Emozioni in volo

titolo: Emozioni in volo

autore: Claudio di Blasio

editore: Ali ribelli

anno di pubblicazione: aprile 2020

ISBN versione cartacea: 978-88-33465-70-8





In rigorosa osservanza del vecchio adagio popolare secondo il quale non c’è due senza tre, anche Claudio di Blasio, ha dato finalmente alle stampe – non senza difficoltà – il suo terzo travaglio narrativo, pardon … romanzo. Così dopo “Ali di fantasia”, mirabolante tomo di esordio e “La mia parte di cielo” raro esempio di narrativa recidiva, abbiamo la fortuna di leggere già da qualche ora il suo ultimo libro, ancora profumato di inchiostro fumante, “Emozioni in volo”.

Enunciato il titolo, non occorre certo una particolare arguzia per intuire che si tratta di un volume dai contenuti fortemente aeronautici e – precisa il nostro servizio di intelligence – dai risvolti morbosamente autobiografici. D’altra parte chi, come Claudio Di Blasio, emana dalla pelle vapori di kerosene, ha l’incedere pendolante di un elicottero, cerca nel sonno il comando del ciclico e del collettivo o esegue i controlli preaccensione quando carica la moca del caffè, … beh, cosa c’era da aspettarsi? Non certo un trattato sugli effetti terapeutici del ginkgo-biloba, non vi pare?

In effetti, giunti all’ultima pagina del romanzo, possiamo affermare che in questo libro di emozioni se ne vivono in quantità industriale. Intendiamoci: questa è un’opera letteraria che non nuoce gravemente alla salute dei cardiopatici o dei “terricoli” facilmente impressionabili, al contrario. Se c’è un libro che giova a tutti coloro che sono effetti da “aerite” acuta, beh questo è proprio il volume di Claudio di Blasio. Purtroppo non viene riconosciuto come presidio medico dal Servizio Sanitario Aeronautico e dunque per goderne di una dose a ciascuno verrà chiesto di accendere un mutuo ragionevole di 14 euro per la versione in pergamena (cartacea) e 3,49 euro per quella eterea (ebook).

Uno degli elicotteri più armoniosi nelle forme mai costruiti al mondo è l’italiano Agusta A109 alla cui famiglia appartiene questo esemplare AW-109N Nexus (versione dell’A109E con motori PW207C e modifiche a rotore principale, trasmissione e cellula, con nuova avionica) sviluppato appositamente per l’Arma dei Carabinieri che, al momento, ne ha in servizio 17. In realtà sono ben 48 gli elicotteri della serie A109 utilizzati al momento dalla Benemerita (26 esemplari A109A/A-II e i 3 soli esemplari A-109E Power peraltro impiegati per il trasporto VIP) costituendo così il nerbo principale della flotta a disposizione del Servizio Aereo Carabinieri.

Quanto al volo … beh in questo tomo ce n’è tanto, in tutte le stagioni e in tutte le possibili combinazioni meteorologiche, di giorno come pure all’alba o fino al tramonto inoltrato, in montagna come sul mare aperto. Ovviamente in elicottero. Perché se in “Emozioni in volo” di monotonia si può parlare, ebbene è relativa solo al tipo di macchina volante protagonista: gli elicotteri, appunto, solo e unicamente elicotteri. D’altra parte nessuno è perfetto, men che meno l’autore che, giunto alla venerabile età della pensione, non ha trovato di meglio da fare che raccontare alcuni episodi della sua millenaria carriera di tecnico di volo per la Benemerita. E non solo … perché sono conditi da una serie di gustose barzellette (sui Carabinieri, ovviamente), nonché brevi stralci di vita familiare o vicissitudini da libera uscita. Il tutto in un’alternanza strategicamente vincente.

L’Agusta Bell AB-206, nome commerciale Jet Ranger, è l’elicottero protagonista di alcune avventure, ops, emozioni in volo, vissute da Claudio di Blasio e dunque dai lettori del suo libro. Si tratta di una vera e propria famiglia di elicoteri giacchè, progettato negli anni ’60, il Jet Ranger è stato migliorato e modificato più volte nel corso della sua vita industriale dando luogo a numerosissime versioni sia civili che militari, anche biturbina e fino a 7 posti ma sempre con rotore a due pale. Ne sono stati costruiti migliaia di esemplari che sono stati e sono tuttora utilizzati nei quattro angoli del pianeta per gli usi più disparati: dal controllo del traffico stradale, le riprese aeree per i network affamati di immagini in diretta, elitaxi e così via. L’Arma dei Carabinieri, stando ai registri storici, ne ha ricevuti ben 42 esemplari a partire dal 1973 ma ad oggi risultano tutti radiati dopo anni di onorato servizio e di attività piuttosto logorante. Per la Benemerita l’AB-206 ha costituito per anni la spina dorsale del suo Servizio Aereo tanto che è manifesto l’affetto nutrito da piloti e manutentori, autore del libro compreso, nei confronti di questo onesto quanto prezioso compagno di lavoro, Se ne possono ammirare diversi esemplari ottimamente conservati in aeree museali come Volandia o a Pratica di Mare. Niente male per questo elicottero leggero, inizialmente monomotore con soli 5 persone a bordo, progettato per rispondere ad una richiesta dell’US Army e clamorosamente scartato. In seno all’Arma dei Carabinieri l’AB-206 è stato recentemente sostituito dagli Hughes NH-500 acquisiti con l’inglobamento degli esemplari dell’ex Corpo Forestale dello Stato (fotgrafia rapinata da Claudio di Blasio a un suo collega)

In effetti il pretesto iniziale del romanzo è la cronaca, minuto per minuto, dal risveglio fino a notte profondissima, dell’ultimo giorno. Sì, avete letto bene: l’ultimo giorno. Quello di lavoro.  Perché, cosa avevate immaginato? Perfidi! … praticamente prima di lasciare in modo definitivo il servizio attivo per raggiunti limiti di età.  E sarà tutto un rimestare nel pozzo dei ricordi, uno scorrere disordinato di tanti esempi di varia umanità: commilitoni, mariuoli, donne vogliose e cani dal fiuto prodigioso.

Nel corpo centrale del romanzo quel marpione dell’autore ricorre invece a un sottile stratagemma: confessa letteralmente i suoi inizi di vita in divisa! A chi? Non ci crederete: a una vecchia macchina da scrivere sull’onda emotiva di una preannunciata senilità con perdita della memoria a lungo termine. E anche in questo caso avremo modo di perderci nei ricordi teneri e talvolta dall’alto tasso erotico di una giovinezza anagrafica, oltre che professionale, un cui gliene capitano, eccome gliene capitano al nostro protagonista-autore!

L’Agusta bell AB-47 G3B1 è stato il primo elicottero a entrare in forza presso l’Arma dei Carabinieri. Era il lontano 1966. Vi rimase fino al 1977. In realtà il progetto risale alla fine del ’45 ed è annoverarto come il primo elicottero occidentale ad essere stato certificato per uso civile giusto nel ’46. Ne sono state costruite diverse versioni ma quella più affascinante è quella G, qui ritratta, che era contraddistinta per avere un lungo traliccio di coda a vista e una cabina biposto (forse triposto nella versione migliorata) contenuta entro una enorme bolla di plexiglass. Naturalmente era propolso da un unico motore alternativo a combustione interna (no turbina) raffreddato ad aria posto verticalmente, con l’albero motore collegato al rotore principale. I serbatoi della benzina avio erano esterni sebbene fossero un minimo sagomati aerodinamicamente. Un elicottero pressochè identico a quello ritratto (ma con identificativo CC14) è conservato in perfette condizioni presso il museo VOLANDIA di Milano Malpensa.

Insomma – detto fra noi – leggendo “Emozioni in volo” ficcheremo il naso, i bronchi e pure i polmoni negli affari di Claudio ma s’è l’è cercata lui … d’altra parte c’è chi manifesta al mondo intero il luogo in cui è andato in vacanza o il cibo che ha ingurgitato a cena e chi, come Claudio, si è concesso una seduta speciale di autoanalisi retrospettiva, volgarmente chiamata: autobiografia. Il bello è che lui si diverte a scriverle certe nefandezze di gioventù e noi, curiosi all’inverosimile, lì a goderne lussuriosi.

In effetti, rispetto ai due precedenti romanzi, l’incedere narrativo di Claudio Di Blasio si è fatto meno incerto, se vogliamo meno monotono, più letterario. E non è poco, credeteci. Perché scrivere per anni rapporti di servizio o relazioni tecniche nel linguaggio tipico nell’ambiente delle forze dell’ordine lascia dei segni indelebili in chiunque, anche nel più talentuoso o nel più estroso dei sedicenti autori con la divisa indosso.

Avete presente le paperette che imparano sin da piccole a seguire un tizio con gli stivali rossi? Ebbene da grandi, come se nulla fosse, voleranno accanto a un delta a motore con la vela rossa. Ecco: non vogliamo dare della “paperetta” al nostro Claudio, no, certo che no … però lui ha volato per talmente tanti anni in formazione scalata a “V” che ora gli rimane difficile volare da solo in tondo come un falchetto. Nello specifico, egli è passato dalla metrica di un verbale di impiego o di una denuncia di avaria alla narrativa, quella libera, assolutamente emozionale. Non si tratta di un vero miracolo?

E infatti Claudio c’è riuscito quasi completamente tanto che in questo romanzo unisce in modo gustoso il discorso diretto e quello indiretto, personaggi ed episodi dinamici con riflessioni, emozioni e battute fulminanti.

Qui ritratto uno degli elicotteri modello AB- 412 (alcuni AB-412HP, altri AB-412EP e AB-412SP) in servizio tra le fila del Servizio Aereo Carabinieri cui si aggiungono in tempi relativamente recenti i 18  esemplari provenienti dall’ex Corpo Forestale dello Stato.  Dati numerici validi con beneficio del dubbio, salvo errori. Dalla sigla AB-412 si ricostruiscono diverse informazioni relative a questo elicottero: fu progettato dalla americana Bell (B) e costruito su licenza dalla italiana Agusta (A), ha un rotore a 4 pale (4) ed è l’evoluzione migliorata del capostipite AB-212 da cui deriva. L’AB-412 è considerato un elicottero dall’architettura costruttiva convenzionale ed è propulso dalla famosa coppia di turboalberi Pratt & Whitney Canada PT6T. 

La sua prosa è perciò piacevole e solo in alcuni tratti possiamo trovare lunghe descrizioni in terza persona, traccia dell’antico retaggio professionale. Ovviamente non mancano le espressioni tecniche tipiche del mondo aeronautico ma nulla di così indigesto per chi non mai masticato prodotti lessicali provenienti da quell’universo. A questo scopo ci sono dei digestivi fulminanti costituiti da note a piè pagina oltremodo utili. Dunque non avete alibi!

D’altra parte – e speriamo che i lettori di Claudio di Blasio non ce ne vogliano – questo tipo di testo rimane un genere di nicchia, ossia riservato a pochi appassionati di volo o agli amici minacciati fisicamente dall’autore. Diciamocelo in tutta onestà: “Emozioni in volo” non sarà mai un best-sellers che frotte di lettori/lettrici si litigheranno sotto l’ombrellone o che sbirceranno l’un l’altro i pendolari in autobus, né sarà stampato in decine di migliaia di copie contraffatte … e forse per questo che – a maggior ragione – occorre sottolineare la perseveranza di Claudio nell’averlo scritto e nell’editore ALI RIBELLI nell’averlo pubblicato.

Ecco, venendo all’editore, concedeteci una piccola deviazione su strada sterrata.

Ora vi chiedo: come si fa a trovare un editore – ALI RIBELI si chiama – con un nome che è tutto un programma? Comprendiamo che Claudio abbia ancora delle aderenze con i servizi informativi dei Carabinieri, ma a scovare un editore con siffatto nome riuscirebbe solo il KGB! Ne convenite? Claudio può.

Un’altra bella immagine che ritrae un Agusta A109 probabilmente prossimo all’atterraggio o appena decollato giacchè è visibile il carrello. Il carrello retrattile è infatti una caratteristica peculiare che rende particolarmente filante la linea dell’A109 nonchè ragguardevole velocità massima di quasi 300 km/h.

ALI RIBELLI è una contraddizione nei termini … ma ve lo immaginate l’ala che si ribella alla fusoliera? Che potrebbe fare? … staccargli i longheroni? La semiala destra si dissocia dallo stabilizzatore e quella sinistra entra in sciopero contro il radome? C’è del fantascientifico in questo nome!

A parte gli scherzi, lasciateci esprimere una nota di lode nei confronti di questo editore, temerario, non c’è che dire. Non tanto per aver pubblicato “Emozioni in volo” (che già meriterebbe la nostra riconoscenza) ma di averlo fatto praticamente “a gratisse” e, per giunta, a un prezzo di copertina onesto. Di questi tempi …

Tenete conto che i precedenti libri dell’autore sono stati pubblicati adottando la soluzione del self-publishing, termine elegante per dire brutalmente: paga l’autore per vedere stampato e distribuito (forse) il suo libro.

Lode dunque a questo giovane editore che ha creduto in Claudio di Blasio il quale, oltre ad aver risparmiato in sacco di quattrini – confessa! -, ha ricevuto una botta clamorosa alla sua autostima di scrittore. E ora chi lo terrà più? Starà già scrivendo il quarto libro! Come minimo. Se non due in contemporanea!?

E’ pur vero che nell’ampia collana editoriale di un editore che ha un nome così aereo, “Emozioni in volo” è il primo vero volume a carattere aeronautico disponibile (fatto salvo per “Forse che sì forse che no” di D’annunzio). E’ altrettanto vero che un editore dalla vocazione dichiaratamente aerea e che ha la propria sede a Gaeta, città laziale in riva all’omonimo golfo e priva di un qualsiasi straccio di aeroporto o aviosuperficie che dir si voglia, è per forza un temerario, un’anticonformista stile sessantottino. Ne convenite? Onore dunque ad ALI RIBELLI.

Rientriamo in autostrada.

Il carattere tipografico scelto dall’editore (e non certo dall’autore) è adeguato, ben leggibile sebbene avremmo gradito una dimensione più generosa (considerata l’età media dei lettori). Ad ogni modo ha delle dimensioni minime sindacali che hanno comportato uno sviluppo di ben 246 pagine: non poche per un libro di un autore emergente. Noi rimaniamo dell’avviso che la carta costa – è vero – ma la vista dei lettori non conosce prezzo! Magari alla prossima ristampa scegliamo un font un pelo più grande, vero, editore?

Premessa la buona qualità della carta utilizzata (leggermente crema, opaca e di buona grammatura), il lavoro di impaginazione del volume risulta tradizionale, professionale. Oseremmo dire: onesto.

Un’altra bella immagine di un AB-412. Si tratta di un elicottero multiruolo medio bimotore (a turbina) con rotore quadripala entrato in servizio nel 1981. Secondo i dati statistici, La Benemerita acquisì 35 esemplari di questo modello a partire dal 1984 ma, al momento, ne risultano operativi 30. Si tratta di un aeromobile di notevole potenza, versatile, ottimo per l’impiego anche di trasporto truppe quali il Reggimento carabinieri “Tuscania”, gli Squadroni “Cacciatori” e il Gruppo di intervento speciale (i famosi G.I.S.)

Certo ci saremmo aspettati qualche colpo di originalità da parte di chi ha curato il volume, al secolo Sara Calmosi, magari di quelli che fanno esclamare “uaooo” al lettore (giusto per intenderci) e invece … tutto tranquillo, nessun sussulto.

Esempio: se la parte del testo, nella finzione letteraria scritto con l’ausilio della macchina da scrivere, fosse stata stampata con un carattere tipografico tipo “courier”, ossia tipico delle vecchie macchina da scrivere, ne avrebbe giovato la verosimiglianza della narrazione. Peccato. Magari nella prossima edizione? Patteggiamo almeno il corsivo?!

Altro esempio: perché non chiedere a qualche ex carabiniere, ovviamente pilota, di scrivere una prefazione/postfazione? Anche in questo caso avrebbe impreziosito con un bel cameo il gioiello regalatoci dal buon Claudio di Blasio. Non ultimo ci avrebbe confermato la bontà di quanto da lui scritto. E se fosse tutto un’enorme barzelletta? Almeno avremmo letto un’altra campana, non trovate?

Nutriamo ugualmente qualche riserva per la copertina. Ci domandiamo e vi domandiamo: possibile che l’autore/editore non avessero disponibile una foto più radiosa di quella che hanno utilizzato per la facciata del volume? Già la livrea dei mezzi utilizzati normalmente dai Carabinieri (automobili, o elicotteri che siano) è proverbialmente scura – ma di questo non possiamo certo farne loro una colpa – in più lo scatto è avvenuto in controluce e, per giunta, col cielo grigio e con il soggetto lontano … Risultato? Una fotografia triste, quasi in bianco e nero, anonima.

L’Agusta A-109  costituisce è il classico esempio di successo tipicamente italiano del tutto insperato. Il progetto nacque alla fine degli anni sessanta come elicottero monomotore per uso civile
Il primo prototipo volò nel ’71 ma il primo esemplare di produzione effettuò il primo volo solo a metà degli anni ’70 a causa di una lunga messa a punto. Dopodichè, nel 1976, iniziarono le consegne che, ad oggi, non sono ancora cessate. Il prodotto ebbe da subito riscontri di vendite incoraggianti e venne impiegato in molti ruoli oltre a quello del trasporto leggero, come per esempio eliambulanza e ricerca e salvataggio. Nel corso del suo naturale sviluppo è  poi diventato bimotore, con turbine  più potenti e avionica che permette la condotta strumentale a un solo pilota. Ufficialmente avrebbe dovuto chiamarsi “Hirundo“, nome latino attribuito alla rondine, ma il nome  non è mai piaciuto granchè tanto che lo si conosce universalmente come A109. Al momento sono disponibili le versioni: Power, Élite e Grand (ques’ultima con fusoliera allungata)

Ora – l’editore/autore/fotografo ci perdonino … ma la copertina di un Libbro (con la “L” maiuscola e la doppia “B” che fa da rafforzativo) non dovrebbe essere lo specchietto per le allodole? … sempre ammesso che i potenziali lettori siano assimilabili a delle allodole. Vabbè, lo scopo del libro non è quello di procacciarsi le allodole … e allora vogliamo parlare di piccioni? Ebbene qui hai voglia a mettere giù fave per prendere qualche piccione!

Per questo motivo vorremmo lanciare un appello disperato all’editore: “Editore, ella reca il nome di ali mai dome, sempre controcorrente, avverse agli stereotipi, avulse alle convenzioni … ci spiega che c’azzecca ‘sta foto? Per pietà … la cambiamo alla prossima ristampa?”. L’autore le sarà riconoscente con un bacio appassionato (sulla guancia) e noi le proporremo tanti altri autori “ribelli” provenienti dal nostro premio RACCONTI TRA LE NUVOLE. Ci sta?

Se la I di copertina crea qualche instabilità al nostro sistema linfatico, viceversa la IV di copertina costituisce un vero toccasana perché, secondo i canoni tradizionali, sarà possibile leggere una sinossi del volume assai efficace nonché una breve biografia dell’autore (non spudoratamente romanzata come dentro al libro).

La IV di copertina del libro di Claudio di Blasio dalla quale si evince il contenuto del libro e la biografia dell’autore.

Per concludere: questo è un libro che noi abbiamo comprato con piacere e per affetto. Per piacere perché è uno dei pochi volumi in lingua italiana in cui si parla di elicotteri, di aviazione e di Carabinieri tutto assieme nello stesso contenitore; per affetto perché, ricorrendo una frase di pippobaudiana memoria: “L’ho scoperto, io Claudio di Blasio, l’ho scoperto io!” nel senso che questo autore si è temprato nella grande forgia del principe dei premi letterari a tema aeronautico (anche perché è l’unico) che è appunto RACCONTI TRA LE NUVOLE. Di partecipazione in esclusione, di premiazione in pubblicazione nel nostro grande hangar, egli si è trasformato da trancio di metallo appena sagomato a una lama sempre più lucente, affidabile e resistente. Speriamo che non perda il filo!

Ma non è con una speranza che intendiamo chiudere questa recensione bensì con una domanda: premesso che ormai la sua vita ce l’ha raccontata nei minimi dettagli, Claudio di Blasio … di cosa scriverà nel prossimo libro? … degli effetti terapeutici del ginkgo-biloba? Nooooo.





Recensione e didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR

Fotografie prelevate da Flickr


La mia parte di cielo

Ali di fantasia





 

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