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Mio nonno

liberator B24La II Guerra Mondiale raccontata dagli occhi di un reduce di guerra arruolato nella Regia Aeronautica grazie alla sua profonda passione per gli aerei.

A scavare nella sua memoria è Simona, la nipote ventiduenne, alla quale è affidato dal suo professore il compito di redigere una tesina sul conflitto più distruttivo della storia contemporanea.

Il protagonista del lavoro è proprio suo nonno e il suo importante vissuto bellico, fatto ancora una volta di aerei e campi di prigionia.


Narrativa / Medio-breve Inedito; ha partecipato alla IV edizione del Premio fotografico/letterario “Racconti tra le nuvole” – 2016; in esclusiva per “Voci di hangar”

Manca poco

helicopter neroE’ con queste poche parole che l’autore sintetizza il contenuto del suo racconto:

Una passione che diventa follia. Il desiderio di fare qualcosa di memorabile. La scelta senza ritorno.

Da una tragedia purtroppo reale.

In effetti si tratta di un testo che merita una sinossi ben più corposa di questa. Come Redazione del sito VOCI DI HANGAR, ci teniamo a precisarlo e, in qualità di co-organizzatori della IV edizione del Premio fotografico/letterario “Racconti tra le nuvole” cui questo testo ha partecipato, ci teniamo addirittura a proclamarlo ad alta voce. Ma tant’è.  Così il suo creatore l’ha liquidato e così dovremmo presentarlo, nostro malgrado.

Premesso che detta composizione non ha avuto accesso alle fasi finali del Premio, sappiamo per certo che ha scatenato pareri molto discordi e dunque valutazioni controverse da parte di coloro che hanno composto la giuria del Premio. Non fosse altro per il tema di  recente attualità  che è il fulcro del racconto: un evento luttuoso di una crudeltà e un’assurdità che non si giustifica se non con uno stato mentalmente instabile dell’autore del gesto folle, appunto.

Ma permetteteci di rassicurarvi: non è nostra intenzione svelarvi il contenuto di questo racconto perchè ne svilirebbe il valore letterario nè vogliamo fornirvi troppe informazione a margine … tuttavia permetteteci di suggerirvi una riflessione circa l’originalità del punto di vista della voce narrante, la verosimiglianza del pensiero deviato del protagonista ricreato o comunque “ricostruito” da Alessandro Berardelli che – occorre riconoscerlo – riesce a creare il possibile processo logico squilibrato eppure ineccepibile (per alcuni versi) del personaggio unico del racconto.

Forse una nota a margine o un finale leggermente diverso avrebbero comportato un diverso giudizio da parte dei giurati del Premio, ad ogni modo, per quanto possa confortare l’autore, a noi è piaciuto. E non poco. Peccato che non sia stato inserito nell’antologia 2016 del Premio … ma questa è la nostra fortuna giacchè VOCI DI HANGAR ha il privilegio di ospitare “Manca poco ” in assoluta esclusiva.

Non aggiungiamo altro se non che attendiamo fiduciosi i commenti dei lettori.

 



Narrativa / Breve Inedito; ha partecipato alla IV edizione del Premio fotografico/letterario “Racconti tra le nuvole” – 2016; in esclusiva per “Voci di hangar”

Il maestro e la ballerina

fokker dr1Piedi, che li voglio se ho ali per volare? (Frida Kahlo, Diario, 1944-54)

Se per Frida Kahlo, pittrice messicana di matrice surrealista rimasta per molto tempo immobile a letto a causa di un grave incidente, le ali sono ciò che permette di superare i limiti dei piedi … in questo racconto in realtà – oltre alle ali e al volo – anche i piedi sono importanti: perché sono la base del ballo. Un ballo speciale: il tango, che nasconde al suo interno seduzione, mistero, e sorprendenti rivelazioni.


Narrativa / Breve Inedito; ha partecipato alla II edizione del premio letterario “Racconti tra le nuvole”, 2013-2014; in esclusiva per “Voci di hangar”

 

La mia AeroNatica

aeroplano corsairRivive la grande avventura e disavventura dell’autore, felice d’essere vincitore del concorso per allievo ufficiale pilota in Aeronautica Militare, un sogno poi infranto prima ancora di volare da una inesistente malattia, diagnosticatagli in infermeria.

Prima d’essere rimandato a casa (dove, trascorso il periodo di “ferma”, gli fu recapitato per posta il congedo militare) ottenne dal Comandante di Gruppo il magnifico regalo di un volo col favoloso Texan T6. Riuscì poi a diventare pilota civile a spese sue!

Il titolo non è errato: si riferisce al primo episodio in cui gli allievi anziani entrarono di notte in camerata e accettò, sorridendo, la vecchia tradizione d’avere il “sedere” spazzolato con lucido da scarpe. Chi si rifiutò fu debitamente spazzolato tante altre volte ancora!


Narrativa / Breve Inedito; ha partecipato alla II edizione del premio letterario “Racconti tra le nuvole”, 2013-2014; in esclusiva per “Voci di hangar”

 

 

In manette falso chirurgo

Provvidenziale intervento dei CC sventa un tentato omicidio in sala operatoria Il fattaccio scaturito da futili motivi • Eroica crocerossina smaschera il mancato omicida • l’équipe medica salva la vita al pilota bersaglio dell’attentato • Richiesta la seminfermità mentale per l’imputato

 

Le manette sono scattate ai polsi di un noto pilota del Volo Libero Bergamo, responsabile di un grave atto criminoso che ha messo a repentaglio la vita di un collega ricoverato all’ospedale di Ponte San Pietro. Il figuro era già noto alle forze dell’ordine che in prece-denza lo avevano più volte arrestato per crisi isterica post volo, consumo di sostanze transgeniche, lamentele e mugugni prolungati e millantate quote inverosimili. Ma veniamo ai fatti. Un socio del VLB, del quale non possiamo fare il nome, viene ricoverato per un delicatissimo intervento chirurgico al setto nasale. La notizia è di pubblico dominio e dall’ombra scatta l’agguato. Un collega, sul cui nome gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo e che sembra in passato abbia avuto con lui motivi di attrito per questioni di precedenze in volo, decide di cogliere l’occasione per toglie-re di mezzo il rivale, ritenuto ingiustamente pericoloso. Da indiscrezioni raccolte tra gli investigatori, pare invece che non esistessero affatto questioni di precedenze in volo, ma che l’attentatore abbia agito mosso da rancori personali per essere stato più volte umiliato dalla vittima in termini di quota raggiunta e tempi di volo. Il legale dell’arrestato ha invece confermato la versione del cliente, suffragata sembra anche da testimoni oculari che per altri sarebbero invece vilmente prezzolati. Gli inquirenti hanno in più accertato come gli occhiali abi-tualmente indossate dall’atten-tatore non gli permettessero di distinguere in volo particolari importanti quali i colori delle vele e le distanze tra un para-pendio e l’altro. Si aggiunga poi la dipendenza dal consumo di sostanze transgeniche, deva-stante dal lato fisico e mentale, che ha indotto il soggetto ad un vero raptus di follia omicida. Cosicché il giorno dell’intervento il nostro si è introdotto in sala operatoria abilmente travestito da chirurgo, cappellino e mascherina a coprire i connotati del viso, ma dimenticandosi di spegnere il variometro che teneva ancora in tasca. Il campo magnetico generato da un improvviso “bip, bip” dello strumento ha messo in crisi le delicate apparecchiature della sala operatoria. I medici, nel verificare le cause dell’insolito guasto, accertavano, sbigottiti, come in sala una persona in più del numero previsto fosse insolitamente presente. L’astuto travestimento non traeva tuttavia in inganno una crocerossina che, incurante del pericolo, smascherava il chirurgo abusi-vo. Tempestivamente intervenuti sul posto, i militi dell’Arma ingaggiavano una violenta colluttazione con l’efferato criminale, mettendolo infine in condizioni di non nuocere. In serata, sbrigate le formalità di rito, questi è stato tradotto in carcere dove è in attesa di giudizio con rito abbre-viato. Il suo avvocato ha già preannunciato che si appellerà alla seminfermità mentale, ma il Gip ha fatto sapere che si può tranquillamente concedere anche quella totale. Nel frattempo la vittima era ancora del tutto ignara circa l’accaduto in quanto sottoposta ad anestesia, secondo alcuni, mentre per altri non c’era stato bisogno di alcuna anestesia perché il paziente era svenuto per paura dell’intervento fin dal giorno prima. Purtroppo le sue condizioni cliniche precipi-tavano e restava per una setti-mana in bilico tra la vita e la morte. Alla fine la tenacia dei medici, congiunta alle amorevoli cure della predetta crocerossina, ha avuto ragione di ogni malanno, tanto che in breve l’équipe medica ha sciolto ogni riserva sulla prognosi ed il paziente dimesso. Incredibile epilogo della vicenda: tornato a volare, il nostro ha dichiarato di ritrovarsi in possesso di nuove e prodigiose sensazioni, tanto che con una narice fiuta le termiche a chilometri di distanza, mentre con l’altra è in grado di prevedere le condizioni meteo con almeno tre settimane di anticipo. Nel frattempo il mancato omicida è stato scarcerato per buona condotta ed ha ottenuto il perdono dalla vittima, a patto che durante i voli futuri resti sempre dov’è stato fin’ora, vale a dire ai soliti 200/300 metri sotto di lui. Le forze dell’ordine traggono in arresto l’attentatore al termine di una violenta colluttazione.


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Gustavo Vitali