La mia parte di cielo

la mia parte di cielo - copertinatitolo: La mia parte di cielo

autore: Claudio di Blasio

editore: Lettere Animate editore (www.lettereanimate.com)

anno di pubblicazione: 2016

ISBN: 978-88-68826-24-6

pagine: 312




“La penna è, per il pensare, quel che il bastone è per il camminare; ma l’incedere più agile è quello senza l’aiuto del bastone e il pensare più perfetto si compie senza penna. Soltanto quando incominciamo ad invecchiare, ci serviamo volentieri del bastone e della penna”.

Era il 1851 quando Arthur Schopenhauer, eminente filosofo tedesco, sintetizzò in questa perla di saggezza un fenomeno che ha contraddistinto la letteratura mondiale sin dai suoi primordi: la narrativa della memoria, la letteratura per ricordare.

Molte sono le motivazioni che stanno alla base del cimentarsi nell’arte dello scrivere e, tra queste, il voler fissare su carta (oggi diremmo: nel disco rigido di un pc) le proprie esperienze, vicissitudini, momenti piacevoli ed episodi travagliati che hanno costellato il nostro vivere.

Ed è proprio questo desiderio, forse addirittura una vera e propria necessità che, immaginiamo, abbia spinto Claudio di Blasio a sedersi un giorno davanti a una tastiera e a un monitor per riversare le sue innumerevoli esperienze professionali (e non solo), vissute in quella che – inutile nasconderlo – è la dimensione a lui più congeniale: il cielo.

la mia parte di cielo - copertina interna
La copertina interna del libro. Semplice e funzionale come nella migliore tradizione editoriale

Da questo impegno di ricostruzione dei ricordi è nato: “La mia parte di cielo”, uno scrigno ove egli ha raccolto le gioie e le paure, le soddisfazioni come pure le delusioni che hanno contraddistinto i suoi molteplici voli.

Non fraintendiamoci: non stiamo dando del “matusa” al povero Claudio di Blasio, egli non è bisognoso del bastone – giammai – invece stiamo giusto affermando che un pilota e un tecnico di volo come lui non poteva non confidarci una parte della propria esistenza trascorsa a bordo di aeroplani (per diletto) e di elicotteri (per professione).

E’ pur vero che, nel suo aforisma assolutamente condivisibile, Schopenhauer non accenna affatto ad un aspetto altrettanto fondamentale: chi si serve della penna perché attraversa l’età della piena maturità dopo aver accumulato tanta esperienza, consente a noi lettori giovincelli (magari!?) di vivere le medesime esperienze che furono dell’autore … questo grazie a quella grande magia che va sotto il nome di: narrativa.

D’altra parte lo stesso autore confessa nella prefazione: “Questo lavoro vuol essere la testimonianza della mia passione per il volo […]” e aggiunge: “[…] Anche se non ho avuto la fortuna di volare con jet militari, la mia esperienza aeronautica è stata senza dubbio positiva […]”.

In effetti la prefazione sembra più che altro un manifesto di programma dell’intero libro giacché, spiegando meglio di quanto potremmo fare noi, l’autore candidamente dichiara:“ […] In queste pagine ho cercato di trasmettere al lettore cosa significhi il volo: felicità, passione ma anche dura preparazione, in altre parole disciplina e impegno […]

C’è da aggiungere dell’altro? Ebbene sì.

Ad esempio riteniamo importante riportare la premessa che si trova alla base della narrativa aeronautica e che Claudio di Blasio così riassume: “[…] Ogni volo è una storia a sé, come lo è la vita: un’esperienza unica e irripetibile … per questo vale la pena di essere vissuto completamente […] ” … e raccontato, aggiungiamo noi.

Ovviamente non vi sveleremo le storie che troverete nel volume – ce ne sono decine – né degli spaccati di varia umanità che emergono da queste pagine, ma possiamo accennarvi alla storia di un ragazzino che vive sulle sponde del lago Trasimeno, non lontano da un ex aeroporto militare; possiamo anticiparvi di un operatore al verricello che, a mo’ di direttore di orchestra, coordina i piloti in una rischiosa missione di recupero in montagna; che dire poi dello stupore infantile di tutto un equipaggio di fronte alla maestosità del Cervino? O del volo di rientro al cardiopalma dopo l’inseguimento in mare aperto di una nave e la sua scia oleosa? Tutto questo e molto altro lo troverete in quella perla di ricordi che è proprio “La mia parte di cielo”.

La prosa del libro è estremamente scorrevole benché l’uso pressoché continuo della narrazione in prima persona, alla lunga, faccia calare sul testo una certa monotonia. In effetti, se non fosse stato diviso abilmente in capitoli/episodi, il libro sarebbe risultato un lungo monologo. A questo si aggiunga poi che il lungo fiume di vicissitudini è inframezzato solo da brevi scambi di battute tra i vari personaggi e il protagonista o dalle riflessioni a voce alta sempre dell’autore.

la mia parte di cielo locandina
La locandina che pubblicizza il libro. Assieme al segnalibro “Remove before flight” sono un’intuizione geniale di Claudio di Blasio.

E’ pur vero che questi sono i limiti dell’autobiografia che, per quanto esaltante e variegata, non potrà mai essere pirotecnica al pari di un romanzo ove una buona dose di realtà si mescola alla fantasia dell’autore.

Il testo, che si concretizza in 312 pagine stampate con interlinea ampia e con caratteri di buona dimensione, non è particolarmente tecnico. Ci sono diversi vocaboli tipici del mondo aeronautico ma l’autore ne spiega il significato nel corso della narrazione o – soluzione assai gradita dai neofiti – rimanda alle note a piè di pagina facendo sì che la lettura possa riprendere senza alcuna interruzione.

In un certo senso, “La mia parte di cielo” può facilmente diventare anche la “nostra parte di cielo” in quanto si tratta di un libro dal contenuto anche divulgativo. Con il pretesto del racconto delle esperienze del protagonista, viviamo assieme a lui il mondo dell’aviazione da Aeroclub, siamo con lui a bordo dell’elicottero in missione di ricerca e soccorso o del velivolo da turismo che egli stesso pilota. Insomma è un libro che si presta bene ad instillare la passione per il volo a chi è solamente curioso mentre, in chi mostra appena i primi sintomi, nutre e fa radicare in profondità il morbo incurabile che è l’amore per tutto ciò che di meccanico si libri nell’aria.

Lo stile dell’autore è asciutto, diretto. Non si lascia facilmente andare a elucubrazioni di carattere estetico o filosofico seppure le occasioni, volendo, non mancherebbero. La sua natura di persona concreta e di tecnico manutentore si manifestano chiaramente nella narrazione giacché le avarie e gli imprevisti frequenti che costellano la quotidianità dell’autore, vengono vissute con un approccio che lascia poco spazio al destino avverso o alla fatalità.

Intendiamoci, quello che emerge dal libro non è un personaggio freddo e distaccato, un Claudio imperturbabile e indifferente a tutto e a tutti, questo no … di sicuro è un professionista che svolge il proprio incarico adottando metodica e logica e che, all’occorrenza, al fine di risolvere situazioni impreviste, sa anche inventare.

Insomma, per essere il libro di esordio, non possiamo che essere benigni nei confronti dell’autore e pertanto gli perdoneremo alcune sbavature di gioventù (letteraria, s’intende) come l’elicottero definito “velivolo” o alcuni accenti e virgole mancanti. Forse il sacro fuoco di dare alle stampe il manoscritto ha impedito all’editore Lettere Animate di eseguire le opportune riletture tuttavia, confidiamo che, nelle prossime ristampe, si ovvierà a questi piccoli nei che, lo sottolineiamo, non compromettono assolutamente il valore complessivo del volume.

Geniale l’idea di accludere al libro un segnalibro che riproduce il classico nastro rosso con su scritto “Remove before flight”: i lettori che riceveranno la copia del volume direttamente dall’autore lo apprezzeranno di sicuro tanto quanto un suo autografo. Buona la qualità della carta e del progetto grafico che abbiamo trovato semplice ma funzionale; bella e pertinente la copertina, sicuramente utile la retrocopertina che contiene la canonica biografia dell’autore e una brevissima sinossi del libro; forse un tantino eccessivo il costo del volume cartaceo mentre decisamente abbordabile è quello dell’e-book .

la mia parte di cielo - retrocopertina
La retrocopertina del volume. Da notare la foto dell’autore che lo ritrae pressochè in incognito, “mascherato” com’è dal casco di volo.

In ultima analisi, occorre precisare che l’autobiografia risolve quasi completamente la questione “contenuti” perché trama e personaggi non devono essere inventati mentre lo stile non si delinea in modo così chiaro.

D’altra parte è risaputo che la stragrande maggioranza dei libri di esordio è un’autobiografia o ha un preponderante taglio autobiografico. Dunque, poiché anche Claudio di Blasio non è venuto a questa sacra regola, ci auguriamo che egli raccolga la nostra piccola provocazione e che, per la sua seconda fatica letteraria, adotti un’altra formula narrativa diversa dall’autobiografia.

Che poi questo novello autore abbia una giusta dose di talento unita ad un minimo di dimestichezza con l’arte scrittoria, beh, ce l’ha già dimostrato … come? Semplice: partecipando alla III edizione del Premio fotografico/letterario “Racconti tra le nuvole” 2015 con il racconto intitolato: “Verso lo spazio”. Ebbene in quel racconto, con il quale si è classificato in VI posizione, egli è già riuscito ad affrancarsi dalle proprie esperienze professionali e a creare un’ambientazione lontana dal mondo elicotteristico. Soprattutto ha avuto il merito di dare vita al personaggio del pilota-astronauta collaudatore, quel pilota che Claudio ha sognato di diventare ma che non è mai stato nella realtà.

Quando i sogni diventano scrittura creativa.







Recensione a cura della Redazione


Ali di fantasia

Un pensiero su “La mia parte di cielo”

  1. Ho appena letto il libro “La mia parte di cielo” di Claudio Di Blasio.
    In attesa di incontrare l’autore, per conoscerlo e per ricevere una dedica sul libro, vorrei scrivere qui le mie impressioni. Eh, questo è veramente un lavoro ben fatto. Mi ha emozionato dall’inizio alla fine, in un crescendo costante che si è concluso con l’ultimo capitolo intitolato “nostalgia”. In questa parola si condensa l’essenza dell’opera. Una vita operativa intensissima, fatta di professionalità e di passione, di rapporti umani e di interazione con una macchina difficile, anche se dotata di grande versatilità, come l’elicottero. Una vita fatta di routine, ma anche di fatti straordinari, di rischi e di successo. I fatti narrati nel libro sono voli di addestramento e di soccorso, emergenze e vite salvate in extremis. Poi c’è un aspetto che mi è piaciuto immensamente: l’autore parla di operatività nella quale sono coinvolte anche figure professionali diverse, quelle dei medici, degli specialisti, delle forze dell’ordine e dei controllori del traffico aereo. Nel suo stile piacevole e sempre molto chiaro descrive tutto con grande precisione. Ho letto con particolare gusto la descrizione delle procedure I.F.R. di avvicinamento ai vari aeroporti, perfette sotto ogni aspetto. Ero controllore del traffico aereo, conosco gli spazi aerei che descrive e quelle procedure e ho trovato il suo racconto ineccepibile. Mi sono sentito parte della sua vita operativa perché davvero c’ero anch’io. Chissà che non ci siamo trovati a comunicare, nel corso degli anni, lui sull’elicottero ed io sulla Torre di controllo di un aeroporto. E come pilota ho volato nei cieli che gli sono appartenuti e li conosco. Li ho riconosciuti nelle pagine del libro. Bisogna ringraziare Claudio Di Blasio e tutti coloro che, come lui, si mettono alla tastiera di un computer (una volta avrei detto “prendono carta e penna”) e scrivono la storia di qualcosa che è destinata a cambiare nel corso degli anni. Questo libro è una testimonianza. Ora che è scritto resterà nel tempo. Un giorno, un ragazzo del futuro potrà sapere come si operava ai giorni nostri. Tutto cambia e anche l’equipaggio di volo di un elicottero, di qualsiasi arma, non esisterà più. Non ci saranno più i piloti, sostituiti dai droni autopilotati, che riceveranno istruzioni, non più dai controllori, ma da un data link, un computer a terra. E allora sarà interessante ritrovarsi, fra una manciata di decenni, tra le mani un libro come questo, per riscoprire le origini del mondo operativo moderno. Un mondo fatto di meno automazione, meno robotizzazione e molta, molta più umanità. Un gran bel libro, che prende al punto da non riuscire a chiuderlo, che merita il posto d’onore nella libreria di ogni appassionato di volo.
    Evandro (Brutus Flyer) Detti.

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