche”

  1. Ho saputo di questo libro da mio padre, ex pilota e frequentatore del vostro sito. Vista la recensione, non troppo positiva, era incerta se comprarlo oppure no. Poi l’ho trovato esposto in una libreria di Sassari, l’ho sfogliato e non ho avuto dubbi: dovevo leggere di Elisa Deroche e del suo coraggio. Spinta anche dal suo stesso nome.
    Il libro è coinvolgente e per niente “freddo”, come si dice nella recensione, anzi, analizza diverse vicende di donne ben determinate a soddisfare la loro passione. Oltre alla storia di Elisa, mi hanno particolarmente coinvolto i passi in cui Helene Dutrieu e Marie Marvingt raccontano in prima persona dei loro voli avventurosi. Per non parlare dell’americana Harriet Quimby, della quale ho appena ordinato la biografia in inglese. Grazie di nuovo per la segnalazione!

    1. Cara Elisa, grazie per il tuo commento.
      La diversità di opinioni, in ogni campo, può solo arricchire, ancor più quando esposta in modo garbato.
      L’Hangar è un bel luogo dove esprimere le proprie idee. Spero che tu ne diventi una frequentatrice abituale.
      Visto che presto leggerai la biografia di Harriet Quimby, che ne pensi di condividere con tutto l’Hangar una tua riflessione su questa donna ??? L’altra metà del cielo è benvenuta e c’è spazio per tutti.
      Ancora grazie
      Franca Vorano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.