titolo: Volare alto – Appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori
autore: Jan Slangen
editore: La Nave di Teseo
pagine: 184
anno di pubblicazione: 2019
ISBN: 978-88-9395-020-6
Nel novembre del 2019, ho sfidato la prima neve dell’inverno caduta in Appennino per raggiungere Desenzano del Garda e assistere alla presentazione di questa autobiografia. Per una pessima guidatrice quale sono e fui, una scommessa del genere è, come dicono a Livorno, “tanta roba”. Tanta roba ho ricevuto in cambio: ho incontrato un uomo straordinario, ho trascorso un pomeriggio indimenticabile ad ascoltare le sue parole, ho ricevuto in dono una copia di questo libro con tanto di dedica e autografo.
Il 6 e il 7 settembre 2025 ricorre il 65° anniversario della fondazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) o, più confidenzialmente, Frecce Tricolori. L’evento verrà degnamente festeggiato presso la base di Rivolto (UD) ove ha sede il reparto, il 313° Gruppo Addestramento Aeronautico. In quel luogo e in quelle giornate le migliori pattuglie acrobatiche del mondo nonchè i rappresentanti del mondo aeronautico civile e sportivo omaggeranno quella che è universalmente considerata la migliore formazione acrobatica al mondo, non fosse altro perché è la più numerosa al mondo (ben nove velivoli più il decimo del solista) ma anche e soprattutto perché è una di quelle che svolge un programma particolarmente impegnativo quanto spettacolare in decine e decine di manifestazioni aeree nel corso di tutto l’anno in ogni angolo del Paese, d’Europa e non solo. La pubblicazione della recensione del libro del com.te Slangen costituisce dunque l’omaggio virtuale che il nostro hangar intende offrire alla PAN a nome anche dei nostri visitatori e visitatrici per la celebrazione di questo prestigioso anniversario. Auguri Frecce Tricolori! Che la scia tricolore accompagni sempre i vostri voli, che siate sempre l’orgoglio del popolo italiano!
Il Comandante Slangen è una figura aristocratica: nella piena consapevolezza di occupare un posto speciale nella Storia dell’Aviazione del nostro Paese, si avvicina ai suoi simili, conosciuti o sconosciuti, con una semplicità, una schiettezza e una naturalezza stupefacenti. Ti fa sentire “a casa”, in compagnia di un vecchio amico. Leggi la frase che occupa la quarta di copertina:
“Chi indossa le ali anche solo una volta non le perde più”
e ti ricordi il momento in cui hai fatto la stessa cosa che Jan Slangen sa fare così bene: volare. La sensazione di accoglienza che ti pervade satura lo spazio attorno a te, non senti più alcuna separazione, alcuna distanza; eppure, hai davanti a te un pilota d’eccellenza che ha comandato la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale. Tanta roba!
Poichè il volume contiene “appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori”, troveremo una serie di riflessioni esistenziali/filosofiche ricamate abilmente su un tessuto squisitamente biografico. Non mancano confidenze e considerazione sul mondo dei piloti. Ecco una breve anticipazione: “Il mal d’aria a noi prende quando siamo a terra. Come dire? Ci manca l’aria: letteralmente. […] Il volo è per sempre. E più il rombo dei motori, fuori, si allontana, più la loro voce, dentro, si fa forte.” Occorre aggiungere altro? Ah, sì: tutto il resto del libro! (foto proveniente da www.flickr.com)
Altrettanta pienezza ho riscontrato sfogliando le pagine di questo libro.
Prima di scoprire i come, i perché, i chi e i dove che hanno fatto la storia dell’aviatore Jan Slangen ho incontrato un uomo. Un figlio, un fratello, un marito, un padre, un amico accompagnato da una lunga teoria di emozioni. Un abitante della Terra che ha cercato e trovato la propria libertà nel cielo, senza per questo allontanarsi dalla consapevolezza della propria natura umana che lo lega indissolubilmente al pianeta e alle sue creature.
Sono sempre decine di migliaia gli spettatori e le spettatrici che puntualmente seguono con il naso all’insù le difficilissime “capriole” delle Frecce Tricolore. Tra loro una folta schiera di “spotter”, termine anglosassone che indica gli appassionati di volo e fotografia. Essi trascorrono tutto il tempo della manifestazione imbracciando macchine fotografiche con potenti e costosissimi obiettivi alla ricerca spasmodica di scatti memorabili. Ebbene questa immagine, complice il cielo grigio e coperto ma squarciato da improbabili raggi di sole, è una di quelle che non passa certo inosservata. Il risultato, assolutamente spettacolare anche grazie alla bassa velocità e alla distanza millimetrica tra i velivoli, è un’enorme bandiera italiana che talvolta rimane presente nel cielo per alcuni minuti. Il tutto accompagnanto dalle note della celeberrima aria lirica del “Nessun dorma” tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, interpretato magistralmete dalla voce del mai dimenticato Luciano Pavarotti, uno dei più grandi tenori della storia del melodramma mondiale. (www.flickr.com)
Senza dubbio chi, come la sottoscritta, ama la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale troverà in quest’opera letteraria molte parole che fanno battere forte il cuore e colmano la mente di entusiasmo. L’Aeronautica non è per tutti, il volo acrobatico è un privilegio riservato a pochi eletti e quei pochi sono in grado di accendere passione e slancio negli ammiratori, trascinando il loro sguardo verso il cielo. Il Comandante Slangen ha il merito di saper accendere l’entusiasmo anche quando scrive.
La bandiera tricolore più grande al mondo è quella che viene stesa dai velivoli delle Frecce Tricolore in occasione di ogni manifestazione aerea, una firma unica e incomparabile che ci rende orgogliosi di essere italiani al di fuori degli stadi di calcio o di altre occasioni sportive nel corso dei quali è d’uopo sventolare la bandiera nazionale. Gli scenografici fumi colorati, lo ricordiamo a beneficio degli animi più sensibili agli aspetti ambientali, sono ottenuti per dispersione di olio di vaselina a cui vengono aggiunti pigmenti non inquinanti. Il calore del motore produce il fumo quando il composto di olio e pigmenti entra a contatto con lo scarico rovente del velivolo attraverso un tubicino posto nel terminale del condotto di scarico del motore dell’aeroplano attivabile all’occorrenza dal pilota. La miscela viene trasportata in serbatoi subalari in quanto i serbatoi posti abitualmente alle estremità alari dgli MB 339 degli altri reparti di volo dell’AMI poco si presterebbero per le repentine manovre cui sono chiamati i velivoli della PAN. (foto proveniente da www.flickr.com)
“A volte, anche una semplice stretta di mano può avere un valore scaramantico. In molti si domandano come mai, al termine di ogni esibizione, i piloti si cercano per stringersi la mano. È una specie di rito, ma il vero significato di quel gesto non è così immediato. Va ben oltre il riconoscimento della bravura, la celebrazione del fatto che siamo di nuovo tutti a terra sani e salvi. È il suggello di un patto di fiducia reciproca. Ognuno mette la propria vita nelle mani degli altri e questo ci permette di fare lassù cose che senza quella stretta di mano sarebbero impossibili”.
Ecco qui, la squadra; un gruppo di piloti di valore indiscusso legati innanzitutto dalle loro qualità umane. Per far parte delle Frecce Tricolori è indispensabile essere determinati a raggiungere un obiettivo, ma soprattutto essere consapevoli del fatto che non si tratta di uno scopo individuale e che il gioco di squadra conta molto più dell’orgoglio del singolo.
L’Aermacchi MB 339 A/PAN è il velivolo che equipaggia la PAN (9 in formazione più 1 solista) a partire dal 1982. Si tratta di un eccellente addestratore che si è dimostrato validissimo nel corso degli anni, robusto e versatile in quanto ha sostenuto egregiamente l’eredità lasciatogli dal predecessore MB 326 nei reparti di addestramento dell’AMI e dal G-91 PAN in seno alla Pattuglia Acrobatica Nazionale. Nel settembre 2024 è stato presentato presso il l’aeroporto di Treviso-Istrana il suo successore: il Leonardo M-346 Master, un velivolo di progettazione e costruzione interamente italiana, transonico, biposto, certamente moderno (comandi fly by wire e con un’avionica adeguata agli anni 2000) ma non privo di critiche per l’uso peculiare che dovrà svolgere presso la la PAN (ad esempio le due turboventole anziché una sola) e per la rinnovata livrea ideata da Pininfarina, celebre designer automobilistico dalla cui matita sono nate innumerevoli automiobili di grandissimo successo. L’AMI ne ha ordinati 20 esemplari da destinare alla PAN. (foto proveniente da www.flickr.com)
“Aperti, disponibili, sereni, equilibrati, ma anche entusiasti. Volare è un’esperienza fantastica”.
Il sottotitolo di questa autobiografia, “Appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori”, è in perfetta assonanza con le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo che l’autore mette in risalto. C’è gioia autentica nelle sue parole, una gioia condivisa con gli altri “Pony” e con tutti coloro che applaudono un volo capace di colorare il cielo. Le motivazioni, i sacrifici, l’istinto, la disciplina, l’impegno, tutto passa in secondo piano, scivola alle spalle di quella felicità impagabile alla quale Jan Slangen ha voluto far cenno già nella prima di copertina. Uno stato d’animo reiterato più e più volte nel testo.
Una delle più spettacolari tra le già spettacolari manovre acrobatiche del programma della PAN denominata “La scintilla tricolore”. Il com.te Jan Slangen, classe 1975, è stato comandante delle Frecce Tricolori per quattro anni a partire dall’ottobre del 2012 assumendo dunque il ruolo di Pony 0 dopo aver svolto i ruoli di 3º Gregario Sinistro (Pony 7), 1º Gregario Sinistro (Pony 2), Capoformazione (Pony 1) in seno alla PAN ove è approdato nel 2004 con il grado di Capitano partendo come allievo dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, corso normale Rostro III e compiendo tutto l’iter addestrativo previsto dall’AMI per gli Ufficiali Piloti (foto proveniente da www.flickr.com).
“La felicità la sentiamo. Ci accorgiamo che c’è perché dentro di noi tutto cambia e di conseguenza cambiano anche le cose intorno a noi, se non altro perché cominciamo a guardarle con occhi completamente nuovi”.
“Perché sono felice quando sono in aria? Il fatto è che c’è felicità e felicità e l’una non è alternativa all’altra, né la nega”.
Voi mi perdonerete, ma leggendo queste citazioni resto senza parole. Provo a ricordare quanto mi sento felice quando il Solista attraversa le scie della formazione e accende i fumi colorati che compongono il Tricolore steso in cielo nella figura dell’Alona, quella che chiude il programma acrobatico. Vi confesso una cosa: seguo il dispiegarsi della nostra Bandiera nell’azzurro con il dito indice, come se lo stessi disegnando io stessa. Se dentro di me, piantata con in piedi per terra, si muove un’emozione così grande, posso solo lontanamente immaginare cosa accade in coloro che fanno volare gli MB-339PAN.
Una splendida immagine del velivolo utilizzato dalle Frecce Tricolori per le loro manovre acrobatiche mozzafiato in cui risalta il colore “blu Savoia” che contradddistingue la sua livrea inconfondibile in tutto il mondo. Dopo aver concluso il suo iter professionale in seno all’AMI, il com.te Slangen presta servizio come pilota commerciale in una compagnia aerea e, ne siamo certi, non svolge manovre acrobatiche a bordo dei grandi autobus dell’aria. Anche se la tentazione è forte, vero comandante? (foto proveniente da www.flickr.com)
“Uno dei miracoli che solo il volare è in grado di fare è quello di regalare piccoli anticipi di eternità”.
La nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale non è solo un manipolo di aviatori che regala agli spettatori un bello spettacolo; è un simbolo che incarna il sentimento più speciale tra tutti, l’Amore, il quale, per definizione è eterno. Ogniqualvolta si alzano in volo, Le Frecce Tricolori colpiscono il centro del loro bersaglio: il cuore di coloro che sollevano lo sguardo al cielo per seguire un intreccio di scie, una serie di evoluzioni mozzafiato. Credo e spero che nessuno vorrà contraddire la mia asserzione: “Solo una passione autentica è in grado di significare e suscitare Amore”. Senza una passione così, non si raggiunge l’eccellenza in volo. Senza sentire dentro di sé e far scorrere all’interno di tutta la squadra una grande felicità, la passione non potrebbe dirsi autentica e il risultato sarebbe ben diverso. Potrebbe essere decollare, rimanere in aria per un po’ e poi atterrare. Una semplice infatuazione, una come tante. Piacevole, ma non unica ed esclusiva nel suo genere. Amo la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale e, dopo aver letto questo libro, voglio credere di essere ricambiata.
Il com.te Jan Slangen, romano di nascita con padre olandese e madre italiana, nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2017, con oltre 3500 ore di volo nei cieli di tutto il mondo con i colori dell’AMI, è stato pungolato e assistito nella stesura del volume da parte di Elisabetta Sgarbi, sorella del famoso politico e critico d’arte Vittorio Sgarbi. La stesura del libro ha comportato una lunga genesi durata ben due anni nel corso dei quali l’autore, laureato in scienze aeronautiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II come previsto dal pianio di studi previsto dall’Accademia Aeronautica dell’AMI, ha più volte scritto, ricorretto e riscritto il testo; come ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata ai giornalisti, la chiusura del volume si è rivelata la parte più ostica di tutta la manovra. Detto da lui … (foto proveniente da www.flickr,com)
Trattandosi di una biografia, l’opera letteraria è priva di una trama; è dunque impossibile formulare una valutazione in merito a questo aspetto. Preme sottolineare come l’intero percorso di vita dell’autore sia stato esposto in modo lineare e organico, ricorrendo in modo essenziale a digressioni e regressioni. Per la natura dell’opera, la componente descrittiva è piuttosto ricca, variegata e approfondita.
Occore una retrocopertina d’effetto per conferire un valore aggiunto al testo che racchiude? No! Questa è stata sicuramente la convinzione in cui deve credere ciecamente colui o colei che ha curato la veste grafica del volume “Volare alto”. Mai vista una retrocopertina così scarna, piatta, financo squallida come questa … se non fosse per l’aforisma che la rende evocatica e densa di aspettative da parte del lettore. Ebbene si tratta di una frase chiave presente nel capitolo di apertura intitolato “A braccia spalancate” in cui l’autore narra di come, del tutto improvviso e inaspettato, sia scattato in lui il desiderio di volare e di farlo come pilota militare: il terribile incidente aereo di Ramstain nel corso del quale, a causa della collisione in volo di due velivoli delle Frecce Tricolori, ci furono “settanta morti – i tre piloti degli aerei coinvolti e sessantasette persone – e quasi trecentocinquanta feriti. Una tragedia.” Furono le immagini che scorrevano nei telegiornali di quel 28 agosto 1988 a folgorare il tredicenne Jan Slangen e a consentirgli (con tanto impegno, sacrifici e un pizzico di fortuna) di diventare il comandante di quel reparto, fiore all’occhiello della nostra Aeronautica Militare. Un sorpresa molto gradita al lettore/lettrice: i risguardi interni del volume contengono la riproduzione grafica delle 18 manovre eseguite usualmente dalla PAN nel corso del suo programma acrobatico nonchè una serie di foto a colori posizionate strategicamente al centro del volume. E non osiamo neanche pensare al lavoro terribile svolto dall’autore nello scegliere tra la moltitudine di scatti disponibili. Un valore aggiunto di una copertina altrimenti “onesta”.
Lo stile dell’autore è perfetto, privo di sbavature, scorrevole, chiaro e molto piacevole. Le numerose citazioni di scrittori, filosofi e pensatori che ricorrono tra le righe testimoniano la corposità del bagaglio culturale che il Comandante Slangen ha saputo accumulare; in base alla mia esperienza, mi sento di dire che i migliori autori, prima di divenire tali, sono stati tutti accaniti lettori.
VOLARE ALTO è una lettura consigliatissima a tutti. Non solo a chi è innamorato del cielo e dei suoi protagonisti, bensì a tutti coloro che sono innamorati, oppure hanno bisogno di innamorarsi, della Vita. Sono grata all’autore, tra le molte altre cose, per le parole riportate in seconda di copertina, destinate a rimanere impresse nella mia memoria:
“Queste pagine sono una dichiarazione d’amore. Se scrivo, è per provare a spiegare perché il volo fa innamorare così tanto e, soprattutto, perché è così bello quando siamo ricambiati. Ancora, scrivo perché librarsi in aria riempie come nessun’altra cosa; perché, da lassù, tutto sembra più chiaro – fuori e dentro di noi; perché anche le cose e le persone più lontane, all’improvviso, ci appaiono più vicine; e perché ogni cosa sembra trovare un senso, più autentico, più alto, più profondo.”.
Il volume è composto da 184 pagine ed è venduto al pubblico al prezzo di 17 Euro.
La copertina plastificata, riportante un primo piano dell’autore, non suscita in sé e per sé grandi emozioni, né positive, né negative.
Al di là delle eccellenti capacità individuali dei singoli membri, la vera forza della PAN è il collettivo: dieci piloti che si muovono in aria a distanze millimetriche pressochè all’unisono a dimostrazione che l’unione fa davvero la forza. E questa immagine con gli MB-339 PAN al parcheggio, rigorosamente allineati, intende costituire l’immagine simbolo di un reparto di volo che costituisce, senza possibilità di smentita, il fiore all’occhiello della AMI nonchè il miglior biglietto da visita del nostro Paese nel mondo (foto proveniente da www.flickr.com)
La tipologia della carta utilizzata per la stampa è buona, il carattere tipografico è standard, il lavoro di editing e correzione bozze è stato ben fatto, non si riscontrano errori.
Il testo è accompagnato da una buona dose di immagini a colori, alcune delle quali sono veramente pregevoli.
Recensione di Angelarosa Weiler.
Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.
L'unico sito italiano di letteratura inedita (e non) a carattere squisitamente aeronautico.
Aforismi
Vola solo chi osa farlo.
(Luis Sepùlveda)
www.frasi.net
Q.T.B.
PILOTA: Non passa in Sollfar da vario elettrico. MECCANICO: la commutazione da vario a solfahrt è possibile solo ponendo il selettore AUTO/SC sulla posizione V: solo allora è attivo il comando remoto sulla cloche
(Suggerita da Big Mark)
Check-In
PASSEGGERO chiede info su voli destinazione Palermo HOSTESS: Signore, con quale compagnia preferirebbe viaggiare? WindJet, Ryanair o Alitalia? PASSEGGERO: E che ne so io? ... Wind, Tin, Vodaffonn, basta che arrivano a Palemmo!