Volo di notte

titolo: Volo di notte

autore: Antoine di Saint-Exupéry

editore: Rusconi  

pagine: 96

anno di pubblicazione: 2016

ISBN: 978-8818030556




Passaggi obbligati

Nel 1921 Antoine de Saint-Exupéry ottiene il brevetto di pilota; cinque anni dopo la Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère lo assume come pilota per trasportare posta da Tolosa a Dakar. Nel 1930 è già direttore nonché pilota della Linea Aeropostale Argentina. Nel 1931 scrive Volo di Notte. Nel 1933 dopo la chiusura della compagnia, confluita nell’Air France, si dedica alla scrittura e al giornalismo ma allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si arruola con onore nell’Aeronautica Militare francese e durante un volo di ricognizione muore in un incidente aereo a 44 anni.

Benché “Il piccolo principe” sia universalmente considerato il libro di più grande successo di Antoine Saint de Exupéry, “Volo di notte” è un volume che, a partire dalla sua pubblicazione nel lontano 1935, ha goduto della pubblicazione da innumerevoli editori italiani. A seguire vi proponiamo perciò una carrellata di copertine, le più disparate, le più variegate, alcune anche di discutibile gusto. che si sono succedute nel corso degli anni. E’ il nostro modo singolare di sottolineare visivamente l’eccellente recensione di Rossana Cilli che non abbisogna di ulteriori commenti. La presente copertina è di Foschi editore 2017

Questo lo scarno ma doveroso riepilogo delle tappe salienti di una vita straordinaria, per la cui esauriente biografia si rimanda al bell’articolo di Massimo Conti presente su Voci di Hangar intitolato: “Antoine de Saint-Exupéry. La profonda meditazione del volo”.

Noi abbiamo un diverso compito: celebrare le memorabili pagine di Volo di Notte ovvero l’opera più nota di Saint-Exupéry (assieme, va da sé, al Piccolo Principe).

Mondadori 1932

Ma era importante almeno citare questi passaggi perché da essi già si comprende in quale contesto nasce il romanzo: vale a dire il periodo che vede lo scrittore e aviatore francese impegnato sulle linee aeropostali notturne da e per l’Argentina.

La trama

Mondadori 1959

Siamo negli anni Trenta, agli albori dei servizi di spedizione aerea. 

Fabien è un aviatore postale impegnato nella tratta latinoamericana delle spedizioni America-Europa. È in volo su un biplano; con lui il radiotelegrafista che aggiorna la compagnia sull’evolversi della spedizione. Il viaggio infatti è seguito a terra, nella sede della ditta, dal direttore Rivière. Durante un volo notturno però le cose si complicano, e l’aereo deve fare i conti con la rotta di un uragano. Un crescente pathos accompagna la parte finale in cui si accavallano i pensieri di Rivière, dell’ispettore Robineau e della moglie di Fabien, accorsa a seguire le concitate fasi finali del volo del marito.

Mondadori 1967

La recensione

Il libro è tra i più commoventi, profondi, dolorosamente raffinati e pittorici che io ricordi di aver mai letto; la sua scrittura, approdo di una cognizione densissima che non rinuncia al lessico dell’aviazione ma neanche alla poesia soprattutto in certe descrizioni ambientali, è ciò che lo rende capolavoro assoluto, con quel suo instaurare un tempo e uno spazio che risucchiano il lettore nelle loro peculiari dimensioni: la specialissima dimensione della notte, il tempo, e l’altrettanto specialissima dimensione dell’aria, lo spazio. Quello spazio “aereo” almeno in teoria precluso all’essere umano.

Rusconi 2017

Il nocciolo della storia sta tutto nella sfida del direttore Rivière e delle compagnie aeree dell’epoca di sfruttare i vantaggi economici dei voli notturni nonostante i limiti di una tecnica ancora pionieristica e piena di rischi. Ma è appunto la sfida il primo messaggio che lo scrittore francese vuole rappresentare, pensando al volo notturno come al nuovo limite da superare, le nuove Colonne d’Ercole.

Radio Londra edizioni

Qui il nuovo Ulisse, l’eroe, l’aviatore, ha una missione ben precisa: sfidare il rischio per ottenere un vantaggio rispetto ai suoi simili. Non solo il rischio di volare, che già non competerebbe all’uomo, ma quello di farlo perdipiù di notte.

Ecco allora che si definiscono anche gli altri messaggi del romanzo, soprattutto i valori che sottendono la sfida: il senso di responsabilità, la disciplina, l’obbedienza, il fatto che consegnare la posta sia missione essenziale. E qui corre l’obbligo di ricordare che il ponte tra Europa e America che idealmente tracciano questi voli postali è l’unica possibilità di rimanere strettamente “connessi”, come si dice oggi, con le persone care lasciate in Europa che hanno i tanti emigrati nelle Americhe, e viceversa. Gli aviatori di queste rotte sanno bene che il loro apparentemente banale carico di lettere e pacchi ha invece un significato e un’importanza senza eguali. Tanto che, ben consapevoli dei limiti tecnologici dei loro mezzi volanti, non indietreggiano di fronte alla possibilità di morire pur di compiere fino in fondo questo dovere. Così Fabien vola ogni notte forse incontro alla morte, e Rivière amministra la sua compagnia con durezza e rigore forse rasentando la spietatezza, mentre su tutta la vicenda aleggia una domanda destinata a rimanere senza risposta:

Mondadori 1987

benché la vita umana non abbia prezzo, noi operiamo sempre come se qualche cosa sorpassasse in valore la vita umana… Ma cosa?

Questo cosa rimane un mistero, come è un mistero perché, anche dopo la vicenda di Fabien, la vita della compagnia continua, e continuano i voli notturni.

Nell’impossibilità di dare risposta alla domanda non resta che ritenere che, dopotutto, ogni vita umana, se correttamente vissuta, cioè in tacita obbedienza al mistero che la muove e la determina, sia sempre un volo di notte, quasi cieco.

Mondadori 2015

Ecco la notte è l’elemento più suggestivo del libro. La scelta del volo notturno è una scelta economica, ma al netto di questa prima pragmatica motivazione, che riguarda in realtà solo la gestione delle compagnie aeree postali, la notte, per gli aviatori, è invece qualcosa d’altro. È il silenzio metafisico che può essere ascoltato interiormente, è una carezza impalpabile che mette in contatto l’uomo con Dio, la Natura, il sé stesso più intimo. La notte, in letteratura, se è una conquista che appartiene principalmente alle dinamiche del romanticismo tedesco, vede una sostanziale presenza anche in un certo romanticismo francese e, letto in chiave musicale, nell’identificazione totalizzante di Chopin per il quale la notte, ovvero il notturno come forma sonata, a un certo punto non è più materia musicale bensì esistenziale in quel suo lento e inarrestabile declinare della salute fissato nell’idea costante della morte. Ci piace pensare che per Saint-Exupéry il concetto di notte rimandi appunto all’uomo che contempla sé stesso e le cose che lo circondano immerso in una visione esteriore e interiore delle tenebre non viste come negazione della luce e del giorno, bensì come inevitabile passaggio di un cammino ciclico, un ripercorrere costantemente determinati passi in cui l’alternarsi luce/buio permette all’uomo di percepire cose, sensazioni, visioni che di giorno gli sono precluse. (rif. Andrea Bedetti, Chopin. NdA). La Notte è quindi la metafora, il racconto, la dimensione di quanto egli percepisce nelle tenebre, a cominciare dal bene più agognato e prezioso, quello incarnato dalla sfera del silenzio assoluto. O quasi. Quasi, perché il ronzio dei motori riempie, accompagna, completa la magia di quel silenzio e allo stesso tempo fa da colonna sonora alle lunghe traversate di questi uomini in quell’elemento tanto avulso dalla dimensione terrestre dell’uomo che è l’aria.

Mondadori

Così quando l’uragano spinge l’aereo fuori rotta, i contatti radio si interrompono, la scorta di carburante probabilmente si esaurisce, spengendo infine i motori sulle cime delle Ande, Rivière, impotente, capisce che quel silenzio divenuto improvvisamente assoluto, è il compimento di una probabile tragedia, e solo allora, di fronte al dolore della giovane e bella moglie di Fabien che segue accanto a lui ogni fase della tragedia, la sua intransigenza vacilla. Ma per poco, perché egli sa che se l’uomo vuole avanzare deve scontrarsi inevitabilmente con il suo destino e con la natura, e deve accettare quel senso del rischio che da un lato apre nuove strade, ma che dall’altro può rendere la vita stessa la posta in gioco. Cosa che i piloti hanno accettato e con essi le loro compagne. Emozionante il momento in cui la moglie di Fabien, giunta in ufficio, vive minuto per minuto il dramma del marito attraverso i silenzi e gli sguardi furtivi degli impiegati.

Mondadori 1985

Sono lontani gli anni dei pionieri del volo, ma questo libro – dai toni indubbiamente autobiografici – conserva integri il suo valore e il suo pathos grazie alla sua capacità, pur nella brevità del testo, di costruire una ricca polifonia di personaggi e punti di vista, di profondità dello sguardo nello scavare all’interno di ognuno di essi, e, soprattutto, di esprimere una morale di fondo che il suo primo recensore, André Gide, colse ed espresse come meglio noi non potremmo:

la libertà umana non sta tanto nella scelta, quanto nell’adempiere liberamente la missione che ci è stata assegnata.

Autobiografie

Bompiani 2020

E così siamo giunti agli aspetti autobiografici del libro. Sì ce ne sono e molti anche se amalgamati e rivisitati in mille sfumature.

L’Autore intreccia le proprie avventure con quelle dei suoi compagni di volo più stretti.

Il manoscritto, creato con carta intestata degli alberghi, con le mappe degli scali aerei, fatto di pagine volanti di formati diversi, vergate con quella calligrafia inclinata a destra che sembra dare il ritmo alla narrazione, rivela correzioni, cancellature, segue un ordine dettato da date e indicazioni geografiche della vita reale. È l’autore stesso a rimescolare i fogli, nell’intento non solo di alternare le vicende di cielo con quelle di terra, ma anche di ridimensionare il lato più autobiografico del testo. Finché il finale “aperto” consegna lui alla nicchia di eroismo e santità che si concede alla causa di certe morti premature, mentre al libro si assegnerà il prestigioso Prix Feminà.

Mondadori 1971

A rivisitare la sua autobiografia non è stato però solo lo stesso Antoine.

Di recente una grande scrittrice italiana, Romana Petri, ha riscritto la sua vita in un libro dal titolo intrigante, Rubare la notte (laddove in francese voler vuol dire volare ma anche rubare) che è andato in cinquina finale allo Strega perché – come recita la motivazione –  quel libro “sottrae finalmente la storia di Antoine  al rischio di una sterile e mitologica glorificazione e ci consegna un uomo diverso, complesso, stravagante, combattuto e profondamente contemporaneo… Errare, nella doppia accezione di andare alla ricerca e sbagliare, è un po’ la cifra della poetica del libro e coincide in parte con la vita e forse anche con la profonda instabilità emotiva di Antoine de Saint-Exupéry che si placava solo nel volo. Lui, che possiede l’etica del coraggio e della responsabilità, guida aerei scomodi e pericolosi per i quali il corpo è uno strumento, un’avanguardia esposta al pericolo di mille cicatrici. E Antoine de Saint-Exupéry è pieno di cicatrici, di ferite ed esiti dei tanti incidenti avuti”.

Passigli editore 2022

Ma come ritiene Rivière, lo scopo è forse discutibile, ma l’azione libera dalla morte, dal momento che solo l’avvenimento-in-cammino ha importanza.

Il libro e dintorni

Di Volo di notte si è interessata anche la musica, con l’opera omonima di Dallapiccola scritta nel 1937 per omaggiare il grande autore francese; naturalmente anche il cinema non poteva non occuparsene, anche se, ahinoi, troppo poco: un solo film americano del 1933 per la regia di Clarence Brown. Però una delle più grandi attrici americane, Khatarine Hepburn, appassionata di volo, fidanzata, finché non irrompe nella sua vita Spencer Tracy, con l’attore, regista, produttore, aviatore e fondatore della compagnia aerea TWA Howard Hughes, amava e usava una sola marca di profumo: “Vol de Nuit” di Guerlain, proprio in onore del suo mito Antoine de Saint-Exupéry…

Mondadori 1981

Dopo un po’ un libro letto lo si dimentica perché la mente si concentra su altro, questo però continua ad essere una carezza gentile su una creatura che non vedo da tanto tempo e che mi fa tenerezza se ci ripenso, se ripenso al posto di privilegio che gli davo anni fa nella vetrina del mio piccolo negozio …Come? Volete sapere dov’era il negozio?

Ma in Viale dell’Aeronautica, dove altro sennò!

La voce dell’Autore

Niente di ciò che possiamo dire/scrivere noi potrebbe mai eguagliare la voce forte e chiara, sommessa e allusiva di Antoine. Eccola.

Newton Compton 2015

Newton Compton

Sotto l’aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d’ombra nell’oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l’inverno non finiscono mai di restituire la loro neve….

Comincia così Vol de Nuit. Poi più avanti ne troviamo tante altre di perle letterarie. Ma tante che è davvero arduo ritagliarne alcune. Ci proviamo, ma vi invitiamo caldamente a regalarvi la lettura integrale di questo testo snello, avvolgente, emozionante, che, andando ben oltre la letteratura di genere (aeronautico in questo caso), con la sua scrittura potente e poetica, alloggia di diritto nella casa dei grandi classici.

La terra era costellata di richiami luminosi, ogni casa accendeva la sua stella di fronte alla notte immensa, così come un faro si orienta verso il mare. Tutti i luoghi che offrivano riparo a una vita brillavano già. E Fabien era incantato da quell’ingresso della notte, che questa volta sembrava quasi una entrata in rada, bella e lenta…

… Aveva patito così tanto la ricerca di una luce, che ora non avrebbe lasciato andare neanche la più confusa. Soddisfatto anche di un chiarore da locanda, avrebbe girato fino alla morte attorno a quel segno di cui era affamato. E ora saliva verso la luce…

Lei veniva timidamente a difendere i suoi fiori, il suo caffè pronto, la sua carne giovane… Anche lei scopriva che la sua era una verità del tutto inesprimibile in questo mondo così diverso. L’amore che si ergeva in lei era tanto appassionato, pieno di dedizione, quasi selvaggio, che le sembrava assumere qui un aspetto inopportuno, egoista. Avrebbe voluto fuggire via.

 … Tra qualche ora l’intera Argentina si sveglierà nel giorno, e quegli uomini rimangono là, come su un lido, davanti alla rete che lentamente tirano a secco e che non si sa che cosa contenga… 

Anni dopo un pescatore tirò anche lui una rete a secco. Lui lo seppe cosa conteneva: il braccialetto di Antoine de Saint-Exupéry, caduto enigmaticamente in mare nel cuore di una notte (!) del 1944… Ma che forza predittiva ha la letteratura!





Recensione di Rossana Cilli.

Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.






Volo di notte

7 commenti su “Volo di notte”


  1. Una recensione perfetta, sotto ogni profilo.
    Mi permetto di aggiungere una notazione: nella notte, in mancanza di un lampione o di un fanale, non vi è ombra; la notte stessa lo è. Nella notte si smarrisce l'evidenza della golosità per il lucro, dei limiti impliciti nelle creazioni umane, del rischio, dell'opportunismo e di tanto altro ancora. La metafora delle ombre riunite in un corpo solo, quello delle ore buie, mi fa pensare alla cecità con la quale capita di volare lungo alcuni tratti di quella rotta straordinaria che è la vita. Di tutto questo, secondo me, l'autore aveva capito molto e nel modo migliore possibile ha rivelato le proprie intuizioni.


  2. Ho trovato questa recensione davvero stimolante e invogliante alla lettura di "Volo di notte". Essa riassume bene la trama del libro e soprattutto trasmette vividamente ed efficacemente a chi legge, le emozioni piene di significato evocate dal bellissimo testo.

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