titolo: Il mondo alla rovescia – Storia di un pilota acrobatico e del suo aereo
autore: Andrea Pesenato con Eleonora Negri
editore: Mursia
pagine: 178
anno di pubblicazione: 2025
ISBN: 978-88-425-6720-2
Dubito che l’autore se ne rammenti, ma ho avuto il privilegio di fare la sua conoscenza in occasione della finale del campionato italiano di acrobazia aerea a motore presso l’Aeroclub “Carlo del Prete”, a Capannori, nelle vicinanze della città di Lucca. Erano i primi giorni di settembre del 2023, il cielo era quasi del tutto sereno e stare col naso all’insù all’ombra degli hangar è stato piacevole. Piacevole e spettacolare.
La IV di copertina del volume a firma di Andrea Pesenato che, nella sua stesura, ha goduto della preziosa collaborazione di Eleonora Negri, compagna nella vita e nella passione del pluricampione acrobatico. Nel breve paragrafo di ringraziamenti l’autore così la cita: “Chiedo scusa a Eleonora che ha preso la decisione di dedicarmi il proprio tempo scegliendo di accompagnare la sua vita alla mia e facendo di un aeroporto una casa”. Poichè ci intriga molto conoscere il profilo delle grandi donne che vivono accanto ai grandi piloti, abbiamo apprezzato oltremodo le brevi note biografiche riservate alla co-autrice.
Bando ai ricordi, naso all’ingiù, occhiali da vista infilati e pronti. Sono qui per raccontarvi un’autobiografia per tre: un pilota, un aereo, una curatrice allografa nonché compagna di vita. Oppure, se preferite, un uomo, il suo bambino interiore, una collezione di sogni trasformati in realtà. Centosettanta pagine di lettura liberatoria nelle quali Andrea Pesenato non celebra affatto la propria eccezionalità; preferisce confidarsi con la lettrice o il lettore e conquistarne la simpatia e l’amicizia. L’ammirazione per il personaggio va da sé. Ascoltando la voce dell’uomo, si ha l’impressione di averlo conosciuto da sempre, di individuarlo nella cerchia di persone che si incontrano ogni giorno e, chissà, persino di avere qualcosa in comune con lui nel profondo dell’Anima.
L’autore e il suo Cap 231 in un passaggio a coltello. Davvero apprezzabile il paragrafo abbastanza tecnico intitolato: “La coppia: un aereo, un pilota” in cui l’autore elenca i dati tecnici salienti della sua splendida macchina volante che, udite udite, è stato costruita interamente in legno, in Francia nel 1994. La vera anima pulsante è invece costituita da un motore raffreddato ad aria a cilindri contrapposti dell’azienda statunitense Textron Lycoming appartenente alla fortunata serie di motori della famiglia 540 (la stessa che equipaggia il Siai SF 260 e lo Stinson L5 Sentinel utilizzato per il traino alianti) ed eroga la bellezza di 300 hp (foto proveniente da www.flickr.com).
“La pazienza si perde, si porta, si invoca… La pazienza appartiene a pochi, ma è richiesta ai più. La pazienza è associata ai deboli, ma è del predatore, del guerriero, di chi sta al comando. La pazienza s’accompagna alla fermezza e all’attesa. L’attesa di poter tornare a volare, a essere liberi, a stare bene, a essere finalmente se stessi”.
Trasformare i propri punti di debolezza in punti di forza e imparare dai propri errori per migliorare se stessi non è cosa da tutti, così come non tutti sono capaci di agguantare un rifiuto e rivoltarlo sino a farne lo stimolo per una ripartenza, a dispetto di condizioni che sembrano voler negare la possibilità di riaccendere il motore
Ed ecco ancora uno splendido scatto semifrontale del magnifico CAP 231 di Andrea Pesenato. Inutile sottolineare il rapporto viscerale che si è instaurato tra il pilota e il suo aeroplano … ci riesce benissimo l’autore in questi pochi passi, esempio di grande sincerità e passione: “Prima di chiudere l’hangar, faccio una coccola al mio compagno di viaggio, lo guardo, gli parlo. Esso è colui che mi permette di assaporare la vera passione. Oni volta che lo scorrere della vita me lo concede io sono con lui. Ogni volta che ho bisogno di sentirmi me stesso so di avere un amico che è lì per me, disponibile ad accompagnarmi fino alle nuvole, per permettermi di raggiungere il mio equilibrio” Con buona pace di Eleonora, la compagna d vita di Andrea, aggiungiamo noi (foto proveniente da www.flickr.com)
“Quando ho iniziato con l’acrobazia, mi hanno detto che non era per me”.
Si dice che la fortuna aiuta gli audaci: orbene, in questo caso la dea bendata ha voluto dare una mano all’autore al fine di premiare la sua tenacia e la sua risolutezza.
“Nella vita tutto è sfida. È quel senso di bisogno persistente che ti porta a combattere per emergere, per dire ci sono anch’io. Ricercare costantemente la perfezione è un atto meritevole di lode. La perfezione è quel senso di completezza cui aneliamo tutta la vita”.
Poiché detesto lo spoiler, eviterò con cura di elencare prodezze e fattezze che potrete scoprire da voi andando a leggere quest’opera letteraria. Quello che mi sento di anticipare, poiché mi ha colpita in modo speciale, è che ognuno dei capitoli messi in fila da Andrea Pesenato rimanda senza possibilità di fuga a uno degli archetipi che Carl Gustav Jung ha voluto applicare alla psicologia umana. Questo per farvi capire che la lettura mi ha portata ben più in alto della “semplice” cronaca della carriera del tutto particolare di Andrea Pesenato. Una carriera dalle molte ali.
Come in ogni aeroplano che si rispetti, anche sul CAP di Andrea Pesenato non poteva mancare a bordo il sistema di emissione della scia fumogena. Lo scopo è quello di sottolineare le mirabolanti traiettorie che il velivolo esegue in aria e che, complice il cielo spesso privo di nuvole e una nitidizza accecante, sarebbero diffcilmente visualizzabili. Come spiega l’autore: “i fumi bianchi scandiscono il ritmo del volo e rendono più facile seguire le evoluzioni dell’aereo oltre che garantire un effetto scenico molto apprezzato”. La scia è ottenuta a mezzo di un sistema che spruzza olio di vasellina suoi condotti di scarico del motore: l’alta temperatura fa si chè l’olio si nebulizzi e bruci all’istante … tutto il resto è solo una grande magia! (foto proveniente da www.flickr.com)
“Io so che voglio volare”.
Dietro la parola “voglio” si colloca un consumo di energia che non conosce risparmio alcuno. Il cielo, lo sappiamo, non è per tutti. Vivere il cielo nell’eccellenza richiede sacrifici non di poco conto, sia in termini materiali, sia in termini morali. Non per caso, il tre settembre di due anni fa Andrea Pesenato spennellava con i fumi del suo CAP 231 i cieli assolati sopra Lucca mentre la sottoscritta se ne stava all’ombra e con i piedi per terra ad ammirarlo. Oltre alla disponibilità a mettere in gioco se stessi nel senso più totale del termine, occorre anche saper coltivare e mantenere una speciale acutezza di vedute che consente di accalappiare al volo, è il caso di dirlo, l’occasione che trasforma la parola “voglio” in “posso”. Una bella fatica per ottenere in cambio una bella ricompensa.
“Spesso mi chiedono se il colore del mio aereo fosse già così o se sia stata una mia scelta. ” E’ la domanda che molti appassionati e spettatori di airshow si sono chiesti e che anche il buon Andrea, quasi gli fosse giunta chiara l’eco, si è posto nel suo libro. La risposta? Eccola: “Era così quando l’ho acquistato e all’inizio la cosa non è parsa propriamente positiva”. Poi però aggiunge: “Tuttavia, con il tempo, questa colorazione oro con le stelle blu si è rivelata vincente a livello empatico con il pubblico e in termini di riconoscibilità, soprattutto nell’ambito degli airshow”. Cosa aggiungere? Sottoscriviamo! (foto proveniente da www.flickr.com)
“Milioni di strade, infinite possibilità di scelta, immensità inconcepibili e poi minuscoli varchi d’accesso: passano dai luoghi più impensabili, eppure sono sempre lì ad aspettarci, pazienti, eterni, fiduciosi. Nel tempo, pare che siano i nostri sogni a guardarci con occhi che invece noi abbiamo dimenticato”.
In conclusione, il particolare che rende questa autobiografia diversa da altre che ho già letto e recensito, tutte firmate da eccellenti protagonisti del volo, risiede nel fatto che i suoi contenuti sono un messaggio diretto a ogni tipo di lettrice o di lettore, anche a coloro che non si intendono per nulla di aviazione e non sono alla ricerca di argomenti o informazioni al riguardo. Certo è che l’aviazione e le acrobazie aeree riempiono in lungo e in largo gli spazi di questo volume, pur tuttavia i dettagli, la tecnica, la descrizione delle manovre, delle performance e delle avventure è accompagnata da argomenti di ben altro spessore.
Chi l’avrebbe mai detto che dietro la carriera di un pilota acrobatico di grandissimo successo fosse celato un inizio catastrofico? Lo apprendiamo dallo stesso Andrea Pesenato che lo confessa così, con tutta l’onestà di cui è stato capace nella sua autobiografia: “Ogni volo portava al limite il mio corpo che di tutta risposta mi ricompensava con nausea e vomito. Così ad ogni volo. La cosa si ripeteva e pareva quasi che i miei desideri si scontrassero con la mia fisicità. Arrivato a una decina di voli, il primo mio istruttore […] mi ha detto che forse non era il caso di insistere”. Sappiamo per certo che invece questi desideri Andrea li ha poi coronati e questa fotografia lo testimonia (foto proveniente da www.flickr.com)
“Laddove siamo in balia degli altri e del loro giudizio diventa difficile sentirsi a proprio agio. Beati coloro che scuotono i pareri altrui dalle proprie spalle come polvere, uno sporco fastidioso, sì, ma facilmente eliminabile. Facilmente per il gesto, meno facilmente per la sua capacità di riformarsi”.
Ecco, l’idea è che mi sia capitato tra le mani un “manuale di volo” che ha il potere di fungere altresì da “manuale di vita”. C’è una sola cosa che non mi è piaciuta in questa pubblicazione: il tipo di carta selezionato per la stampa. È di un bianco che più bianco non si può ed è lucido come i pensieri e le riflessioni dell’autore; un elevato lavorio di mente avrebbe meritato, secondo la mia modesta opinione, un supporto più dignitoso e consono. Per converso, la scelta di un carattere si stampa di formato leggermente superiore a quello abitualmente utilizzato dall’editoria contemporanea non solo ha incontrato il mio favore, ma ha meritato anche un plauso da parte mia. Davvero molto attraente è la prima di copertina; mi sarebbe piaciuto che si estendesse anche in quarta e, lo confesso, avrei gradito leggere qualcosa di più in merito all’autore e alla curatrice dell’opera. A volte, come in questo caso, si sente la mancanza dell’inserimento di una seconda e terza di copertina, compito delle quali sino a un recente passato era proprio quello di mettere in contatto i lettori con la penna che ha scritto e firmato l’opera letteraria. Ora si sopperisce a questo mandato tradizionale inserendo un QR CODE prima dell’inizio della narrazione; una scelta molto consona all’era digitale, alla quale, da analogica quale sono e fui, mi devo ancora avvezzare.
A conclusione di questo breve reportage fotografico non poteva mancare uno scatto che ritrare l’autore nella sua condizione abituale: a testa in giù o meglio, parafrasando il titolo del libro, con “il mondo alla rovescia” . La dedica testimonia invece l’affabilità e i piedi ben piantati a terra dell’autore che non manca di rimanere una persona “normale”, non un divo, pur avendo tutte le qualità per esserlo (foto proveniente da www.flickr.com)
Il prezzo di vendita al pubblico della fatica letteraria di Andrea Pesenato è pari a diciassette euro. Una cifra leggermente superiore a quella che avevo ipotizzato osservando lo spessore del volume, il formato del carattere e la qualità del supporto cartaceo; l’autobiografia non è disponibile in formato elettronico. Malgrado il costo, mi dichiaro molto soddisfatta della lettura e mi complimento con l’autore e la curatrice per il lavoro svolto.
Recensione di Angelarosa Wieler.
Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.