Archivi tag: In Evidenza

XIII Edizione Aquile – Ultimissime Premiazione

Logo Racconti Tra Le NuvoleXIII edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE”, 2025 – Sezione “Aquile”



COMUNICATO STAMPA

nr 7 del 23 settembre 2025



Come anticipato nei precedenti comunicati, confermiamo che la premiazione della XIII edizione del Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE – 2025, sezione Aquile, si terrà presso l’ISMA – Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (o Scuola di Guerra Aerea, secondo la vecchia denominazione) dell’Aeronautica Militare Italiana a Firenze, domenica 19 ottobre 2025 presso l’Aula Bosio, con inizio alle ore 11 anziché alle 11,30 giacché, l’AMI consentirà a chi vorrà tra i/le partecipanti alla premiazione di accedere alla mensa a partire dalle ore 13 fino e non oltre le ore 14.

Alle ore 14,30 (per chi vorrà) è stata organizzata la visita del complesso dell’ISMA.

L’AMI consentirà l’ingresso anche delle auto private dei/delle partecipanti e di accompagnatori/accompagnatrici oltre che familiari.

Trattandosi di un’area militare, sarà consentito l’accesso solo a coloro che avranno inviato all’indirizzo e-mail della Segreteria del Premio (raccontitralenuvole@gmail.com) le seguenti informazioni:

– Nome e cognome

– Data di nascita

entro e non oltre le 8,00 di lunedì 13 ottobre in quanto tali informazioni verranno inoltrate in modo cumulativo a cura della Segreteria del Premio direttamente al Comando dell’ISMA per i controlli e l’uso del caso.

Chi intende accedere con automobile al seguito dovrà aggiungere anche:

– targa dell’autoveicolo..

Non è richiesta copia del documento d’identità o della carta di circolazione tuttavia invitiamo i/le partecipanti di assicurarsi di disporre di almeno un documento d’identità valido in quanto è possibile un controllo da parte di personale di sicurezza dell’AMI all’ingresso del complesso.

I dati personali saranno cancellati dal pc della Segreteria non appena inviati al Comando ISMA, previa conferma di ricezione.

Ricordiamo che nel corso della cerimonia di premiazione si terrà l’ormai tradizionale competizione non competitiva di cravatte in tema aeronautico riservata agli uomini (autori o accompagnatori); a colui che indosserà la cravatta aeronautica più originale/elegante verrà consegnato uno speciale omaggio da parte degli organizzatori viceversa, per quanto riguarda le signore, la medesima competizione riguarderà preferibilmente un foulard o anche qualsiasi altro accessorio purché con riferimenti al mondo aeronautico. A colei che indosserà l’accessorio aeronautico più originale/elegante verrà consegnato uno speciale omaggio da parte degli organizzatori.

Ricordiamo che i membri della Segreteria raggiungeranno il luogo dell’evento già nel primo pomeriggio di sabato e, dovendo pernottare in quel di Firenze, hanno già prenotato alcune stanze presso il B&B Hotel Firenze Nuovo Palazzo di Giustizia. Al momento risultano ancora disponibili alcune stanze. Qualora fossero già terminate vi suggeriamo di rivolgervi al Mirage Hotel poco distante dal primo e dal luogo della premiazione.

Troverete i contatti degli hotel in questione in coda al presente comunicato.

Ricordiamo che la sera di sabato 18 ottobre, gli organizzatori nonché alcuni autori/autrici consumeranno una cena informale a menù libero presso il ristorante-pizzeria Bivio di Firenze situato in prossimità delle strutture alberghiere di cui sopra. Chiunque vorrà partecipare potrà farlo comunicandolo prima possibile all’indirizzo della Segreteria del Premio (raccontitralenuvole@gmail.com) in modo di organizzare al meglio la sala del locale.

Troverete il link del menù disponibile in coda al presente comunicato.

In occasione della premiazione autori e autrici potranno acquistare fisicamente dall’editore le copie dell’antologia che vorranno. Ovviamente a un prezzo promozionale riservato loro solo per l’occasione, dopodiché saranno comunque acquistabili presso il sito web dell’editore, le librerie on line e/o quelle fisiche.

Hanno già assicurato la loro presenza alla premiazione gli organizzatori e gli sponsor, buona parte di giurate/i ivi compresi l’autore del racconto vincitore di questa XIII edizione nonché le autrici/autore dei Premi speciali oltre che diverse/i finalisti/e.

Ci auguriamo che tutti gli autori/autrici possano essere presenti alla premiazione, ad ogni modo, qualora fossero impossibilitati, li preghiamo di comunicarci la loro intenzione di ricorrere a un/una loro delegato/a, diversamente la Segreteria del Premio provvederà a inviare la copia dell’antologia, il diploma di partecipazione ed eventuali premi speciali direttamente presso il loro domicilio, a titolo rigorosamente gratuito, nei giorni successivi alla premiazione.

A tutti i gli autori/autrici … auguriamo il nostro più sincero “in becco all’aquila” unito a un “arrivederci a Firenze”.

La Segreteria del Premio




Comunicato 07 2025 XIII edizione RTN_aquile premiazione bis




Riferimenti:

– albergo B&B Hotel Firenze Nuovo Palazzo di Giustizia, Viale Guidoni, 87 – Firenze, Tel 055-4376773, www.hotelbb.com, fi.giustizia@hotelbb.com

– albergo Hotel Mirage **** – Firenze, Via Francesco Baracca 231/18, Tel.: +39-055-352011, www.hotelmirage.it

– ristorante-pizzeria-braceria Bivio, via Pistoiese 2/r, 055-308653, https://www.qodeup.com/ristorantepizzeriaaloisius




Foto di copertina di Laura Stano – 2025, Nuvole – Citta di Castello (PG)

Elaborazione grafica della Segreteria del Premio

Oggi si vola!

titolo: Oggi si vola!

autore: Flavio Babini

editore: Distribuzione a cura dell’autore nel sito www.flaviobabini.com oppure su E-Bay  

pagine: 259

anno di pubblicazione: 2022

ISBN: 979-12-210-1358-0




“Oggi si vola!” è il primo di un quartetto di volumi a firma del colonnello Flavio Babini perchè, come ricorda l’autore, “Scrivere è come volare, sono la stessa cosa”. Parola di Antoine de Saint Exupèry. E il nostro colonnello ha sicuramente volato ma anche scritto molto. Di “Oggi si vola!” abbiamo apprezzato moltissimo, tra le altre, la presenza di alcuni capitoli assolutamente utili per entrare in confidenza con il mitico G-91Y in quanto descrivono le sue peculiarità tecniche, le differenze con la versione R ma anche le preziose “Riflessioni sul mancato successo”, “Il mio giudizio sul G-91Y” e “Curiosità durante l’impiego del G-91Y “Yankee”. Parole di Flavio Babini (foto fornita dall’autore)

Il padre è spesso un esempio da seguire per un figlio, una figura nella quale identificarsi, dalla quale trarre spunti per plasmare una personalità giovane e quindi vivace, flessibile, ma non ancora pienamente strutturata. C’è forse da stupirsi se il figlio di un pilota all’età di quattordici anni è già un accanito retaiolo e, non ancora maggiorenne, ha già in tasca un brevetto di pilota civile? L’ammissione al corso Orione 3° presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il programma di addestramento alla Scuola di Volo di Amendola, la combat readiness, il comando di una squadriglia, di un gruppo di volo, le missioni NATO … la sensazione è che tutto fosse già scritto nel genoma del Colonnello Flavio Babini. L’incontro con il G-91Y “Yankee” ha segnato l’apertura di una parentesi che si è chiusa dopo quasi un decennio per far posto a nuove frasi nell’attività di questo personaggio. Sì, nuove frasi, nel vero senso della parola. Parole ammucchiate in periodi, capitoli, libri. Il Colonnello Babini ha all’attivo ben quattro pubblicazioni: il romanzo di esordio, BUON VOLO MAGGIORE, seguito da un’antologia di racconti dal titolo IN BOCCA AL LUPO, MAGGIORE e da un thriller storico mozzafiato, ASSALTO ALL’EUROPA, seguito dalla sua più recente fatica letteraria, OGGI SI VOLA!, oggetto di questa recensione. OGGI SI VOLA! non è una semplice biografia, bensì una testimonianza. È un insieme di racconti, ventinove in tutto, in ognuno dei quali la penna descrive con minuziosa cura non solo i dettagli, ma anche e soprattutto le emozioni sperimentate in un volo speciale, talmente impressionante da lasciare un segno indelebile nella mente e nel cuore di un uomo che per un decennio ha realizzato il proprio sogno adolescenziale, quello di scrutare il mondo dall’alto sorvolando la Terra nell’abitacolo di uno Yankee.

“Il primo incontro con lo Yankee”. Cervia 1978. L’autore ha così classificato sinteticamente questo scatto che lo vede quasi accarezzare il velivolo accanto a lui. Si tratta di un velivolo Fiat-Aeritalia G-91 Y  e, a ben vedere, questo primo incontro deve essere andato più che bene! Nella preziosissima appendice del volume che ci fornisce numerose e gustose informazioni tecniche, l’autore spiega che: “ll G-91Y era familiarmente chiamato YANKEE perchè era dotato di un’unica presa d’aria che alimentava due motori affiancati e assumeva in fusioliera la forma della lettera Y che nell’alfabeto fonetico aeronautico internazionale corrisponde alla parola YANKEE”. In effetti l’amore che l’autore nutriva per questo velivolo è testimoniato dalla prima fotografia presente nel libro che lo ritrae nel 1970 a Torino all’età di 16 anni accanto a un G-91Y e poi, nella pagina immediatamente successiva, proprio questa.  Fu verò amore! (foto fornite dall’autore)

“In quegli anni, quando terminava una giornata di volo non vedevo l’ora di raccontare quello di cui gli occhi erano stati testimoni. Adesso, descrivendo le emozioni provate in quei voli, desidero condividerle con chi avrebbe voluto viverle in prima persona”.

Missione compiuta, Colonnello! La promessa contenuta nel titolo di quest’opera letteraria risulta mantenuta dalla prima all’ultima pagina. Riga dopo riga, frase dopo frase, racconto dopo racconto, l’impressione è quella di essere lì, in presenza, dal decollo all’atterraggio, nel cockpit di un cacciabombardiere che vola a bassa quota dalle Alpi alla Sicilia. Il motto del 101° Gruppo “Saettando nel cielo con la passione nel cuore” rimbalza dalla memoria emotiva di Flavio Babini agli occhi del lettore, per scivolare poi in un lampo sino al cuore di quest’ultimo. Intendiamoci: non troverete qui un’esaltazione della vita del pilota militare come esperienza gloriosa fine a se stessa, né una collezione di scenari fantastici in cui l’aviatore comanda un jet militare alla stessa stregua di un eroe cinematografico. Leggerete entusiasmi, ilarità, sorpresa, stupore e meraviglia, abilità, competizione e gioia di volare, ma anche paura, disagio, incertezza, smarrimento. Vedrete una mano che scorre sulla fronte per liberarla dal sudore al termine di un’occorrenza estrema. Sentirete qualcosa di strano in gola; si tratta del cuore di un pilota che si è spinto al limite delle proprie capacità per fronteggiare una situazione imprevista.

Come nella migliore tradizione editoriale, la IV di copertina di “Oggi si vola!” contiene una breve anticipazione dei contenuti del volume mentre le note biografiche sono strategicamente collocate nel risguardo interno della copertina; il famoso aforisma di Antoine de Saint-Exupèry , “Scrivere è come volare, sono la stessa cosa”, è impresso nel risguardo interno della IV di copertina

“Ricordo che a un certo punto chiusi gli occhi, convinto di schiantarmi”.

Il simpatico quanto utilissimo segnalibro fornito assieme al libro e’ il chiaro sintomo della cura prestata dall’autore ai dettagli che fanno la differenza. Il volume è autoprodotto e venduto direttamente dall’autore attraverso il suo sito web personale. Egli, di suo pugno, verga nella prima pagina del libro una simpatica dedica per ciascun libro che lo rende unico e preziosissimo

Tra le pagine cadono qua e là tante goccioline; a volte si tratta di pioggia, a volte di acqua e sale. La Vita, quella vera, è fatta di tutto e del contrario di tutto, anche per un pilota militare. I film sono un’altra faccenda.

Il risguardo interno della copertina con le note biografiche. Inutile sottolineare che “Oggi si vola!” ha come protagonista l’autore e il Gina”  o “piccolo Sabre” (come i piloti dell’AMI solevano chiamare affettuosamente il G-91) con il quale ha condiviso anni di servizio e migliaia di ore volo. 

“Dalla torre di controllo avevano visto tutto ed erano rimasti impietriti, non riuscendo a dire nulla”.

Non per caso, questa antologia di testimonianze è corredata da una sezione dedicata all’importanza dell’elemento fondamentale che determina l’andamento di ogni azione compiuta nel mondo materiale, dal bere un caffè al bar all’alzarsi in volo per difendere il proprio Paese: l’essere umano. Sono il senso di responsabilità dell’individuo e la realizzazione della solidarietà nel gruppo che indirizzano il destino in un senso o nell’altro. Il comando si manifesta anche nel saper esaltare la responsabilità del singolo e la coesione dell’insieme. Non di sole emozioni in volo vive un pilota. In questo senso, la frase con la quale si conclude il capitolo dedicato all’argomento dice tutto.

Grazie alla fervida memoria dell’autore ecco la collocazione geografica/temporale di questa fotografia: “101° Gruppo alla fine degli anni ’80 del Novecento”. Numerose le fotografie (purtroppo solo in bianco e nero) che impreziosiscono il volume e che, neanche a dirlo, hanno per protagonista assoluto lo Yankee sebbene nell’ultima pagina del volume appaia un F-104 spurio (foto fornita dall’autore)

“Quel gesto educò tutti a considerare l’uomo come l’elemento più prezioso del Gruppo”.

“In volo tra cielo e nubi” è il titolo che l’autore ha attribuito a questo scatto mirabile. Certamente una gran bella fotografia che meriterebbe un poster tuttavia, ad oggi, il G-91Y appare ormai un dinosauro della storia dell’AMI. Entrato in servizio nel 1958 (nella sua prima versione R), fu definitivamente radiato nel ’92 dopo uno sviluppo e poteziamento che vide la sua massima espressione del progetto nella versione Y. Facilmente distinguibile dalla versione R per la presenza di un doppio propulsore, in realtà la versione Y aveva un maggiore carico bellico, una maggiore autonomia, una migliore avionica e una maggiore “sopravvivenza” in scenari di guerra (grazie al doppio motore) pur mantenendo le peculiarità che avevano reso la precedente versione un caccia di successo: le notevoli doti di volo in termini di manovrabilità, la facilità e i bassi costi di manutenzione, la velocità subsonica e la possibilità di operare con un supporto logistico minimo, talmente minimo che poteva decollare da piste semipreparate o brevi tratti autostradali grazie al carrello rinforzato e alla messa in moto con la famosa cartuccia esplosiva di cordite (foto fornita dall’autore)

Saper capitanare un’intera squadra richiede il medesimo impegno che il pilotaggio di un jet militare comporta, ma non solo: si tratta di maturare la capacità di trasmettere ai propri sottoposti, aviatori e non, quell’umiltà, quell’attenzione e quella consapevolezza dell’interdipendenza l’uno dall’altro che l’andar per aria insegnano. Volare è il sogno dell’essere umano, vivere il sogno, trasformarlo in realtà padroneggiandolo richiede una buona dose di sacrifici; al tempo stesso, si ricevono tante lezioni mirate a evitare di mettere in pericolo se stessi e il mondo oggettuale. Leggendo queste pagine, è inevitabile pervenire alla comprensione del perché la figura dell’aviatore è ammirata dai più. Il pilota non è un super-uomo, bensì un professionista addestrato a scindere la realtà dai miraggi e dalle illusioni, a decidere rapidamente, a volte sulla base di informazioni niente affatto esaustive, a non considerare esclusivamente la propria posizione, ma anche quelle altrui. Saper trasferire queste abilità e sensibilità a un’umanità avvezza a rimanere con i piedi per terra è il coronamento di un’esperienza di vita trascorsa tra cieli azzurri e nuvole. Il desiderio di piena realizzazione personale del Colonnello Flavio Babini che fluisce sulla carta attraverso l’inchiostro della sua penna è un dono per noi lettori. Il profondo senso di appartenenza alla fratellanza umana dell’autore, nonché il suo sguardo rivolto ancor più in alto di quel cielo che lui ha ben conosciuto, si apprezzano chiaramente alle pagine 219 e 220 di questa pubblicazione. Cosa raccontano? Non vi resta che leggere OGGI SI VOLA! per scoprire delle preziose verità.

Sembrerà una battuta di bassa lega ma questa è una fotografia scattata “al volo” dall’autore durante un volo. Rende l’idea della visione laterale che i piloti avevano a bordo del mitico G-91. Ed è  sicuramente la stessa immagine che si materializzò il 22 dicembre 1966 quando, come ricorda l’autore nell’appendice, il G-91Y fu  “pilotato dal collaudatore della Fiat Vittorio Sanseverino”. Ma quella è un’altra storia che avremo il piacere di leggere nel volume “Le nuvole sotto” a firma proprio di Sanseverino (foto fornita dall’autore)

Siete allarmati dal fatto che non avete la più pallida idea di cosa sia un jet militare, delle manovre che è in grado di compiere, delle sue prestazioni? Niente paura! Troverete fior di spiegazioni dettagliate a piè di pagina, concepite in modo perfetto, ma comprensibile anche per coloro che si stanno avvicinando all’aviazione con curiosità, ma senza cognizione di causa.

“Spero con questo libro di aver aumentato il numero degli appassionati del volo”.

Una splendida istantane ache ritrare uno “Yankee” in volo a bassa quota. Pilotare un jet (specie a bassa quota, in gergo BBQ) e scattare contemporaneamente una foto non è cosa affatto banale ma l’autore c’è riuscito egregiamente consentendoci di ammirare lo splendido paesaggio di sfondo nonchè le forme armoniose del caccia uscito dalla mente e soprattutto dalla matita del grande ingegner Giuseppe Gabrielli (foto fornita dall’autore)

Il manoscritto è corredato da una buona dose di materiale fotografico in bianco e nero e di alcuni disegni e schemi illustrativi, nonché da sei codici QR che rimandano alla visione di altrettanti filmati. È stampato su carta di buona qualità con carattere e formato tipico dell’editoria contemporanea. La copertina raffigura un’immagine consona al contenuto del libro, come le illustrazioni che frammezzano il testo. Spicca il titolo stampato in rosso. Nel complesso, l’impostazione grafica applicata al rivestimento del volume è allettante. La seconda di copertina contiene una succinta biografia del Colonnello Flavio Babini. Il prezzo di vendita al pubblico è pari a 18 Euro. Per l’acquisto, vedere la nota indicata nelle specifiche che precedono la recensione.

Massimo dei voti per quest’opera letteraria, nonché una speciale menzione di lode per la proprietà di linguaggio, lo stile fluido, la totale assenza di regressioni o digressioni, l’uso appropriato dei sinonimi. Il pregevole lavoro di editing rende la lettura del testo gradevolissima, un autentico piacere per la mente.





Recensione di Angelarosa Wieler.

Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.





XIII edizione Aquile – La premiazione

Logo Racconti Tra Le NuvoleXIII edizione del Premio letterario “RACCONTI TRA LE NUVOLE”, 2025 – Sezione “Aquile”



COMUNICATO STAMPA

nr 6 del 13 settembre 2025



Come anticipato nel precedente comunicato, confermiamo che la premiazione della XIII edizione del Premio letterario RACCONTI TRA LE NUVOLE – 2025, sezione Aquile, si terrà presso l’ Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (o Scuola di Guerra Aerea, secondo la vecchia denominazione) dell’Aeronautica Militare Italiana a Firenze, domenica 19 ottobre 2025 con inizio alle 11 e 30.

Non ci è ancora dato sapere quali saranno le modalità di accesso, né se sarà possibile usufruire della mensa ufficiali per il pranzo e se, come speriamo, ci verrà concessa la visita della struttura. Sarà nostra cura diramare tutte le informazioni del caso appena ci verranno fornite. Preghiamo gli autori/autrici finalisti di verificare periodicamente il sito del Premio (www.raccontitralenuvole.it oppure www.vocidihangar.it) e/o le pagine Facebook.

Inutile sottolineare che alla premiazione potranno accedere tutti gli autori/autrici partecipanti nonché i loro accompagnatori/accompagnatrici. Preghiamo di comunicarci al più presto la loro intenzione di partecipare alla cerimonia di premiazione e in ragione di quale numero all’indirizzo della Segreteria del Premio (raccontitralenuvole@gmail.com).

Non è previsto un abbigliamento particolare tuttavia per gli uomini avrà luogo l’ormai tradizionale competizione non competitiva di cravatte in tema aeronautico; a colui che indosserà la cravatta aeronautica più originale della cerimonia di premiazione verrà consegnato uno speciale omaggio da parte degli organizzatori. Idem per i foulard delle signore.

I membri della Segreteria raggiungeranno il luogo dell’evento già nel primo pomeriggio di sabato e, dovendo pernottare in quel di Firenze, hanno già prenotato alcune stanze presso il B&B Hotel Firenze Nuovo Palazzo di Giustizia. Al momento risultano ancora disponibili alcune stanze. Qualora fossero già terminate vi suggeriamo di rivolgervi al Mirage hotel poco distante dal primo e dal luogo della premiazione.

Troverete i contatti degli hotel in questione in coda al presente comunicato.

La sera di sabato 18 ottobre, gli organizzatori nonché alcuni autori/autrici consumeranno una cena informale a menù libero presso il ristorante-pizzeria Bivio di Firenze situato in prossimità delle strutture alberghiere di cui sopra. Chiunque vorrà partecipare potrà farlo comunicandolo prima possibile all’indirizzo della Segreteria del Premio (raccontitralenuvole@gmail.com) in modo di organizzare al meglio la sala del locale.

Troverete il link del menù disponibile in coda al presente comunicato.

In occasione della premiazione autori e autrici potranno acquistare fisicamente dall’editore le copie dell’antologia che vorranno. Ovviamente a un prezzo promozionale riservato loro solo per l’occasione, dopodiché saranno comunque acquistabili presso il sito web dell’editore, le librerie on line e/o quelle fisiche.

Ci auguriamo che tutti gli autori/autrici possano essere presenti alla premiazione, ad ogni modo, qualora fossero impossibilitati, possono inviare un loro delegata/o, diversamente la Segreteria del Premio provvederà a inviare la copia dell’antologia, il diploma di partecipazione ed eventuali premi speciali direttamente presso il loro domicilio, a titolo rigorosamente gratuito, nei giorni successivi alla premiazione.

A tutti i gli autori/autrici … auguriamo il nostro più sincero “in becco all’aquila” unito a un “arrivederci a Firenze”.

La Segreteria del Premio



Logo Racconti Tra Le Nuvole

Comunicato 06 2025 premiazione XIII edizione RTN_aquile





Riferimenti:

– albergo B&B Hotel Firenze Nuovo Palazzo di Giustizia, Viale Guidoni, 87 – Firenze, Tel 055-4376773, www.hotelbb.com, fi.giustizia@hotelbb.com

– albergo Hotel Mirage **** – Firenze, Via Francesco Baracca 231/18, Tel.: +39-055-352011, www.hotelmirage.it

– ristorante-pizzeria-braceria Bivio, via Pistoiese 2/r, 055-308653, https://www.qodeup.com/ristorantepizzeriaaloisius




Foto di copertina di Laura Stano – 2025, Nuvole – Citta di Castello (PG)

Elaborazione grafica della Segreteria del Premio

Volo di notte

titolo: Volo di notte

autore: Antoine di Saint-Exupéry

editore: Rusconi  

pagine: 96

anno di pubblicazione: 2016

ISBN: 978-8818030556




Passaggi obbligati

Nel 1921 Antoine de Saint-Exupéry ottiene il brevetto di pilota; cinque anni dopo la Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère lo assume come pilota per trasportare posta da Tolosa a Dakar. Nel 1930 è già direttore nonché pilota della Linea Aeropostale Argentina. Nel 1931 scrive Volo di Notte. Nel 1933 dopo la chiusura della compagnia, confluita nell’Air France, si dedica alla scrittura e al giornalismo ma allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si arruola con onore nell’Aeronautica Militare francese e durante un volo di ricognizione muore in un incidente aereo a 44 anni.

Benché “Il piccolo principe” sia universalmente considerato il libro di più grande successo di Antoine Saint de Exupéry, “Volo di notte” è un volume che, a partire dalla sua pubblicazione nel lontano 1935, ha goduto della pubblicazione da innumerevoli editori italiani. A seguire vi proponiamo perciò una carrellata di copertine, le più disparate, le più variegate, alcune anche di discutibile gusto. che si sono succedute nel corso degli anni. E’ il nostro modo singolare di sottolineare visivamente l’eccellente recensione di Rossana Cilli che non abbisogna di ulteriori commenti. La presente copertina è di Foschi editore 2017

Questo lo scarno ma doveroso riepilogo delle tappe salienti di una vita straordinaria, per la cui esauriente biografia si rimanda al bell’articolo di Massimo Conti presente su Voci di Hangar intitolato: “Antoine de Saint-Exupéry. La profonda meditazione del volo”.

Noi abbiamo un diverso compito: celebrare le memorabili pagine di Volo di Notte ovvero l’opera più nota di Saint-Exupéry (assieme, va da sé, al Piccolo Principe).

Mondadori 1932

Ma era importante almeno citare questi passaggi perché da essi già si comprende in quale contesto nasce il romanzo: vale a dire il periodo che vede lo scrittore e aviatore francese impegnato sulle linee aeropostali notturne da e per l’Argentina.

La trama

Mondadori 1959

Siamo negli anni Trenta, agli albori dei servizi di spedizione aerea. 

Fabien è un aviatore postale impegnato nella tratta latinoamericana delle spedizioni America-Europa. È in volo su un biplano; con lui il radiotelegrafista che aggiorna la compagnia sull’evolversi della spedizione. Il viaggio infatti è seguito a terra, nella sede della ditta, dal direttore Rivière. Durante un volo notturno però le cose si complicano, e l’aereo deve fare i conti con la rotta di un uragano. Un crescente pathos accompagna la parte finale in cui si accavallano i pensieri di Rivière, dell’ispettore Robineau e della moglie di Fabien, accorsa a seguire le concitate fasi finali del volo del marito.

Mondadori 1967

La recensione

Il libro è tra i più commoventi, profondi, dolorosamente raffinati e pittorici che io ricordi di aver mai letto; la sua scrittura, approdo di una cognizione densissima che non rinuncia al lessico dell’aviazione ma neanche alla poesia soprattutto in certe descrizioni ambientali, è ciò che lo rende capolavoro assoluto, con quel suo instaurare un tempo e uno spazio che risucchiano il lettore nelle loro peculiari dimensioni: la specialissima dimensione della notte, il tempo, e l’altrettanto specialissima dimensione dell’aria, lo spazio. Quello spazio “aereo” almeno in teoria precluso all’essere umano.

Rusconi 2017

Il nocciolo della storia sta tutto nella sfida del direttore Rivière e delle compagnie aeree dell’epoca di sfruttare i vantaggi economici dei voli notturni nonostante i limiti di una tecnica ancora pionieristica e piena di rischi. Ma è appunto la sfida il primo messaggio che lo scrittore francese vuole rappresentare, pensando al volo notturno come al nuovo limite da superare, le nuove Colonne d’Ercole.

Radio Londra edizioni

Qui il nuovo Ulisse, l’eroe, l’aviatore, ha una missione ben precisa: sfidare il rischio per ottenere un vantaggio rispetto ai suoi simili. Non solo il rischio di volare, che già non competerebbe all’uomo, ma quello di farlo perdipiù di notte.

Ecco allora che si definiscono anche gli altri messaggi del romanzo, soprattutto i valori che sottendono la sfida: il senso di responsabilità, la disciplina, l’obbedienza, il fatto che consegnare la posta sia missione essenziale. E qui corre l’obbligo di ricordare che il ponte tra Europa e America che idealmente tracciano questi voli postali è l’unica possibilità di rimanere strettamente “connessi”, come si dice oggi, con le persone care lasciate in Europa che hanno i tanti emigrati nelle Americhe, e viceversa. Gli aviatori di queste rotte sanno bene che il loro apparentemente banale carico di lettere e pacchi ha invece un significato e un’importanza senza eguali. Tanto che, ben consapevoli dei limiti tecnologici dei loro mezzi volanti, non indietreggiano di fronte alla possibilità di morire pur di compiere fino in fondo questo dovere. Così Fabien vola ogni notte forse incontro alla morte, e Rivière amministra la sua compagnia con durezza e rigore forse rasentando la spietatezza, mentre su tutta la vicenda aleggia una domanda destinata a rimanere senza risposta:

Mondadori 1987

benché la vita umana non abbia prezzo, noi operiamo sempre come se qualche cosa sorpassasse in valore la vita umana… Ma cosa?

Questo cosa rimane un mistero, come è un mistero perché, anche dopo la vicenda di Fabien, la vita della compagnia continua, e continuano i voli notturni.

Nell’impossibilità di dare risposta alla domanda non resta che ritenere che, dopotutto, ogni vita umana, se correttamente vissuta, cioè in tacita obbedienza al mistero che la muove e la determina, sia sempre un volo di notte, quasi cieco.

Mondadori 2015

Ecco la notte è l’elemento più suggestivo del libro. La scelta del volo notturno è una scelta economica, ma al netto di questa prima pragmatica motivazione, che riguarda in realtà solo la gestione delle compagnie aeree postali, la notte, per gli aviatori, è invece qualcosa d’altro. È il silenzio metafisico che può essere ascoltato interiormente, è una carezza impalpabile che mette in contatto l’uomo con Dio, la Natura, il sé stesso più intimo. La notte, in letteratura, se è una conquista che appartiene principalmente alle dinamiche del romanticismo tedesco, vede una sostanziale presenza anche in un certo romanticismo francese e, letto in chiave musicale, nell’identificazione totalizzante di Chopin per il quale la notte, ovvero il notturno come forma sonata, a un certo punto non è più materia musicale bensì esistenziale in quel suo lento e inarrestabile declinare della salute fissato nell’idea costante della morte. Ci piace pensare che per Saint-Exupéry il concetto di notte rimandi appunto all’uomo che contempla sé stesso e le cose che lo circondano immerso in una visione esteriore e interiore delle tenebre non viste come negazione della luce e del giorno, bensì come inevitabile passaggio di un cammino ciclico, un ripercorrere costantemente determinati passi in cui l’alternarsi luce/buio permette all’uomo di percepire cose, sensazioni, visioni che di giorno gli sono precluse. (rif. Andrea Bedetti, Chopin. NdA). La Notte è quindi la metafora, il racconto, la dimensione di quanto egli percepisce nelle tenebre, a cominciare dal bene più agognato e prezioso, quello incarnato dalla sfera del silenzio assoluto. O quasi. Quasi, perché il ronzio dei motori riempie, accompagna, completa la magia di quel silenzio e allo stesso tempo fa da colonna sonora alle lunghe traversate di questi uomini in quell’elemento tanto avulso dalla dimensione terrestre dell’uomo che è l’aria.

Mondadori

Così quando l’uragano spinge l’aereo fuori rotta, i contatti radio si interrompono, la scorta di carburante probabilmente si esaurisce, spengendo infine i motori sulle cime delle Ande, Rivière, impotente, capisce che quel silenzio divenuto improvvisamente assoluto, è il compimento di una probabile tragedia, e solo allora, di fronte al dolore della giovane e bella moglie di Fabien che segue accanto a lui ogni fase della tragedia, la sua intransigenza vacilla. Ma per poco, perché egli sa che se l’uomo vuole avanzare deve scontrarsi inevitabilmente con il suo destino e con la natura, e deve accettare quel senso del rischio che da un lato apre nuove strade, ma che dall’altro può rendere la vita stessa la posta in gioco. Cosa che i piloti hanno accettato e con essi le loro compagne. Emozionante il momento in cui la moglie di Fabien, giunta in ufficio, vive minuto per minuto il dramma del marito attraverso i silenzi e gli sguardi furtivi degli impiegati.

Mondadori 1985

Sono lontani gli anni dei pionieri del volo, ma questo libro – dai toni indubbiamente autobiografici – conserva integri il suo valore e il suo pathos grazie alla sua capacità, pur nella brevità del testo, di costruire una ricca polifonia di personaggi e punti di vista, di profondità dello sguardo nello scavare all’interno di ognuno di essi, e, soprattutto, di esprimere una morale di fondo che il suo primo recensore, André Gide, colse ed espresse come meglio noi non potremmo:

la libertà umana non sta tanto nella scelta, quanto nell’adempiere liberamente la missione che ci è stata assegnata.

Autobiografie

Bompiani 2020

E così siamo giunti agli aspetti autobiografici del libro. Sì ce ne sono e molti anche se amalgamati e rivisitati in mille sfumature.

L’Autore intreccia le proprie avventure con quelle dei suoi compagni di volo più stretti.

Il manoscritto, creato con carta intestata degli alberghi, con le mappe degli scali aerei, fatto di pagine volanti di formati diversi, vergate con quella calligrafia inclinata a destra che sembra dare il ritmo alla narrazione, rivela correzioni, cancellature, segue un ordine dettato da date e indicazioni geografiche della vita reale. È l’autore stesso a rimescolare i fogli, nell’intento non solo di alternare le vicende di cielo con quelle di terra, ma anche di ridimensionare il lato più autobiografico del testo. Finché il finale “aperto” consegna lui alla nicchia di eroismo e santità che si concede alla causa di certe morti premature, mentre al libro si assegnerà il prestigioso Prix Feminà.

Mondadori 1971

A rivisitare la sua autobiografia non è stato però solo lo stesso Antoine.

Di recente una grande scrittrice italiana, Romana Petri, ha riscritto la sua vita in un libro dal titolo intrigante, Rubare la notte (laddove in francese voler vuol dire volare ma anche rubare) che è andato in cinquina finale allo Strega perché – come recita la motivazione –  quel libro “sottrae finalmente la storia di Antoine  al rischio di una sterile e mitologica glorificazione e ci consegna un uomo diverso, complesso, stravagante, combattuto e profondamente contemporaneo… Errare, nella doppia accezione di andare alla ricerca e sbagliare, è un po’ la cifra della poetica del libro e coincide in parte con la vita e forse anche con la profonda instabilità emotiva di Antoine de Saint-Exupéry che si placava solo nel volo. Lui, che possiede l’etica del coraggio e della responsabilità, guida aerei scomodi e pericolosi per i quali il corpo è uno strumento, un’avanguardia esposta al pericolo di mille cicatrici. E Antoine de Saint-Exupéry è pieno di cicatrici, di ferite ed esiti dei tanti incidenti avuti”.

Passigli editore 2022

Ma come ritiene Rivière, lo scopo è forse discutibile, ma l’azione libera dalla morte, dal momento che solo l’avvenimento-in-cammino ha importanza.

Il libro e dintorni

Di Volo di notte si è interessata anche la musica, con l’opera omonima di Dallapiccola scritta nel 1937 per omaggiare il grande autore francese; naturalmente anche il cinema non poteva non occuparsene, anche se, ahinoi, troppo poco: un solo film americano del 1933 per la regia di Clarence Brown. Però una delle più grandi attrici americane, Khatarine Hepburn, appassionata di volo, fidanzata, finché non irrompe nella sua vita Spencer Tracy, con l’attore, regista, produttore, aviatore e fondatore della compagnia aerea TWA Howard Hughes, amava e usava una sola marca di profumo: “Vol de Nuit” di Guerlain, proprio in onore del suo mito Antoine de Saint-Exupéry…

Mondadori 1981

Dopo un po’ un libro letto lo si dimentica perché la mente si concentra su altro, questo però continua ad essere una carezza gentile su una creatura che non vedo da tanto tempo e che mi fa tenerezza se ci ripenso, se ripenso al posto di privilegio che gli davo anni fa nella vetrina del mio piccolo negozio …Come? Volete sapere dov’era il negozio?

Ma in Viale dell’Aeronautica, dove altro sennò!

La voce dell’Autore

Niente di ciò che possiamo dire/scrivere noi potrebbe mai eguagliare la voce forte e chiara, sommessa e allusiva di Antoine. Eccola.

Newton Compton 2015

Newton Compton

Sotto l’aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d’ombra nell’oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l’inverno non finiscono mai di restituire la loro neve….

Comincia così Vol de Nuit. Poi più avanti ne troviamo tante altre di perle letterarie. Ma tante che è davvero arduo ritagliarne alcune. Ci proviamo, ma vi invitiamo caldamente a regalarvi la lettura integrale di questo testo snello, avvolgente, emozionante, che, andando ben oltre la letteratura di genere (aeronautico in questo caso), con la sua scrittura potente e poetica, alloggia di diritto nella casa dei grandi classici.

La terra era costellata di richiami luminosi, ogni casa accendeva la sua stella di fronte alla notte immensa, così come un faro si orienta verso il mare. Tutti i luoghi che offrivano riparo a una vita brillavano già. E Fabien era incantato da quell’ingresso della notte, che questa volta sembrava quasi una entrata in rada, bella e lenta…

… Aveva patito così tanto la ricerca di una luce, che ora non avrebbe lasciato andare neanche la più confusa. Soddisfatto anche di un chiarore da locanda, avrebbe girato fino alla morte attorno a quel segno di cui era affamato. E ora saliva verso la luce…

Lei veniva timidamente a difendere i suoi fiori, il suo caffè pronto, la sua carne giovane… Anche lei scopriva che la sua era una verità del tutto inesprimibile in questo mondo così diverso. L’amore che si ergeva in lei era tanto appassionato, pieno di dedizione, quasi selvaggio, che le sembrava assumere qui un aspetto inopportuno, egoista. Avrebbe voluto fuggire via.

 … Tra qualche ora l’intera Argentina si sveglierà nel giorno, e quegli uomini rimangono là, come su un lido, davanti alla rete che lentamente tirano a secco e che non si sa che cosa contenga… 

Anni dopo un pescatore tirò anche lui una rete a secco. Lui lo seppe cosa conteneva: il braccialetto di Antoine de Saint-Exupéry, caduto enigmaticamente in mare nel cuore di una notte (!) del 1944… Ma che forza predittiva ha la letteratura!





Recensione di Rossana Cilli.

Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.






Volo di notte

Volare alto

Anteprima(si apre in una nuova scheda)AggiornaArticolo aggiornato.

titolo: Volare alto – Appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori

autore: Jan Slangen

editore: La Nave di Teseo

pagine: 184

anno di pubblicazione: 2019

ISBN: 978-88-9395-020-6




Nel novembre del 2019, ho sfidato la prima neve dell’inverno caduta in Appennino per raggiungere Desenzano del Garda e assistere alla presentazione di questa autobiografia. Per una pessima guidatrice quale sono e fui, una scommessa del genere è, come dicono a Livorno, “tanta roba”. Tanta roba ho ricevuto in cambio: ho incontrato un uomo straordinario, ho trascorso un pomeriggio indimenticabile ad ascoltare le sue parole, ho ricevuto in dono una copia di questo libro con tanto di dedica e autografo.

Il 6 e il 7 settembre 2025 ricorre il 65° anniversario della fondazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) o, più confidenzialmente, Frecce Tricolori. L’evento verrà degnamente festeggiato presso la base di Rivolto (UD) ove ha sede il reparto, il 313° Gruppo Addestramento Aeronautico. In quel luogo e in quelle giornate le migliori pattuglie acrobatiche del mondo nonchè i rappresentanti del mondo aeronautico civile e sportivo omaggeranno quella che è universalmente considerata la migliore formazione acrobatica al mondo, non fosse altro perché è la più numerosa al mondo (ben nove velivoli più il decimo del solista) ma anche e soprattutto perché è una di quelle che svolge un programma particolarmente impegnativo quanto spettacolare in decine e decine di manifestazioni aeree nel corso di tutto l’anno in ogni angolo del Paese, d’Europa e non solo. La pubblicazione della recensione del libro del com.te Slangen costituisce dunque l’omaggio virtuale che il nostro hangar intende offrire alla PAN a nome anche dei nostri visitatori e visitatrici per la celebrazione di questo prestigioso anniversario. Auguri Frecce Tricolori! Che la scia tricolore accompagni sempre i vostri voli, che siate sempre l’orgoglio del popolo italiano!

Il Comandante Slangen è una figura aristocratica: nella piena consapevolezza di occupare un posto speciale nella Storia dell’Aviazione del nostro Paese, si avvicina ai suoi simili, conosciuti o sconosciuti, con una semplicità, una schiettezza e una naturalezza stupefacenti. Ti fa sentire “a casa”, in compagnia di un vecchio amico. Leggi la frase che occupa la quarta di copertina:

“Chi indossa le ali anche solo una volta non le perde più”

e ti ricordi il momento in cui hai fatto la stessa cosa che Jan Slangen sa fare così bene: volare. La sensazione di accoglienza che ti pervade satura lo spazio attorno a te, non senti più alcuna separazione, alcuna distanza; eppure, hai davanti a te un pilota d’eccellenza che ha comandato la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale. Tanta roba!

Poichè il volume contiene “appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori”, troveremo una serie di riflessioni esistenziali/filosofiche ricamate abilmente su un tessuto squisitamente biografico. Non mancano confidenze e considerazione sul mondo dei piloti. Ecco una breve anticipazione: “Il mal d’aria a noi prende quando siamo a terra. Come dire? Ci manca l’aria: letteralmente. […] Il volo è per sempre. E più il rombo dei motori, fuori, si allontana, più la loro voce, dentro, si fa forte.” Occorre aggiungere altro? Ah, sì: tutto il resto del libro! (foto proveniente da www.flickr.com)

Altrettanta pienezza ho riscontrato sfogliando le pagine di questo libro.

Prima di scoprire i come, i perché, i chi e i dove che hanno fatto la storia dell’aviatore Jan Slangen ho incontrato un uomo. Un figlio, un fratello, un marito, un padre, un amico accompagnato da una lunga teoria di emozioni. Un abitante della Terra che ha cercato e trovato la propria libertà nel cielo, senza per questo allontanarsi dalla consapevolezza della propria natura umana che lo lega indissolubilmente al pianeta e alle sue creature.

Sono sempre decine di migliaia gli spettatori e le spettatrici che puntualmente seguono con il naso all’insù le difficilissime “capriole” delle Frecce Tricolore. Tra loro una folta schiera di “spotter”, termine anglosassone che indica gli appassionati di volo e fotografia. Essi trascorrono tutto il tempo della manifestazione imbracciando macchine fotografiche con potenti e costosissimi obiettivi alla ricerca spasmodica di scatti memorabili. Ebbene questa immagine, complice il cielo grigio e coperto ma squarciato da improbabili raggi di sole, è una di quelle che non passa certo inosservata. Il risultato, assolutamente spettacolare anche grazie alla bassa velocità e alla distanza millimetrica tra i velivoli, è un’enorme bandiera italiana che talvolta rimane presente nel cielo per alcuni minuti. Il tutto accompagnanto dalle note della celeberrima aria lirica del “Nessun dorma” tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, interpretato magistralmete dalla voce del mai dimenticato Luciano Pavarotti, uno dei più grandi tenori della storia del melodramma mondiale. (www.flickr.com)

Senza dubbio chi, come la sottoscritta, ama la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale troverà in quest’opera letteraria molte parole che fanno battere forte il cuore e colmano la mente di entusiasmo. L’Aeronautica non è per tutti, il volo acrobatico è un privilegio riservato a pochi eletti e quei pochi sono in grado di accendere passione e slancio negli ammiratori, trascinando il loro sguardo verso il cielo. Il Comandante Slangen ha il merito di saper accendere l’entusiasmo anche quando scrive.

La bandiera tricolore più grande al mondo è quella che viene stesa dai velivoli delle Frecce Tricolore in occasione di ogni manifestazione aerea, una firma unica e incomparabile che ci rende orgogliosi di essere italiani al di fuori degli stadi di calcio o di altre occasioni sportive nel corso dei quali è d’uopo sventolare la bandiera nazionale. Gli scenografici fumi colorati, lo ricordiamo a beneficio degli animi più sensibili agli aspetti ambientali, sono ottenuti per dispersione di olio di vaselina a cui vengono aggiunti pigmenti non inquinanti. Il calore del motore produce il fumo quando il composto di olio e pigmenti entra a contatto con lo scarico rovente del velivolo attraverso un tubicino posto nel terminale del condotto di scarico del motore dell’aeroplano attivabile all’occorrenza dal pilota. La miscela viene trasportata in serbatoi subalari in quanto i serbatoi posti abitualmente alle estremità alari dgli MB 339 degli altri reparti di volo dell’AMI poco si presterebbero per le repentine manovre cui sono chiamati i velivoli della PAN. (foto proveniente da www.flickr.com)

“A volte, anche una semplice stretta di mano può avere un valore scaramantico. In molti si domandano come mai, al termine di ogni esibizione, i piloti si cercano per stringersi la mano. È una specie di rito, ma il vero significato di quel gesto non è così immediato. Va ben oltre il riconoscimento della bravura, la celebrazione del fatto che siamo di nuovo tutti a terra sani e salvi. È il suggello di un patto di fiducia reciproca. Ognuno mette la propria vita nelle mani degli altri e questo ci permette di fare lassù cose che senza quella stretta di mano sarebbero impossibili”.

Ecco qui, la squadra; un gruppo di piloti di valore indiscusso legati innanzitutto dalle loro qualità umane. Per far parte delle Frecce Tricolori è indispensabile essere determinati a raggiungere un obiettivo, ma soprattutto essere consapevoli del fatto che non si tratta di uno scopo individuale e che il gioco di squadra conta molto più dell’orgoglio del singolo.

L’Aermacchi MB 339 A/PAN è il velivolo che equipaggia la PAN (9 in formazione più 1 solista) a partire dal 1982. Si tratta di un eccellente addestratore che si è dimostrato validissimo nel corso degli anni, robusto e versatile in quanto ha sostenuto egregiamente l’eredità lasciatogli dal predecessore MB 326 nei reparti di addestramento dell’AMI e dal G-91 PAN in seno alla Pattuglia Acrobatica Nazionale. Nel settembre 2024 è stato presentato presso il l’aeroporto di Treviso-Istrana il suo successore: il Leonardo M-346 Master, un velivolo di progettazione e costruzione interamente italiana, transonico, biposto, certamente moderno (comandi fly by wire e con un’avionica adeguata agli anni 2000) ma non privo di critiche per l’uso peculiare che dovrà svolgere presso la la PAN (ad esempio le due turboventole anziché una sola) e per la rinnovata livrea ideata da Pininfarina, celebre designer automobilistico dalla cui matita sono nate innumerevoli automiobili di grandissimo successo. L’AMI ne ha ordinati 20 esemplari da destinare alla PAN. (foto proveniente da www.flickr.com)

“Aperti, disponibili, sereni, equilibrati, ma anche entusiasti. Volare è un’esperienza fantastica”.

Il sottotitolo di questa autobiografia, “Appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori”, è in perfetta assonanza con le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo che l’autore mette in risalto. C’è gioia autentica nelle sue parole, una gioia condivisa con gli altri “Pony” e con tutti coloro che applaudono un volo capace di colorare il cielo. Le motivazioni, i sacrifici, l’istinto, la disciplina, l’impegno, tutto passa in secondo piano, scivola alle spalle di quella felicità impagabile alla quale Jan Slangen ha voluto far cenno già nella prima di copertina. Uno stato d’animo reiterato più e più volte nel testo.

Una delle più spettacolari tra le già spettacolari manovre acrobatiche del programma della PAN  denominata “La scintilla tricolore”. Il com.te Jan Slangen, classe 1975, è stato comandante delle Frecce Tricolori per quattro anni a partire dall’ottobre del 2012 assumendo dunque il ruolo di Pony 0 dopo aver svolto i ruoli di 3º Gregario Sinistro (Pony 7), 1º Gregario Sinistro (Pony 2), Capoformazione (Pony 1) in seno alla PAN ove è approdato nel 2004 con il grado di Capitano partendo come allievo dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, corso normale Rostro III e compiendo tutto l’iter addestrativo previsto dall’AMI per gli Ufficiali Piloti  (foto proveniente da www.flickr.com). 

“La felicità la sentiamo. Ci accorgiamo che c’è perché dentro di noi tutto cambia e di conseguenza cambiano anche le cose intorno a noi, se non altro perché cominciamo a guardarle con occhi completamente nuovi”.

“Perché sono felice quando sono in aria? Il fatto è che c’è felicità e felicità e l’una non è alternativa all’altra, né la nega”.

Voi mi perdonerete, ma leggendo queste citazioni resto senza parole. Provo a ricordare quanto mi sento felice quando il Solista attraversa le scie della formazione e accende i fumi colorati che compongono il Tricolore steso in cielo nella figura dell’Alona, quella che chiude il programma acrobatico. Vi confesso una cosa: seguo il dispiegarsi della nostra Bandiera nell’azzurro con il dito indice, come se lo stessi disegnando io stessa. Se dentro di me, piantata con in piedi per terra, si muove un’emozione così grande, posso solo lontanamente immaginare cosa accade in coloro che fanno volare gli MB-339PAN.

Una splendida immagine del velivolo utilizzato dalle Frecce Tricolori per le loro manovre acrobatiche mozzafiato in cui risalta il colore “blu Savoia” che contradddistingue la sua livrea inconfondibile in tutto il mondo. Dopo aver concluso il suo iter professionale in seno all’AMI, il com.te Slangen presta servizio come pilota commerciale in una compagnia aerea e, ne siamo certi, non svolge manovre acrobatiche a bordo dei grandi autobus dell’aria. Anche se la tentazione è forte, vero comandante? (foto proveniente da www.flickr.com)  

“Uno dei miracoli che solo il volare è in grado di fare è quello di regalare piccoli anticipi di eternità”.

La nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale non è solo un manipolo di aviatori che regala agli spettatori un bello spettacolo; è un simbolo che incarna il sentimento più speciale tra tutti, l’Amore, il quale, per definizione è eterno. Ogniqualvolta si alzano in volo, Le Frecce Tricolori colpiscono il centro del loro bersaglio: il cuore di coloro che sollevano lo sguardo al cielo per seguire un intreccio di scie, una serie di evoluzioni mozzafiato. Credo e spero che nessuno vorrà contraddire la mia asserzione: “Solo una passione autentica è in grado di significare e suscitare Amore”. Senza una passione così, non si raggiunge l’eccellenza in volo. Senza sentire dentro di sé e far scorrere all’interno di tutta la squadra una grande felicità, la passione non potrebbe dirsi autentica e il risultato sarebbe ben diverso. Potrebbe essere decollare, rimanere in aria per un po’ e poi atterrare. Una semplice infatuazione, una come tante. Piacevole, ma non unica ed esclusiva nel suo genere. Amo la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale e, dopo aver letto questo libro, voglio credere di essere ricambiata.

Il com.te Jan Slangen, romano di nascita con padre olandese e madre italiana, nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2017, con oltre 3500 ore di volo nei cieli di tutto il mondo con i colori dell’AMI, è stato pungolato e assistito nella stesura del volume da parte di Elisabetta Sgarbi, sorella del famoso politico e critico d’arte Vittorio Sgarbi. La stesura del libro ha comportato una lunga genesi durata ben due anni nel corso dei quali l’autore,  laureato in scienze aeronautiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II come previsto dal pianio di studi previsto dall’Accademia Aeronautica dell’AMI, ha più volte scritto, ricorretto e riscritto il testo; come ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata ai giornalisti, la chiusura del volume si è rivelata la parte più ostica di tutta la manovra. Detto da lui …  (foto proveniente da www.flickr,com)

Trattandosi di una biografia, l’opera letteraria è priva di una trama; è dunque impossibile formulare una valutazione in merito a questo aspetto. Preme sottolineare come l’intero percorso di vita dell’autore sia stato esposto in modo lineare e organico, ricorrendo in modo essenziale a digressioni e regressioni. Per la natura dell’opera, la componente descrittiva è piuttosto ricca, variegata e approfondita.

Occore una retrocopertina d’effetto per conferire un valore aggiunto al testo che racchiude? No! Questa è stata sicuramente la convinzione in cui deve credere ciecamente colui o colei che ha curato la veste grafica del volume “Volare alto”. Mai vista una retrocopertina così scarna, piatta, financo squallida come questa … se non fosse per l’aforisma che la rende evocatica e densa di aspettative da parte del lettore. Ebbene si tratta di una frase chiave presente nel capitolo di apertura intitolato “A braccia spalancate” in cui l’autore narra di come, del tutto improvviso e inaspettato, sia scattato in lui il desiderio di volare e di farlo come pilota militare: il terribile incidente aereo di Ramstain nel corso del quale, a causa della collisione in volo di due velivoli delle Frecce Tricolori, ci furono “settanta morti – i tre piloti degli aerei coinvolti e sessantasette persone – e quasi trecentocinquanta feriti. Una tragedia.” Furono le immagini che scorrevano nei telegiornali di quel 28 agosto 1988 a folgorare il tredicenne Jan Slangen e a consentirgli (con tanto impegno, sacrifici e un pizzico di fortuna) di diventare il comandante di quel reparto, fiore all’occhiello della nostra Aeronautica Militare. Un sorpresa molto gradita al lettore/lettrice: i risguardi interni del volume contengono la riproduzione grafica delle 18 manovre eseguite usualmente  dalla PAN nel corso del suo programma acrobatico  nonchè una serie di foto a colori posizionate strategicamente al centro del volume. E non osiamo neanche pensare al lavoro terribile svolto dall’autore nello scegliere tra la moltitudine di scatti disponibili. Un valore aggiunto di una copertina altrimenti “onesta”. 

Lo stile dell’autore è perfetto, privo di sbavature, scorrevole, chiaro e molto piacevole. Le numerose citazioni di scrittori, filosofi e pensatori che ricorrono tra le righe testimoniano la corposità del bagaglio culturale che il Comandante Slangen ha saputo accumulare; in base alla mia esperienza, mi sento di dire che i migliori autori, prima di divenire tali, sono stati tutti accaniti lettori.

VOLARE ALTO è una lettura consigliatissima a tutti. Non solo a chi è innamorato del cielo e dei suoi protagonisti, bensì a tutti coloro che sono innamorati, oppure hanno bisogno di innamorarsi, della Vita. Sono grata all’autore, tra le molte altre cose, per le parole riportate in seconda di copertina, destinate a rimanere impresse nella mia memoria:

 

“Queste pagine sono una dichiarazione d’amore. Se scrivo, è per provare a spiegare perché il volo fa innamorare così tanto e, soprattutto, perché è così bello quando siamo ricambiati. Ancora, scrivo perché librarsi in aria riempie come nessun’altra cosa; perché, da lassù, tutto sembra più chiaro – fuori e dentro di noi; perché anche le cose e le persone più lontane, all’improvviso, ci appaiono più vicine; e perché ogni cosa sembra trovare un senso, più autentico, più alto, più profondo.”.

Il volume è composto da 184 pagine ed è venduto al pubblico al prezzo di 17 Euro.

La copertina plastificata, riportante un primo piano dell’autore, non suscita in sé e per sé grandi emozioni, né positive, né negative.

Al di là delle eccellenti capacità individuali dei singoli membri, la  vera forza della PAN è il collettivo: dieci piloti che si muovono in aria a distanze millimetriche pressochè all’unisono a dimostrazione che l’unione fa davvero la forza. E questa immagine con gli MB-339 PAN al parcheggio, rigorosamente allineati, intende costituire l’immagine simbolo di un reparto di volo che costituisce, senza possibilità di smentita, il fiore all’occhiello della AMI nonchè il miglior biglietto da visita del nostro Paese nel mondo (foto proveniente da www.flickr.com)

La tipologia della carta utilizzata per la stampa è buona, il carattere tipografico è standard, il lavoro di editing e correzione bozze è stato ben fatto, non si riscontrano errori.

Il testo è accompagnato da una buona dose di immagini a colori, alcune delle quali sono veramente pregevoli.





Recensione di Angelarosa Weiler.

Didascalie a cura della Redazione di VOCI DI HANGAR.






Volare alto