titolo: Giulio Mainini – Aviatore per passione, pilota per professione
autore: Gen. Francesco De Simone
editore: Astragalo Edizioni
pagine: 264
anno di pubblicazione: 2025
ISBN: 979-1280722607
Di norma, nelle biografie o auto-biografie viene posta al centro, sotto i riflettori, la figura del personaggio; tutto ciò che sta attorno è sfumato, rimane in penombra. In queste pagine, la vita e la carriera di un uomo eccezionale si inseriscono con scioltezza e fluidità in una parentesi della Storia d’Italia, sino ad amalgamarsi con quest’ultima. In questo modo, l’opera letteraria si trasforma in qualcosa di paragonabile a un romanzo avvincente, capace di catturare e trattenere l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina.

Merito del protagonista, del quale agli appassionati di aeronautica lo spessore è noto: un giovane aviatore pieno di entusiasmo, che ha modellato il proprio amore per il volo sino a fargli assumere i connotati di una professione d’eccellenza, trasformandosi dapprima in pilota militare per maturare poi ancora e ancora, sino a raggiungere la pienezza del comando.
Una cabrata notevole, la cui straordinarietà rimbomba tra le sillabe di un’iniziale dichiarazione d’intenti imbevuta di semplicità: “Volevo solo fare l’aviatore”.
Un volo lungo una vita intera, costellato da spunti di coraggio, lealtà e tenacia irriducibili, nonché da un profondo senso del lavoro di squadra e da una smisurata disponibilità e attenzione nei confronti delle vicende umane. Grazie a queste doti insite nel proprio temperamento, il Generale Giulio Mainini ha potuto raggiungere le massime vette dell’Aeronautica Militare Italiana e trasmettere un messaggio denso di significato a tutti coloro che rivolgono lo sguardo verso il cielo con l’intenzione di abitarlo per professione:
“Volate alto, ma con i piedi per terra”.

Ottimo è il lavoro svolto dall’autore, che ha saputo stemperare i contenuti di un’indagine rigorosa condotta su quasi quattromila ore di volo e una teoria di responsabilità crescenti nella scorrevolezza di una narrazione simpatica, forte della posizione privilegiata dalla quale muove la sua penna; il Generale Francesco De Simone dialoga a tutto campo con il Generale Giulio Mainini, autore e personaggio sono entrambi cavalieri del cielo. I momenti di gloria del protagonista diventano momenti di gioia per il fruitore dell’opera letteraria; la prosa ha il potere di trasportare con disinvoltura il lettore accanto al Generale Giulio Mainini nel cockpit di uno dei ventisei aeromobili da lui pilotati.

Lo sviluppo delle vicende narrate non cede mai in fatto di tono e vivacità, essendo accompagnata da una descrizione interessante dei contorni e costellata da una serie di notazioni parallele al filo conduttore della trattazione. Pur riverberando eventi di fatto accaduti all’interno dell’Arma Azzurra, il racconto è composto con uno stile che oserei definire soave, il quale non si inasprisce né appesantisce mai in tecnicismi eccessivi, neppure nelle parentesi più complesse e articolate.
Balza agli occhi tra le pagine una vicenda da film di fantascienza: l’inseguimento di un presunto oggetto volante non identificato da parte del Generale Giulio Mainini ai comandi di un velivolo F104 Starfighter. È verosimilmente questo il momento più esaltante all’interno della fatica letteraria prodotta dal Generale Francesco De Simone.
“Ha inseguito un disco volante!”
Oltre a questo, sono catalogati altri momenti ad alto contenuto di adrenalina pura, i quali si alternano con racconti di umane relazioni a tutti i livelli, riconoscimenti accademici, cronache di attività sportive e riflessioni in merito a ciò che l’appartenenza all’Aeronautica Militare Italiana rappresenta.
La narrazione è accompagnata da una corposa componente grafica, intere pagine sono occupate da fotografie che testimoniano, ciascuna in uno scatto, gli eventi e gli argomenti trattati nel continuo chiacchiericcio tra il protagonista e l’autore.

Le numerose istantanee proposte consentono agli occhi di ripercorrere un sentiero lungo quarant’anni, un percorso nel quale buona parte dei lettori potrà riconoscere tracce assai note. I più giovani (beati loro!) troveranno qui la possibilità di esplorare scenari dei quali non possono essere stati partecipi in prima persona, ma sono stati consegnati alla Storia dell’Aviazione e a quest’ultima appartengono.

Nell’ambito di un incontro con i piloti del velivolo F-104 Starfighter che ha avuto luogo a Sesto Calende nel maggio del 2025, il Generale Giulio Mainini, ospite d’onore della serata, si è concesso la libertà di andare oltre la ricapitolazione dei suoi trascorsi per affrontare argomenti legati al presente e al futuro della professione di pilota militare, con particolare riguardo al vuoto normativo in materia di strategie definite per l’operatività oltre i cento chilometri di quota.
Il Generale di Squadra Aerea Giulio Mainini occupa attualmente la carica di Presidente Nazionale di Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d’Italia.
La sua biografia, raccolta nel volume composto dal Generale di Brigata Aerea Francesco De Simone, è stata presentata da Astragalo Edizioni al Salone del Libro di Torino 2025; all’evento ha preso parte un numeroso pubblico. Per l’occasione, anche il neo-nominato Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, ha fatto visita allo stand della Casa Editrice che ha pubblicato l’oggetto di questa recensione.
La pubblicazione, caratterizzata da copertina flessibile e dall’impiego di carta di buona qualità, è stata realizzata nel rispetto dei formati standard attualmente in uso presso l’editoria italiana, sia in termini di impaginazione, sia in termini di caratteri di stampa; l’opera letteraria è proposta in vendita al prezzo di 17 Euro. Trovo che la richiesta economica sia più che consona in virtù della qualità del volume e dei contenuti, sia narrativi, sia fotografici.
L’immagine proposta nella prima di copertina è accattivante e ben rappresentativa del corredo di istantanee racchiuso tra le pagine.
Recensione di Angelarosa Wieler.
Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.
